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Il connubio: musica lirica e cucina italiana

Taormina Arte, domenica al Teatro Sangiorgi di Catania lo spettacolo “Bellini alla Norma”: l’intervista a Simona Celi e Bernardo Campo

venerdì 18 Settembre 2026

Cosa lega Vincenzo Bellini alla pasta alla Norma?

E quanto cibo c’è nella storia della grande musica lirica, nei libretti delle opere e persino nella vita dei compositori? Parte anche da queste curiosità “Bellini alla Norma – Un concerto da gustare”, nuova produzione della Fondazione Taormina Arte Sicilia, in scena domenica 20 settembre alle 21 al Teatro Sangiorgi di Catania, nell’ambito della VI edizione del Bellini International Context, promosso dalla Regione Siciliana attraverso l’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, con il coordinamento del Teatro Massimo Bellini di Catania.

Cesare Bocci

Una prima assoluta che unisce più piani e linguaggi: la grande musica, il jazz, il teatro, la videoarte e il racconto. Protagonisti due artisti provenienti da mondi differenti: Danilo Rea, che al pianoforte costruirà un raccordo tra la musica lirica e il jazz, e Cesare Bocci, attore narratore di un percorso fatto di storie e curiosità sul rapporto tra musica e cibo.

Il cibo entra infatti nell’opera come nodo drammaturgico, ma attraversa anche la vita reale dei grandi compositori. Ci sono brindisi, cene, banchetti e ricette, fino alle passioni gastronomiche di musicisti come Gioachino Rossini, grande amante della cucina e autore egli stesso di preparazioni diventate celebri. Tra musica e gastronomia emergono così episodi inattesi, come quello che lega il Guglielmo Tell al risotto ai tartufi di Rossini.

Il viaggio conduce inevitabilmente a Vincenzo Bellini e alla pasta alla Norma, uno dei piatti italiani più conosciuti, il cui nome è legato alla celebre esclamazione attribuita a Nino Martoglio di fronte a un piatto di pasta: “Chista è ’na vera Norma“, con riferimento all’opera del compositore catanese.

Una produzione della Fondazione Taormina Arte Sicilia, proposta dal direttore artistico Simona Celi, “Bellini alla Norma” nasce dall’incontro fra due patrimoni culturali immateriali riconosciuti dall’UNESCO: il canto lirico italiano e la cucina italiana. Un connubio che lo spettacolo porta in scena attraverso la forza evocativa della musica e del cibo, trasformandoli in materia di racconto.

Ad arricchire la dimensione scenica saranno immagini video immersive, in un intreccio tra pianoforte, parola, immagini e performance. La regia è di Cristian Taraborrelli, la scrittura di Lilla Picciotto, la video art di Fabio Massimo Iaquone, la consulenza storico-musicale di Ottavio Sbragia, il light design di Massimo Tomasino, i costumi di Angela Buscemi e gli arrangiamenti musicali di Marcello Sirignano.

L’intervista alla direttrice artistica Simona Celi

“Un piacere tutto italiano: musica lirica e cucina”

“L’Italia conserva, nel momento storico che stiamo attraversando, un livello di piacere, di bellezza e di ricchezza importantissimo. Il cibo, la musica, il bel canto, sono diventati patrimonio dell’Unesco, sono accomunati dall’identità italiana e dal proprio godimento a 360 gradi.

La pasta alla Norma risulta essere il piatto italiano più conosciuto al mondo e quindi a Taormina abbiamo fatto un collegamento tra questo mondo e la musica di Bellini, che, però, diversamente da altri autori è lontano dal cibo.

Mentre altri compositori, alcuni dei quali erano dei grandi chef come Rossini, dei suoi piatti, infatti, sono ancora presenti nei grandi ristoranti del mondo, utilizzavano il cibo come snodo drammaturgico.

Danilo Rea

Quando deve accadere qualcosa nell’opera lirica, spesso si usa questo espediente. Si fa un brindisi per raccontare che sta succedendo qualcosa, è il momento di gioia, come nella “Traviata”, più alto perché sta per entrare la tragedia. O, come nel caso della “Cavalleria Rusticana”, c’è il momento della sfida attraverso il vino. Quindi è usato da tanti scrittori di libretti, ma anche da tanti musicisti, per segnare un momento. Un altro esempio famoso dove si è fatto ricorso a questo connubio è stato nella celebre opera di Puccini, quando il barone Scarpia dice: “La povera mia cena è rotta”, si siede a tavola e dà inizio a un corteggiamento minaccioso nei confronti di Tosca.

 

Lo spettacolo è formato da un testo teatrale, da un testo teatrale, da un piano video pazzesco, una costruzione, quindi, immersiva, e da uno straordinario musicista, Danilo Rea, che unisce il mondo del jazz e della musica lirica in una maniera unica al mondo“.

 

Bellini alla Norma – “Un concerto da gustare”: 20 Settembre ore 21

La nuova produzione della Fondazione Taormina Arte Sicilia: un incontro tra lirica, jazz, teatro, videoarte e curiosità gastronomiche

L’ingresso al Teatro Sangiorgi sarà gratuito, senza prenotazione, fino a esaurimento posti: ” Una scelta della Regione proprio per far conoscere il più possibile Bellini alla gente e i progetti di questo festival. Una vera e propria scelta culturale.

 

L’intervista al commissario straordinario Bernardo Campo

Taormina Arte è cultura

Il bilancio della rassegna è ottimo, ha avuto quest’anno un valore culturale non indifferente. Abbiamo svolto le nostre attività così come negli altri anni, ma soprattutto realizzato due grandi eventi che sono stati veri e propri contenitori culturali.

Il primo è stato la festa del teatro, in occasione del cinquantesimo anniversario del primo spettacolo, svoltosi a Taormina, che ha visto la partecipazione di ben 12 grandi artisti con una partecipazione di pubblico che a noi ha soddisfatto molto, in particolare per la qualità del pubblico, poiché costituito da grandi appassionati. I complimenti sono arrivati, a 360 gradi, da tutto il mondo dello spettacolo.

Taormina non può essere solamente consumata attraverso i grandi eventi musicali. Il Teatro, infatti, è un contenitore culturale e deve essere utilizzato come tale. Ben vengano i grandi eventi, purché siano legati al mondo della cultura, altrimenti ci sono gli stadi, le piazze, le ville, e tutti gli altri luoghi.

Taormina deve essere più legata al mondo della cultura e agli spettacoli che la celebrano. Questa è stata la linea sposata da noi quest’anno. Con questi grandi eventi abbiamo fatto qualcosa di eccezionale, a detta anche di molti rappresentanti del mondo culturale.

Il nostro è un festival multidisciplinare, che spazia dalla musica al teatro e punta anche a coinvolgere il pubblico più giovane. Il target è legato al mondo della cultura e abbiamo necessità di valorizzare ancora di più questo Teatro in tale ambito, evitando una mercificazione dello spettacolo. Non si può utilizzare il Teatro Antico solamente per fare numeri, cassa o per ospitare eventi che riempiono il teatro, ma che potrebbero essere organizzati anche in altri luoghi“.

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