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La cooperativa Autoradiotaxi si è rivolta al TAR

La delibera della Città Metropolitana non convince i tassisti, presentato ricorso al regolamento sul TPL

venerdì 3 Aprile 2026

Il ricorso era nell’aria da mesi. Oggi è arrivata l’ufficialità. La Cooperativa Autoradiotaxi si è rivolta al TAR Sicilia al fine di chiedere l’annullamento del regolamento sul servizio di trasporto pubblico locale della Città Metropolitana di Palermo. L’atto era stato approvato dal Consiglio Metropolitano a metà dicembre. Ma già allora vi erano state polemiche. Ad essere contestato dagli operatori di settore, in particolare, fu l’articolo 23 della delibera. Ovvero quello relativo all’acquisizione delle corse. Intanto, oggi, gli uffici dell’ex Provincia hanno deciso di opporsi per tutelare gli interessi dell’ente, nominando Maria Stella Porretto e Caterina Cantiello in qualità di legali difensori.

Regolamento sul trasporto pubblico locale, i tassisti di Palermo presentano ricorso

La delibera, già prima dell’approvazione, aveva creato polemiche all’interno dell’aula consiliare Poche ore prima dell’approvazione dell’atto infatti, una delegazione di tassisti aveva incontrato i capigruppo del Consiglio Metropolitano. Ma alla fine, il regolamento ha trovato comunque la via dell’approvazione. Un disco verde sofferto, tanto da mandare su tutte le furie il presidente della Commissione Attività Produttive del Comune di Palermo Ottavio Zacco. In una dura nota rivolta all’Amministrazione, l’esponente di Lavoriamo Per Palermo aveva contestato alcuni aspetti del nuovo regolamento sul trasporto pubblico locale. Tanto che, il giorno dopo dell’ok a Sala Martorana, i tassisti avevano incontrato direttamente il sindaco Roberto Lagalla e l’assessore al Ramo del Comune di Palermo Giuliano Forzinetti. Un tavolo dal quale erano arrivate rassicurazioni, evidentemente ritenute oggi insufficienti dalle associazioni di categoria.

Due, in particolare, le richieste mosse al Tar Sicilia dal gruppo di tassisti di Palermo. La prima riguarda la richiesta di annullamento dell’atto. L’altra, in particolare, si focalizza sull’articolo 23, ovvero la disposizione relativa all’acquisizione delle corse. Nel primo comma si legge infatti che “per il servizio taxi il prelevamento dell’utente potrà essere effettuato con partenza da qualunque Comune dell’area metropolitana“. Fatto che, a giudizio degli operatori del capoluogo siciliano, svantaggerebbe quest’ultimi.

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