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Il dibattito

Tensione tra porto e candidatura Unesco delle Saline di Trapani, domani l’incontro alla Camera di Commercio

venerdì 17 Aprile 2026

Al centro dell’occhio del ciclone la riserva delle saline tra Trapani, Paceco e Misiliscemi insieme all’area protetta dello Stagnone di Marsala come sito Unesco. Domani alla Camera di Commercio tornerà sul tavolo la sua candidatura.

Il direttore della Camera di Commercio, Diego Carpitella, ha illustrato i contenuti dell’appuntamento di domani, al quale sono stati invitati i promotori della rete, gli imprenditori e gli operatori portuali.

Laddove e stato riconosciuto il sigillo Unesco, che punta a tutelare la Biodiversita, e le nostre aree hanno queste caratteristiche, ci sono stati risultati positivi anche in termini di natura economica, per i movimenti turistici che ne sono naturale conseguenza. E laddove c’è stato questo riconoscimento non sono state intaccate attività economiche, anzi di nuove se ne sono create. Ribadisco che non ci sono vincoli che si aggiungono, spero che l’incontro serva a superare queste perplessità“. Queste le parole rilasciare da Carpitella al giornale LaSicilia, parole che hanno rinnovato l’auspicio di una condivisione positiva sui valori che si intendono tutelare e valorizzare.

A stretto giro è arrivata la risposta dell’imprenditore Gaspare Pantalone, delegato di Assiterminal e presidente della Riccardo Sanges & C:Prendiamo atto di questa ulteriore prova di disinteresse nei confronti del porto e dei suoi operatori. Il porto di Trapani è l’anima del nostro territorio e ignorare il tessuto economico generato dello stesso significa depauperare la storia di Trapani e del suo hinterland. O forse non conoscerla“.

Un incontro promosso in pochi giorni, nemmeno questo piace a Pantalone: “L’indisponibilita a partecipare era stata gia comunicata in modo tempestivo. Nonostante cio, la convocazione è stata confermata. La decisione di procedere comunque configura una modalità operativa non rispettosa dei principi di correttezza e leale collaborazione“.
Per il delegato di Assiterminal, ma la posizione è condivisa anche da altri operatori del settore, “la convocazione unilaterale di un tavolo tecnico appare come un tentativo di emarginare il contributo di chi lavora ogni giorno sul campo. È concreto il rischio che si assumano decisioni senza il coinvolgimento diretto del sistema portuale“.

Il messaggio è chiaro: il porto non può ridursi a semplice spettatore, ma deve essere parte attiva delle scelte. Perché qui non si parla soltanto di confini e perimetrazioni, ma di lavoro, di sviluppo e di futuro“.

Pantalone ha inoltre confermato un’assenza di peso: all’incontro non parteciperà l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale.Si tratta di un vuoto istituzionale significativo che riduce la credibilità e l’efficacia del confronto, senza garantire la tutela degli interessi del sistema porto. Il tavolo convocato dalla Camera di Commercio perde di significato ancora prima di cominciare“.

Per questo motivo è stata inviata al presidente della Camera di Commercio, Pino Pace, una formale richiesta di rinvio dell’incontro, in modo da partecipare invece alla riunione già fissata dal sindaco di Trapani per il prossimo 23 aprile. Al sindaco Tranchida viene invece riconosciuto, “l’impegno ad adottare un metodo di concertazione realmente condiviso, che garantisca la partecipazione di tutti i soggetti interessati, nel rispetto del decoro istituzionale e delle rispettive competenze“.

La questione al centro del dibattito è nota: la ridefinizione dei confini dell’area candidata a Unesco include i centri storici costieri di Marsala e di Trapani, e nel capoluogo comprende anche il porto. Gli operatori temono che ciò possa ripercuotersi sui lavori di ampliamento dell’area portuale, che peraltro procedono a rilento: i dragaggi sono fermi a causa del cantiere sotto sequestro e non si parla più del progetto Waterfront. Da parte dell’Autorità Portuale, ente responsabile, arriva solo silenzio.

Il sindaco di Trapani ha assunto una posizione netta, rendere efficiente il porto non sarà mai possibile se non si affrontano contestualmente anche altri temi, come la Zes, i cui lavori procedono da troppo tempo, e la realizzazione dell’interporto.

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