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L’intervista

Terzo mandato per Pace a Ribera: il piano per rimettere in moto il Comune agrigentino

sabato 11 Luglio 2026
Carmelo Pace

Tris di Carmelo Pace a Ribera. Il detto vuole che non ci sia due senza tre e per il capogruppo della Democrazia Cristiana all’Ars è stato proprio così. A un mese dalla sua rielezione, ilSicilia.it ha raggiunto telefonicamente il primo cittadino del Comune agrigentino per fare il punto sul nuovo mandato, sugli equilibri della coalizione e sulle sfide che attendono la politica siciliana in vista delle future regionali.

Carmelo Pace, sindaco di Ribera, torna a guidare il Comune per la terza volta. In questo lungo periodo la città è cambiata, come ha trovato la città e con quale approccio affronta questo nuovo mandato?

“Il mio secondo mandato da sindaco di Ribera si è concluso nel 2020. In questi anni la città si è purtroppo chiusa in se stessa rinunciando alla sua naturale vocazione di città viva e piena di energia. Ho trovato una città spenta, senza progettualità e incapace di sognare in grande. Il mio terzo mandato da sindaco di Ribera, la città che amo, che coincide con il mio mandato di parlamentare, lo sto affrontando con grande energia, voglia di fare ed entusiasmo. Ribera e le sue borgate estive devono tornare ad essere protagoniste di eventi di richiamo assicurando al contempo servizi ai cittadini e ai visitatori. La scorsa settimana abbiamo presentato in conferenza stampa, e in tempi record, l’estate riberese: un cartellone con 150 appuntamenti tra eventi, attività e iniziative. La città si è rimessa in moto”.

A poco più di un mese dall’insediamento, quali sono le priorità dei primi cento giorni e c’è già un cambiamento concreto che i cittadini possono percepire, a partire dal decoro urbano?

“Ha detto bene. Anche se sembra di essere al lavoro da tanto tempo, è trascorso appena un mese dal nostro insediamento. C’è una squadra unita e coesa che lavora costantemente e incessantemente per la città. Le priorità dei primi cento giorni, unitamente alle esigenze, anche più a lungo termine come le infrastrutture (Ribera avrà due campi da calcio. Uno, quello di “Spataro”, è quasi ultimato, l’altro, il “Nino Novara”, fine lavori 31 gennaio. Entrambi grazie a finanziamenti regionali che portano la mia firma), sono essenzialmente due: decoro urbano e sicurezza. Ritengo, su entrambi gli aspetti, che i riberesi abbiano percepito e toccato con mano un grande cambiamento rispetto al recente passato. La città e le borgate estive sono decisamente più pulite e ordinate. Il passo successivo devono compierlo anche i cittadini mantenendo il paese pulito ed evitando atti di incuria e di inciviltà. Abbiamo in programma, a tal proposito, una campagna di sensibilizzazione”.

“Sotto l’aspetto del decoro urbano – ha aggiunto il primo cittadino del Comune agrigentino – oggi Ribera è sicuramente più accogliente e anche più sicura. A proposito di sicurezza, l’altra priorità, la città ha un assessore che ha la delega alla sicurezza e se ne occupa quotidianamente in prima persona. Un esempio su tutti con un provvedimento che abbiamo adottato proprio la scorsa settimana: una via adiacente al nostro lungomare di Seccagrande, interessata da “malamovida” con conseguenti pericoli per i nostri giovani e disagi per i villeggianti, oggi è una strada sicura con accessi controllati da parte degli operatori della protezione civile”.

A Ribera avete scelto di presentarvi con Sud Chiama Nord e avete vinto. È soddisfatto del risultato raggiunto? Squadra che vince non si cambia, è un’alleanza che potremo vedere anche alle prossime tornate elettorali?

“A Ribera, ne ho parlato anche pubblicamente durante la campagna elettorale, al netto degli amici della Lega, che si sono candidati nelle liste della coalizione a supporto della mia candidatura, tutti i partiti che compongono la maggioranza a sostegno del governo Schifani, hanno deciso di sostenere, insieme al Pd, una candidatura che hanno definito “civica” ma che, in realtà, metteva insieme tante esperienze politiche di centrodestra e di centrosinistra. Tutti sappiamo com’è andata a finire. Le liste di area DC hanno ottenuto un risultato entusiasmante: il 43% dei voti validi.

Sud chiama Nord, che ha sposato da subito il nostro progetto politico-amministrativo per la città è stata, accanto alla DC, l’unica lista a presentarsi con un simbolo di partito. Simbolo che il giorno dell’elezione a Sindaco ho sventolato orgogliosamente in mezzo ai miei concittadini durante la festa in piazza.

Le alleanze per le regionali, come succede alle amministrative, si costruiscono in funzione di un programma e di un progetto. Con Sud chiama Nord, al pari degli amici della Lega e altri partiti del centrodestra con cui governiamo insieme la Regione Siciliana, ci sono dialoghi e interlocuzioni. Il nostro è un partito radicato nel centrodestra, la nostra collocazione naturale”.

Sulla crisi idrica nell’Agrigentino si è speso in prima persona chiedendo un’audizione urgente all’Ars. Dopo quel confronto, quali risposte sono arrivate e quali interventi ritiene non più rinviabili per il territorio?

“L’audizione urgente all’Ars ha avuto il pregio di mettere allo stesso tavolo colleghi di maggioranza e di opposizione, governo, gestori e operatori del comparto. L’acqua è un bene primario, vitale per i cittadini. Di fronte al fabbisogno idrico, in questa situazione non facile per molte famiglie, prevalga il buon senso. Una cosa è certa: così non si può andare avanti e certi toni, unitamente alle minacce di ridurre la portata idrica nelle condotte sono inaccettabili. Sono e siamo dalla parte dei cittadini”.

Guardando alle prossime Regionali, le amministrative, soprattutto l’esito di Agrigento hanno creato qualche tensione interna alla coalizione. Tuttavia i tavoli di confronto sono già iniziati, a suo avviso a che punto è il dibattito? Siete vicini a una sintesi?

Il centrodestra deve fare il centrodestra, a Roma così come a Palermo. Sosteniamo convintamente, con gli altri partiti della coalizione, il governo Schifani. I nostri elettori ci chiedono di governare e amministrare insieme con unità e coesione. Le sintesi si trovano sui programmi. Come forze di centrodestra, dobbiamo continuare la nostra comune azione politica nel solco del cammino già intrapreso”.

Qual è secondo lei il provvedimento che la maggioranza  deve portare a termine entro fine legislatura?

“Qualche giorno fa il gruppo parlamentare della DC ha presentato all’ARS un disegno di legge che prevede, tra le altre cose, il ritorno all’elezione diretta delle “province”. Oggi a votare per le elezioni provinciali, lo abbiamo visto l’anno scorso, sono gli eletti. Si tratta, dunque, di elezioni di “secondo livello”, per le quali i cittadini non possono votare rinunciando, così, all’esercizio di un diritto democratico. Con la legge presentata dalla DC, restituiamo ai cittadini il diritto di voto e spazi di rappresentanza. L’approvazione di questo ddl entro la fine della legislatura sarebbe un’ottima notizia per i cittadini e per le istituzioni”.

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