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Torna l’incubo Coronavirus: l’Italia chiude le frontiere a 13 Paesi

giovedì 9 Luglio 2020
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“Divieto di ingresso per chi arriva da Paesi a rischio”. Lo dispone un’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, sentiti i ministri degli Affari Esteri, dell’Interno e dei Trasporti.

Divieto di ingresso e transito in Italia per chi nei quattordici giorni antecedenti ha soggiornato o è transitato in 13 Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana.

“Nel mondo la pandemia è nella sua fase più acuta. Non possiamo vanificare i sacrifici fatti dagli italiani in questi mesi”, dice Speranza. Al fine di garantire un adeguato livello di protezione sanitaria sono sospesi anche i voli diretti e indiretti da e per i Paesi indicati nell’ordinanza. La scelta, sottolinea Speranza, è stata quella della “massima prudenza”.

IL BOLLETTINO DI OGGI

Intanto sono in risalita i nuovi contagiati da Covid-19 nello Stivale: sono 229 nelle ultime 24 ore (erano stati 193 ieri). Più della metà (119) in Lombardia. Il totale è 242.363. I morti sono 12, contro i 15 di ieri. Complessivamente le vittime sono così diventate 34.926. Sono i dati forniti oggi dal ministero della Salute.

Scendono a 69 i pazienti affetti da Covid in terapia intensiva, due in meno di ieri. Quasi la metà (30) sono in Lombardia; seguono Lazio (13), Piemonte ed Emilia Romagna (10). I ricoverati con sintomi sono 871 (-18), 12.519 le persone in isolamento domiciliare, in calo rispetto a ieri. Gli attualmente positivi sono 13.459, in flessione rispetto ai 13.595 di ieri. I guariti sono invece 193.978, 338 in più di ieri. I tamponi nelle ultime 24 ore sono stati 52.552, circa 2mila in più di ieri. Il totale sale a 5.806.668. Sono i dati forniti oggi dal ministero della Salute.

coronavirus pandemiaLO STUDIO DEI COMMERCIALISTI SUGLI EFFETTI DEL COVID

Pesanti gli effetti della pandemia, nel primo semestre del 2020, in alcune province del Belpaese, come elaborato dal Consiglio e della Fondazione nazionali dei commercialisti, che hanno messo sotto la lente d’ingrandimento le realtà produttive: tra le aree ad accusare maggiormente il colpo, si legge, “Potenza (-29,1%), Arezzo (-27,2%), Fermo (-26,3%), Chieti (-25,8%) e Prato (-25,3%) con performance peggiori del dato nazionale, mentre resistono meglio Siracusa (-13,7%), Cagliari (-13,8%), Roma (-16,1%), Genova (-16,5%) e Trieste (16,7%)”.

In generale, si legge nello studio, “a livello di macroarea la maggior sofferenza si avverte nel Nord-Est (-21,3%), mentre le isole (-17,6%) fanno registrare la minor perdita in termini di variazione percentuale. Nel dettaglio emerge come nel solo mese di aprile, unico mese ad essere sottoposto interamente agli effetti della fase 1 del ‘lockdown’, la perdita di fatturato calcolata sulla base delle simulazioni è pari a 93 miliardi di euro (-39,1%)”.

A giudizio del presidente dell’Ordine professionale, Massimo Miani, constatati i numeri negativi, “è urgente intervenire per spingere la ripresa, sia con interventi di alleggerimento della pressione finanziaria sulle imprese, a partire dal versante fiscale, sia con interventi che rafforzino il clima di sicurezza generale e quello più specifico nei settori produttivi. Non ci sembra appropriato l’eventuale intervento sull’Iva, oneroso per il bilancio pubblico ma molto poco stimolante per la ripresa di consumi e investimenti, mentre molto importanti appaiono gli interventi di stimolazione produttiva come l’ecobonus al 110%, a patto però che vengano lanciati velocemente in un quadro regolatorio il più chiaro e trasparente possibile”, chiosa il vertice dei commercialisti italiani.

 

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