Finchè c’è vita, c’è speranza. Continua la battaglia del mondo civico ed ambientalista per salvare gli alberi di via Ernesto Basile, a Palermo. Una parte delle oltre 360 esemplari che rischiano di essere rimossi o spostati in altre luoghi a causa dei lavori della linea C del tram. Interventi il cui avvio è annunciato a breve. Anche se l’opera ha accumulato già oltre un anno di ritardo rispetto al cronoprogramma iniziale del progetto.
Tuttavia, una volta iniziati gli scavi, non si potrà più tornare indietro. E ad oggi, secondo quanto prevede la progettazione esecutiva sottoscritta dai tecnici del Comune e della Sys (compagnia italo-spagnola incaricata dei lavori), le 363 alberature presenti sul percorso del tram dovrebbero sloggiare. Fatto che ha provocato, prima, una mobilitazione del fronte ambientalista. E poi la reazione del Consiglio Comunale.
L’aula consiliare ha infatti votato un ordine del giorno per impegnare il sindaco Roberto Lagalla e l’assessore Maurizio Carta a tornare a quanto previsto ab originem, ovvero alla progettazione definitiva del 2021. Documento che prevedeva la salvaguardia dell’aiuola centrale, con le due corsie del tram collocate lateralmente rispetto a quest’ultima. Un concetto ribadito ai microfoni de ilSicilia.it dal presidente del comitato per la salvaguardia degli alberi di via Ernesto Basile, Mario Guglielmino.
Guglielmino: “Ficus riempirebbero cinque campi da calcio”
E’ proprio il residente, nonchè attivista, a ribadire il concetto espresso dal comitato civico nelle scorse settimane. “Questo filare di alberi, messo tutto assieme, forma cinque campi di calcio. Una foresta per la città di Palermo. Quasi 240 alberi sempreverdi. Il giardino lineare che ci vorrebbero propinare i consulenti del Comune sarebbe composto da alberi non sempreverdi. Questo la cittadinanza lo deve sapere. Al momento è previsto un 30% di alberi con foglie caducee, con il rischio concreto che non riescano ad attecchire. Come è successo in piazzale Einstein. E’ un filare insostituibile. Anima del nostro quartiere“.
Amella (M5S): “Non siamo contrari al tram, alberi vanno tutelati”
Il tema, tuttavia, è noto da tempo. Almeno da inizio 2025. A lanciare l’allarme fu, in quell’occasione, la capogruppo del M5S Concetta Amella. L’esponente pentastellata infatti sollevò il caso sulla relazione redatta dal consulente del Comune di Palermo Giuseppe Barbera. Documento che prevedeva una serie di manovre atte ad intervenire sul verde urbano interessato dal progetto della linea C del tram, in modo da consentire l’esecuzione dei lavori.
“Non siamo contrari al tram, bensì al progetto esecutivo – sottolinea Concetta Amella -. A differenza di quanto deciso nel 2021, lo stesso colloca le rotaie della linea C al posto dell’aiuola centrale. Di fatto, questo decreta la morte delle alberture e condanna via Ernesto Basile ad essere una landa desolata. Basta guardare ai dati per capire quanto questa decisione sia sbagliata. Il primo colloca la città di Palermo in cima alle classifiche italiane per inquinamento. Il secondo invece riguarda la procedura d’infrazione aperta dall’Unione Europea proprio su questo tema. La nostra è una città in cui si respira brutta aria, in cui non si è ridotto il traffico e in cui non è stato garantito un sistea di mobilità sostenibile all’altezza“.
L’attuale quadro: 363 alberature a rischio
Secondo il quadro emerso dalla relazione, non ci si sarà niente da fare per i 53 esemplari di jacaranda presenti in corso Tukory. Quest’ultimi saranno rimossi a causa delle loro condizioni. Destino simile per i 223 alberi di ficus microcarpa di via Ernesto Basile e i 64 esemplari dei cosiddetti “alberi della fiamma” presenti in corso Calatafimi. Specie arborea così soprannominata per il suo fogliame rosso in alcune stagioni. Anche loro infatti, dovranno traslocare. Nell’attuale villetta in cui risiedono, transiterà la sopraelevata necessaria a collegare l’attuale linea 4 con la futura linea C. Più incerto invece il destino dei 22 esemplari di pino presenti sulle bretelle laterali di viale Regione Sicilian



