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Amella: "Relazione ha fatto emergere la verità"

Alberi sul tragitto della linea C del tram, soltanto 43 su 223 sono compatibili con l’espianto

giovedì 9 Aprile 2026
Alberi a rischio per il tram, via Ernesto Basile, Palermo
Alberi in via Ernesto Basile sul percorso della linea C del tram

Centosessanta alberi non sono compatibili con un trasferimento in altra sede. E’ questo quanto emerge dalla relazione del dirigente dell’Ufficio Verde Francesco La Monica a proposito del futuro dei 223 alberi allocati sullo spartitraffico di via Ernesto Basile, a Palermo. Un polmone verde che si trova nella futura traiettoria di transito della linea C del tram. In molti si sono detti contrari alla soluzione concordata fra Sys e l’Amministrazione. Dal mondo ambientalista al Consiglio Comunale. Aula consiliare nella quale, qualche settimana fa, è stato approvato un ordine del giorno che impegnava il sindaco e la Giunta a trovare una soluzione alternativa alla rimozione delle alberature. Fatto auspicato perfino dagli stessi tecnici di Palazzo delle Aquile. Critica la posizione della capogruppo del M5S Concetta Amella: “La verità è venuta finalmente a galla“.

Gli alberi di via Basile intralciano il tram: il loro possibile destino

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Via E. Basile – Università – Rendering progetto tram Palermo

Ad oggi però, la progettazione esecutiva dell’opera parla chiaro. Uno scenario descritto dalla redazione sottoscritta dal consulente del Comune di Palermo Giuseppe Barbera addirittura a dicembre 2024. Secondo quanto si legge nel documento infatti, le alberature attualmente presenti sullo spartitraffico centrale dovrebbero lasciare il posto ai binari del tram. Un deciso cambio di passo rispetto alla progettazione definitiva dell’opera che, anche in base ai rendering, prevedeva un’installazione della tratta ferrata ai lati della filiera verde. Esemplari arborei su cui il dirigente dell’Ufficio Verde Francesco La Monica ha effettuato un censimento, descrivendo nel dettaglio le possibili ripercussioni dell’inizio dei cantieri sul polmone verde di via Ernesto Basile.

Nel dettaglio, i 21 esemplari di ficus microcarpa presenti nei pressi del parco Cassarà sarebbero al sicuro da ogni rimozione, in quanto si trovano fuori dalla futura traiettoria del tram. Con riguardo alle altre 202 alberature invece, sarebbero soltanto 43 quelle compatibili con una ripiantumazione in altra sede, “seppur con elevato rischio di fallanza“.

Per gli altri 159 esemplari invece, non ci sarebbe niente da fare. Gli stessi infatti non sarebbero idonei al trapianto “per ragioni strutturali e di sicurezza“. Insomma, non ci sarebbe altra strada che rimuoverli e successivamente compensarli con altre alberature. Una prospettiva sulla quale l’Ufficio Verde chiarisce la sua posizione, con un parere favorevole “limitatamente all’ipotesi di espianto e ricollocazione di 43 ficus subordinatamente a precise prescrizioni tecniche“.

I luoghi in cui trasferire o piantare nuove alberature

alberi via Ernesto Basile, tram Palermo, linea C
Gli alberi di ficus microcarpa in via Ernesto Basile

Fra le prescrizioni indicate dagli uffici figurano l’esecuzione del trapianto con una macchina adeguata, la realizzazione dell’intervento in un’unica tranche nei tempi vegetativi appropriati, l’obbligo di manutenzione per almeno tre stagioni, l’obbligo di sostituzione a carico del soggetto responsabile degli esemplari che non attecchiscono, con alberi della medesima specie e di adeguate dimensione larghezza 18-20 centimetri e 4-5 metri di altezza), localizzazione dei reimpianti nelle aree individuate fra via Verdinois, via Vincenzo Barone e il parco Cassarà.

Un parere nel quale il dirigente Francesco La Monica chiarisce che “considerato l’elevato rischio biologico e strutturale connesso ai trapianti, gli stessi devono essere assimilatati ad abbattimenti a fini compensativi“. A tal proposito, l’architetto ha richiesto all’Amministrazione e ai soggetti coinvolti un piano di compensazione ambientale. “Si evidenzia che la realizzazione dell’infrastruttura tramviaria rappresenta, nel medio-lungo periodo, un intervento strutturale di mobilità sostenibile volto alla riduzione delle emissioni veicolari e al miglioramento della qualità dell’aria urbana, obiettivi che dovranno essere coerentemente integrati con il rafforzamento del verde urbano quale infrastruttura ambientale strategica. In tal senso anche nell’eventuale necessità di ulteriori messe a dimora di alberature in compensazione potranno essere interessate le aree di via Lussorio Cau e di via San Raffaele Arcangelo“.

Niente rimozioni senza approfondimenti

Un parere che, per stessa precisazione del tecnico, “attiene solo ed esclusivamente alla proposta di espianto delle alberature e alla ricollocazione in altro sito. Non autorizza, ai fini della competenza di questo ufficio, interventi ed azioni su alberature interferenti per le quali non si dispone ancora di documentazione finalizzata alla compiuta valutazione“.

Si è ancora in attesa – conclude La Monica – che venga dimostrata l’inesistenza di soluzioni alternative alla rimozione delle alberature di via Basile e degli altri tratti dove insistono alberature interferenti con la realizzazione dell’opera. Solo in caso di inesistenza di soluzioni alternative, potrà essere autorizzato l’abbattimento previa produzione di studio tecnico-agronomico che contenga un adeguato piano compensativo”.

Amella: “Verità è finalmente emersa”

Critica la posizione della capogruppo del M5S Concetta Amella. “La verità è finalmente emersa. E conferma tutte le nostre preoccupazioni. Dei 223 alberi presenti in via Ernesto Basile, soltanto 43 risultano compatibili con l’espianto e la ricollocazione, ma con possibilità di attecchimento talmente ridotte da essere, di fatto, assimilabili ad abbattimenti. Un dato ufficiale, nero su bianco, che smentisce la narrazione rassicurante portata avanti finora dall’Amministrazione Lagalla e dall’assessore Carta”.

Parliamo di oltre 180 alberature destinate, di fatto, alla distruzione. Eppure, non risulta alcun parere formale sugli abbattimenti, distinto da quello relativo ai soli espianti, così come previsto dall’art. 31 del Regolamento del Verde. Né emerge una relazione che dimostri l’assenza di soluzioni progettuali alternative, passaggio obbligatorio prima di autorizzare interventi così impattanti. Ancora più grave è il fatto che il coinvolgimento dell’Ufficio competente sia avvenuto soltanto nel marzo 2026, a oltre un anno dalle prime relazioni tecniche. Un ritardo che evidenzia un approccio superficiale e approssimativo nella gestione di un’opera tanto delicata”.

Dire no all’abbattimento indiscriminato non significa essere contrari al tram, ma pretendere che un’opera definita di mobilità sostenibile sia davvero coerente con i principi ambientali. Non si può sacrificare un intero patrimonio arboreo in nome del progresso senza aver valutato seriamente alternative meno impattanti. Gli esemplari di Ficus microcarpa lungo via Basile rappresentano una vera e propria infrastruttura ambientale: contribuiscono alla qualità dell’aria, alla mitigazione climatica e alla vivibilità urbana. Perderli significherebbe infliggere un danno grave e irreversibile alla città. Per questo – conclude Amella – chiediamo la sospensione immediata di qualsiasi intervento di abbattimento, la piena trasparenza sugli atti e sui pareri tecnici, e la revisione del progetto esecutivo, tornando alle soluzioni già previste nei rendering e nella progettazione definitiva. Continueremo a batterci in tutte le sedi istituzionali e al fianco dei cittadini per difendere il patrimonio arboreo di Palermo”.

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