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Ucciso davanti agli occhi del figlio, arrestato l’armiere dei presunti assassini | FOTO

martedì 29 Dicembre 2020

Alle prime luci dell’alba di oggi, i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri Siracusa, collaborati da quelli della Compagnia Carabinieri di Augusta, hanno tratto in arresto Alfio Caramella, Antonino Valerio Milone e Shasa Antony Bosco, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Siracusa.

Ai tre lentinesi, tutti noti alle forze dell’ordine, sono contestati i reati di ricettazione, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, sia da guerra sia comuni da sparo, nonché di munizionamento di vario calibro. Milone e Bosco sono i due soggetti già arrestati nell’ottobre scorso poiché ritenuti gli esecutori in concorso dell’omicidio di Sebastiano Greco, ferito mortalmente sotto gli occhi attoniti del suo figlioletto. Caramella è invece ritenuto essere colui che deteneva presso la sua abitazione diverse armi per conto del Milone e che quella mattina ne consegnò una parte ai due che si apprestavano a compiere il loro scellerato intento.

Già nelle prime ore successive all’omicidio, i militari dell’Arma avevano parzialmente ricostruito gli spostamenti dei due malviventi, che dopo il delitto, armati di una pistola mitragliatrice skorpion, per guadagnare la fuga avevano anche ferito tale Gabriele Amenta e poi rapinato un’autovettura nei pressi dell’ufficio postale.

Durante le prime concitate fasi dell’indagine, due pistole, una Beretta calibro 22 e una calibro 9 modello P38, erano state rinvenute occultate in un cespuglio poco distante da un garage di proprietà del Caramella, legato a Milone da rapporti di parentela.

Come noto i due presunti assassini sono stati arrestati nell’arco di pochi giorni all’esito di indagini serratissime, riuscendo a rinvenire anche l’arma del delitto.

Ma le attività dei Carabinieri non si sono interrotte con la cattura dei malviventi e sviluppando gli indizi raccolti si è ristretto il cerchio sulla provenienza di tutte le armi coinvolte nella vicenda.

Sebbene nelle immediatezze dei fatti non vi fossero elementi per ricondurre con certezza le due pistole all’omicidio, le indagini svolte hanno permesso successivamente di appurare che le armi in questione erano state abbandonate dai malviventi durante la fuga e che le stesse erano precedentemente custodite nei pressi del luogo del rinvenimento.

Nei giorni successivi al fermo di Milone, gli agenti della Questura di Siracusa avevano tratto in arresto Caramella per detenzione di un candelotto di esplosivo occultato in un’intercapedine di un garage di sua proprietà.

La combinazione di tutti tali elementi ha portato a concentrare l’attenzione delle indagini sul Caramella, nel cui garage i carabinieri del Nucleo Investigativo di Siracusa, nel corso di una perquisizione, sono giunti anche ad individuare l’anfratto ove le armi erano state verosimilmente occultate sino alla mattina del delitto.

Gli accertamenti esperiti dai militari specializzati ai rilievi tecnici sulle due pistole e sulla mitraglietta Skorpion, rinvenuta in possesso di Milone all’atto dell’arresto, hanno invece permesso di appurare che la pistola Beretta cal. 22 era stata rubata a Francofonte nel novembre del 2015 ai danni di un anziano del luogo e che la matricola della mitraglietta era stata abrasa impedendo al momento di risalire alla sua provenienza.

Non si esclude che il Caramella detenesse ulteriori armi per conto del Milone o di altri, ragion per cui il suo garage è stato al momento posto sotto sequestro e le indagini proseguiranno in tal senso. Caramella al termine delle procedure è stato tradotto presso la casa circondariale di Siracusa, mentre su Milone e Bosco, già ristretti rispettivamente a Piazza Lanza e a Cavadonna con l’accusa di omicidio in concorso, ora pendono le ulteriori accuse mosse oggi dall’Autorità Giudiziaria di Siracusa.

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