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Un informatico alla ricerca di antichi percorsi: ecco il futuro dei cammini | FOTO

giovedì 17 Giugno 2021

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Si è da poco concluso il Cammino inaugurale “Sulle orme di San Bernardo”. Un itinerario religioso, naturalistico e culturale che per una settimana ha regalato esperienze uniche alla scoperta del territorio siciliano. Tanta tradizione, tanta storia, poca tecnologia eppure, dietro a un percorso secolare, si nasconde il lavoro di un informatico, Roberto Martorana.

Tutto inizia tre anni fa grazie all’intuizione di Pietro Di Miceli, alle competenze di Anna Turco con la sua tesi di laurea sulla Magna Via Francigena e a quelle del marito Roberto, esperto informatico.

Sembrerà strano eppure, le nuove tecnologie sono state alla base di questo progetto. Oltre alla realizzazione del sito internet dedicato, le conoscenze digitali di Martorana, sono state indispensabili per studiare percorsi tracciati dagli antichi: greci, romani, sovrani medievali, santi del 1600 come Bernardo da Corleone, fino ad oggi.

“Lo studio delle tappe – spiega Martorana – inizia dall’analisi delle mappe digitali. Grazie a un’applicazione grafica tridimensionale, si iniziano a raccogliere le prime informazioni sul territorio, sulle coordinate geografiche, capire i possibili ostacoli, intuire opportunità nascoste. Insomma, la digitalizzazione delle tappe, consente di verificare per sommi capi, se il tipo di percorso esaminato, possa andar bene o meno per un cammino alla portata di chiunque“.

Il secondo step, era provare in prima persona. “Dopo aver tracciato le mappe da Google Earth Pro – ricorda Martorana – le segnavo, le portavo con me su un tablet e andavo sul campo a testare, tappa per tappa.  La prima volta in cui ho fatto l’intero cammino in solitaria? In motocicletta“.

Un contributo importante, tecnologie a parte, è arrivato anche dai feedback di chi aveva già intrapreso cammini simili. Dalle loro esperienze, si è arrivati a un progetto diverso, innovativo. Ad esempio, si è scelto di non utilizzare proprietà private ma, per quanto possibile, le regie trazzere. Il motivo? Sono tutte carrabili e, in caso di emergenza, per un mezzo di soccorso è più semplice intervenire. Un lavoro certosino, svolto anche con l’interlocuzione costante con il Demanio Trazzerale della Regione Siciliana.

“Abbiamo realizzato -dice Roberto – una segnaletica studiata per essere un plus per il camminatore che può decidere di tenere in tasca il GPS e di godersi il momento più serenamente. Si tratta di circa 285 punti su più di 100 km ma, abbiamo fatto di più: ci siamo inventati la numerazione della segnaletica. Partirà da Corleone con il numero uno e arriverà a Sciacca con una numerazione progressiva che verrà segnata nella traccia GPS. Queste mappe, sono state consegnate a tutti i comuni coinvolti che a loro volta le daranno alle forze dell’ordine dei vari territori. In questo modo, nel caso in cui un pellegrino dovesse trovarsi in difficoltà, tramite la segnaletica numerata sarà in grado di dare una posizione precisa, venendo immediatamente recuperato in quel punto esatto della trazzera”.

La strumentazione digitale, servirà a costruire nei prossimi anni, altri percorsi: Corleone- Palermo, Corleone-Caltanissetta e Corleone-Castelvetrano. Ma non solo. A breve, anche il Cammino di San Bernardo, avrà la sua App che consentirà a tutti i camminatori di avere informazioni, contenuti e curiosità a portata di smartphone.

Non sempre però mappe digitali, satelliti e Gps, grafiche 3D, consentono di vedere la vera bellezza e le opere degli uomini che si sono susseguiti nei secoli. Molte antichissime trazzere medievali, sono sconosciute o trascurate. Una di queste, sulla Caltabellotta-Sciacca conserva ancora l’antico basolato ma, non essendo più utilizzata, è quasi interamente ricoperta dall’erba.

“Ho fatto quest’esperienza a bordo del fuoristrada d’appoggio. Non esattamente una comodità. Come gli altri pellegrini, procedevo a passo d’uomo e, a fine giornata, ero stanco allo stesso modo. Rispetto agli altri, ero l’unico che conosceva l’intero itinerario, perlomeno dal punto di vista tecnico ma, una volta partiti, è stato tutto diverso. Abbiamo condiviso questo cammino con un unico spirito attraversando paesaggi meravigliosi. Prima mi interessava la strada, poi mi sono immerso nel percorso fatto di arte e natura”, ha concluso.

Roberto Martorana, oltre a essere un informatico di professione e un “cartografo” per passione, è anche il Presidente del Comitato Animosa Civitas di Corleone. “Le idee – dice – sono tante. Fra queste, quella di queste, organizzare week end che ripercorrono le tappe del cammino. Abbiamo trovato amministrazioni accoglienti e interessate a sviluppare questo tipo di turismo potenziando o creando dal nulla strutture ricettive”.

Una “missione” ribadita anche da Pietro Di Miceli:- ” Pensiamo che l’ infrastrutturazione di un cammino sia uno strumento di coesione territoriale, un filo che ricongiunge territori e città che, seppur distanti ritrovano l’opportunità di riconnettersi condividendo un progetto integrato di promozione turistica e culturale”.

Le spoglie di San Bernardo, resteranno a Corleone fino a settembre. Un’occasione in più per scoprire la Sicilia e le diverse realtà che la animano. Al prossimo Cammino!

 

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