“Vogliamo portare la prevenzione direttamente nelle scuole, coinvolgendo pediatri, famiglie e operatori scolastici, soprattutto nei quartieri che hanno maggiormente bisogno della presenza dei servizi sanitari. Non si tratta soltanto di somministrare un vaccino, ma di spiegare l’importanza della vaccinazione, sensibilizzare i genitori e costruire un rapporto di fiducia con le comunità”.
A dichiararlo è stato Bruno Marsala, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Palermo, in occasione dell’incontro “Scuola e salute, insieme contro l’influenza”, che si è svolto oggi, 19 ottobre, nella sede dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Palermo. L’iniziativa, di cui Marsala è responsabile scientifico, rientra nella campagna antinfluenzale 2026-2027 e punta inizialmente su quattro realtà scolastiche dei quartieri Zen, Cep, Sperone e Danisinni, i cui dirigenti scolastici, o loro rappresentanti, non hanno potuto partecipare per “sopravvenuti impegni istituzionali”.
Ma l’Asp punta comunque a organizzare giornate vaccinali negli istituti tra novembre e dicembre, prima delle vacanze natalizie, così da consentire anche la somministrazione della seconda dose ai bambini per i quali è prevista. Per i più piccoli, l’iniziativa comprenderà attività ludiche pensate per rendere la vaccinazione un’esperienza più serena e coinvolgente. Il 2 dicembre, un nuovo incontro permetterà di fare il punto sull’andamento del progetto, esaminare eventuali criticità e individuare gli interventi necessari.
“Abbiamo scelto queste realtà sulla base della conoscenza del territorio maturata attraverso i consultori e i centri vaccinali. Si tratta di quartieri con caratteristiche differenti. Dalle aree periferiche a quelle di transizione, fino a Danisinni, che custodisce una parte importante della storia e della cultura della Palermo più antica. Non vogliamo limitarci alla campagna antinfluenzale. Ma estendere progressivamente l’attività anche alla vaccinazione contro il papillomavirus umano, un’infezione molto diffusa che può avere conseguenze importanti sulla salute, comprese alcune patologie tumorali. Intervenire durante l’adolescenza significa offrire una protezione prima dell’eventuale esposizione al virus e contribuire a prevenire malattie che possono manifestarsi molti anni dopo“, ha aggiunto.
“Come pediatri di libera scelta abbiamo dato la nostra disponibilità a collaborare con l’Asp per incrementare la vaccinazione antinfluenzale. Continueremo a somministrarla nei nostri ambulatori. Ma vogliamo raggiungere anche quei bambini che, per diverse ragioni, non riescono a venire da noi. La scuola rappresenta un punto di incontro importante con le famiglie. Per organizzare le giornate vaccinali sarà necessario concordare le date con i dirigenti scolastici e informare preventivamente i genitori. Noi pediatri abbiamo già dato la nostra disponibilità. Adesso l’importante è partire!”, ha proseguito Rosaria Rizzari, pediatra di libera scelta e referente provinciale della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) di Palermo.
“Spesso la paura dei vaccini nasce da una scarsa informazione. Quando mancano basi solide, attecchiscono timori che possono portare a decisioni rischiose e a conseguenze dolorose, come abbiamo visto purtroppo anche con il tragico evento di quest’estate. Per questo serve un’educazione sanitaria che inizi presto, nelle scuole, coinvolgendo ragazzi, famiglie e comunità. Il progetto che parte oggi va proprio in questa direzione, costruire consapevolezza, proteggere chi è più fragile, bambini e adulti, e rafforzare la prevenzione come bene comune”, ha sottolineato Noemi Lopes, medico di medicina generale e consigliera dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Palermo.
“La scuola è un tassello fondamentale, ma dobbiamo raggiungere anche i centri socioeducativi, le persone con disabilità e i minori stranieri non accompagnati. Occorre ascoltare le preoccupazioni delle famiglie e contrastare la disinformazione, compreso il falso collegamento tra vaccini e autismo, che non trova alcun riscontro scientifico. Mettiamo a disposizione la rete delle associazioni e del terzo settore per raggiungere chi vive condizioni di maggiore fragilità”, ha evidenziato Rosi Pennino, fondatrice di ParlAutismo.

“Questa prima esperienza avrà carattere sperimentale e ci permetterà di valutare l’efficacia del modello organizzativo. Partiremo dalle quattro realtà individuate, con l’intenzione di replicare l’intervento anche in altri istituti scolastici. L’obiettivo è dare continuità al progetto e migliorarlo sulla base dei risultati che raccoglieremo“, ha concluso Marsala.



