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Le misure che torneranno a gennaio

L’Ars riparte dai ddl omnibus: viaggio tra gli “scarti” della Finanziaria

giovedì 1 Gennaio 2026
palazzo dei normanni
Palazzo dei Normanni

La quiete dopo la tempesta. Giorni di pausa e apparente tranquillità trascorrono tra i corridoi vuoti di Palazzo dei Normanni. Terminata l’attività parlamentare con l’estenuante approvazione della Finanziaria, che ha messo in luce tutti i mal di pancia e le incomprensioni della coalizione di centrodestra, i lavori ripartiranno il martedì 13 gennaio. Poco meno di una ventina di giorni per trovare la quadra necessaria per giungere alla fine della legislatura, nel 2027, con il minor numero di “danni” possibili. E non solo.

Il 2026 si preannuncia già un anno intenso, considerando anche le elezioni amministrative in primavera e la necessità di far andare in porto il ddl Enti locali, con particolare attenzione all’introduzione del terzo mandato per i sindaci. L’agenda di governo è parecchio ricca. Alla finestra ci sono anche le riforma dei dirigenti regionali e sul riordino dei Consorzi di Bonifica e quelle annunciate in aula sul settore idrico e quello forestale, rispettivamente dagli assessori Francesco Colianni e Luca Sammartino. Attesa anche per l’abolizione del voto segreto e la possibile prima convocazione della Commissione Regolamento, guidata dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno (CLICCA QUI). I primi ad essere sotto i riflettori, in realtà, saranno tutti gli articoli scartati dal testo della Manovra esitato in II Commissione Bilancio. 

Una storia iniziata in salita e termina anche peggio. La corposità dell’articolato ha fatto discutere e non poco: dalle opposizioni che avevano lamentato la quantità spropositata di emendamenti, abbandonando i lavori in Commissione, fino allo stralcio di ben oltre la metà delle misure per chiudere nei tempi prestabiliti la legge di Stabilità senza ulteriori stalli e rallentamenti.

Le fitte interlocuzione tra il presidente Galvagno, le opposizioni e una fetta della maggioranza delusa e poi rimasta a “bocca asciutta” si sono rivelate decisive: da 134 sono stati 77 gli articoli esclusi. Che ne sarà adesso di loro? 

Il destino degli articoli scartati

Le porte dell’Assemblea regionale si apriranno così con l’esame di due disegni di legge: uno includerà gli ordinamentali e lo stralcio; il secondo le misure di spesa. Cerchiamo dunque di capire nel dettaglio come saranno composti i due ddl omnibus, già anticipati nelle battute finali della maratona tra sabato e domenica notte.

In Gazzetta Ufficiale compariranno i 55 articoli approvati da Sala d’Ercole. Due sono invece quelli bocciati attraverso il voto segreto, il 18, un milione di euro per gli interventi per la prevenzione degli incendi nei parchi archeologici, e il 19, un milione di euro per il fondo per la prevenzione degli incendi boschivi, entrambi facenti riferimento a due assessorati in quota Fratelli d’Italia, rispettivamente ai Beni Culturali, guidato da Francesco Paolo Scarpinato, e all’Ambiente, con a capo Giusi Savarino. Come già anticipato da ilSicilia.it, il gruppo dei meloniani cercherà di far includere all’interno dei ddl anche i due interventi stracciati.

E il resto? Andiamo nel dettaglio. 

Le più chiacchierate

Tra le misure ne spiccano alcune fortemente volute e sostenute dal governo: il sostegno alle esportazioni, 10 milioni di euro pensati per tendere la mano alle aziende colpite dalle stangate dei dazi americani e imposti dal presidente Usa Donald Trump, e 500mila euro per permettere alla Missione Speranza e Carità di ripagare i debiti con Amap, vicenda rimbalzata su tutte le cronache.

A far parlare di sé erano stati i 2 milioni di euro previsti in favore delle attività commerciali ubicate in località ad alta valenza turistica delle Città metropolitane, la cui attività è penalizzata, in termini economici, dalla chiusura al traffico della pubblica viabilità. A sollevare dubbi nel corso della discussione generale era stato il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera, secondo il quale la misura favorirebbe, senza nominarle, aree ben specifiche, come Mondello.

Scorrendo tra gli articoli tante sono le misure sbandierate nel corso della settimana da Cateno De Luca e dai colleghi di partito Sud chiama Nord, come le autorizzazioni ambientali, il risanamento di Messina, il demanio fluviale e marittimo, le norme per la valorizzazione del patrimonio immobiliare delle Asp, la pubblicazione dei decreti dirigenziali conclusivi di procedimenti amministrativi e un milione di euro per l’istituzione del centro di controllo e monitoraggio ambientale.

Nonostante le diverse novità varate, come il contrasto alla povertà energetica, sono tanti gli articoli di modifiche che riguardano le energie rinnovabili (25, 26, 28 e 30). A questi si aggiungono le modifiche in materia di canoni e aliquote per le concessioni di coltivazione di idrocarburi e i 250mila euro per l’istituzione, presso l’assessorato, del Punto unico di contatto per la transizione energetica (Pucte) per fornire supporto a imprese, pmi, privati ed enti locali nell’accesso ai finanziamenti e ai contributi in ambito energetico, energie rinnovabili, idrico e rifiuti.

Tra gli accantonati molti riguardano l’assessorato al Turismo, sport e spettacolo: le modifiche relative al programma triennale e piano operativo annuale di sviluppo turistico regionale; la destinazione di risorse da parte di amministrazioni ed enti pubblici a scopi promozionali e di comunicazione istituzionale; gli enti sottoposti a tutela o vigilanza dell’Assessorato regionale del turismo, dello sport e dello spettacolo; le strutture turistico ricettive; le modifiche relative ai requisiti per l’accesso al Furs, il Fondo unico regionale per lo spettacolo e le procedura di erogazione dei contributi. Mentre 500mila euro erano previsti dall’articolo 121 per la creazione di un fondo per favorire l’organizzazione di eventi sportivi di rilievo nazionale ed internazionale.

Pesano gli interventi nel comparto agricolo che, ad oggi, non hanno visto la luce, come i 10 milioni per gli interventi a sostegno delle aziende agricole per i danni da Plasmopara viticola, i 500mila euro per gli allevamenti regionali o i 300mila euro alle aziende zootecniche colpite da focolai di Anaplasma bovis e Anaplasma centrale.

La carrellata di ordinamentali

Insomma, un bel mix tra modifiche e spese, ma il viaggio tra gli ordinamentali è ancora più ricco e vasto. Una vera e propria carrellata di articoli, oltre quelli già citati, che hanno permesso al testo della Finanziaria di lievitare in maniera considerevole. E così si passa dai tanti interventi relativi agli Enti locali, che vanno dalla contabilità ai Liberi Consorzi, dall’istruzione, con relative correzioni al prestito d’onore per gli studenti universitari al collocamento dei disabili, dalla tassa automobilistica al personale regionale e dei Comuni, dagli incentivi concernenti la famiglia, le politiche e le autonomie locali ai contratti pubblici. E poi ancora: l’erogazione contributo in favore degli atleti con disabilità; le modifiche in materia di Ufficio speciale per la gestione e liquidazione delle società a partecipazione pubblica regionale; il contributo annuale Fondazione Villa De Pasquale; le norme finalizzate all’accelerazione delle procedure di liquidazione dei consorzi Asi; le modifiche in materia di fondazioni liriche e sinfoniche; le modifiche in materia di accesso ai fondi gestiti da Irfis; l’Ipab Residence “Salvatore Bellia – San Luigi Gonzaga – Costanzo Cutore”; la composizione del consiglio di amministrazione dell’IPAB “Istituto per Ciechi Ardizzone Gioeni” di Catania; le norme in materia di danni arrecati dalla fauna selvatica; l’istituzione del coordinatore pedagogico e del coordinamento pedagogico territoriale; il randagismo; le modifiche materia di trasporto di salme; il rapporto di lavoro con l’amministrazione forestale; l’inserimento di Enna tra i centri regionali per la diagnosi e il trattamento dell’endometriosi, presso il presidio ospedaliero Umberto I dell’Asp di Enna; modifiche in materia di farmacie rurali; la disciplina delle aree di sosta annesse alle strutture ospedaliere regionali.

Ci saranno i fondi?

L’attenzione sarà però focalizzata sulle norme di spesa. Già, perché il quesito sorge spontaneo: da dove attingerà la Regione per adoperarsi delle adeguate somme?

In particolare, scorrendo tra gli articoli accantonati e spostati a gennaio, a quelli già citati sopra, si aggiungono: quasi 1,3 milioni di euro per i corsi di formazione per il Corpo Forestale della Regione Siciliana; un milione di euro per le Ciminiere di Catania; un milione di euro ai Comuni della provincia di Messina colpiti da eventi alluvionali dell’ottobre 2009; 500mila euro per gli ecomusei; 200mila euro per la Giornata della memoria dell’eruzione dell’Etna; 500mila per le celebrazioni nel 2027 dell’Anno europeo dei Normanni; 6,8 milioni di euro completare gli interventi nel settore idrico, che prevedono un cofinanziamento del gestore Amam, attualmente in corso di esecuzione nel comune di Messina, finanziati a valere sul Pnrr;  200mila per il consorzio “Cultura e tradizioni dei Castelli di Sicilia”; 100mila euro per gli eventi di “RespiArte” Santa Lucia del Mela, nel Messinese; un milione di euro per i Consorzi Universitari che operano in territori nei quali insistono uno o più siti Unesco; 250mila euro per la Fondazione “Sebastiano Tusa” ; 250mila euro per l’istituzione del Museo diffuso di arte contemporanea, ideato e realizzato nel territorio siciliano da Antonio Presti e dalla Fondazione Antonio Presti Ets di Catania, costituito da cinque collezioni d’arte contemporanea; un milione per il triennio 2026-2028 da destinare ai Comuni ricadenti nelle Aree ad elevato rischio di crisi ambientale (Aerca); 600mila euro per l’aeroporto “Vincenzo Florio” di Trapani-Birgi; 3 milioni di euro per l’acquisizione al demanio della Regione siciliana di beni di elevato valore naturalistico e di rilevante interesse pubblico; 5 milioni di euro per la mobilità portuale dei passeggeri a mobilità ridotta o con disabilità; 9 milioni di euro in tre anni per il Fondo “Vita autonoma tutelata” per l’assistenza alle persone con disabilità derivanti dai disturbi dello spettro autistico e la realizzazione in via sperimentale dei primi tre centri residenziali socioassistenziali a Palermo, Catania e Ragusa; 300mila euro per la realizzazione della Banca regionale dei tessuti presso l’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico di Catania “G. Rodolico – San Marco”.

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