Benvenuti a Palermo. La città del sole, del mare e delle buche. Il fatto è noto. Ogni qual volta piove, le strade del capoluogo siciliano si trasformano in pericolose groviere. Gli avvallamenti o i dissesti dell’asfalto si riempiono di acqua, nascondendo sotto di sé fori larghi anche diversi centimetri. A gioirne sono soprattutto gommisti e meccanici. Un po’ meno i cittadini, costretti ad esborsi anche di diverse centinaia di euro per sostituire gli pneumatici o le sospensioni dei propri mezzi privati. Un fenomeno immortalato a pieno non solo dai social media, ma anche dalle immagini raccolte dalla redazione de ilSicilia.it.
Le buche: trend politico al comune di Palermo
Tutti parlano di buche. Dal semplice cittadino al mondo dell’imprenditoria. Dagli influencer ai politici. Insieme al progetto di restyling dello stadio Renzo Barbera, possiamo dire che il tema della manutenzione stradale è in cima ai topic del Comune di Palermo. Un trend derivato soprattutto dalle piogge degli ultimi giorni. Acqua benedetta per i nostri invasi. Un po’ meno per l’asfalto. I liquidi, infatti, tendono ad infiltrarsi in dissesti e fratture del suolo, creando i presupposti per il fenomeno del cosiddetto “sifonamento“. Tradotto, le infiltrazioni d’acqua indeboliscono la consistenza del manto stradale, il quale si disgrega per la pressione derivata dal transito dei mezzi. Soprattutto camion e pullman. Ecco perchè, fra le aree più colpite dal fenomeno delle buche, figurano strade come via Francesco Crispi o via Messina Marine.
C’è poi il tema della mancata manutenzione. Da questo punto di vista, il Comune di Palermo si è affidato ad una serie di accordi quadro. Progetti necessari a coprire un gap di mancati interventi che, in alcuni casi, supera anche i due decenni. I risultati sono evidenti in alcune sezioni della città, come ad esempio via Montepellegrino o via Volturno. Ma si tratta, almeno per il momento, di una percentuale troppo bassa. Soprattutto guardando alle arterie di periferie, decisamente malandate rispetto a quelli del centro città. Per i quartieri Sperone, Zen e Borgo Nuovo l’opportunità si potrebbe aprire nei prossimi mesi, grazie alle risorse stanziate dai fondi ex Gescal. Si tratta di 4,5 milioni di euro destinati, appunto, alla manutenzione stradale.
I marciapiedi e i sinistri stradali
Ma il tempo passa. E la città chiede risposte concrete. Non solo per le strade, ma anche per lo stato dei marciapiedi. A fine agosto 2025, il Consiglio Comunale di Palermo votò un ordine del giorno all’unanimità che invitava l’Amministrazione Comunale a stilare un piano di manutenzione per le aree destinate ai pedoni. Una richiesta figlia dei numerosi debiti fuori bilancio votati da Sala Martorana negli ultimi due anni per sinistri stradali. Circa 250 quelli noti, per un totale di spesa di oltre 3,5 milioni di euro.
I danni lasciati dai cantieri
Se poi alle classiche buche, si aggiungono anche i danni derivati dai cantieri, allora il quadro è completo. Nonostante una precisa direttiva del sindaco Roberto Lagalla, rimarcata anche dal direttore generale Eugenio Ceglia, che invita gli uffici a controllare che le ditte rispettino l’obbligo di ripristinare lo stato dei luoghi una volta finiti i loro interventi, purtroppo questo spesso non avviene. Ne è un esempio lampante lo stato pietoso di via dell’Arsenale. Una delle strade di accesso al porto di Palermo. Qui infatti si dipanano diverse scie di pece ormai scavate e che hanno creato un evidente dislivello rispetto al resto dell’asfalto.
Amella: “Su manutenzioni mancata attenzione alle periferie”
Insomma, bisogna vigilare sui cantieri. Concetto ribadito dalla capogruppo del M5S Concetta Amella. “Nonostante le direttive del sindaco, i cantieri continuano a lasciare dietro di sé asfalto che si sgretola, dislivelli pericolosi e buche che si riaprono puntualmente ad ogni pioggia. Siamo di fronte a un vero e proprio disastro urbano, che certifica il fallimento di questa Amministrazione sul tema della manutenzione stradale e l’assenza di una visione equa e complessiva per tutta la città“.
“Gli accordi quadro, sbandierati come soluzione, non hanno prodotto i risultati annunciati, se non in alcune strade del centro cittadino – aggiunge la consigliera comunale -. Le periferie, invece, continuano ad essere dimenticate, alimentando la sensazione di una città divisa tra figli e figliastri, dove alcune zone sembrano contare più di altre, magari perché coperte politicamente da esponenti della maggioranza. Per tutti gli altri cittadini, quelli che non hanno “santi in paradiso”, non resta che fare lo slalom tra buche, crateri e asfalto dissestato, con rischi quotidiani per automobilisti, motociclisti e pedoni“.



