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Filiere produttive e turismo: in III Commissione il ddl per rilanciare il sistema fieristico siciliano CLICCA PER IL VIDEO

venerdì 13 Marzo 2026

La Sicilia punta sempre più sulla destagionalizzazione del turismo e sulla promozione internazionale delle proprie eccellenze produttive. Due direttrici che negli ultimi anni sono diventate centrali nell’agenda della Regione e che ora trovano una possibile traduzione normativa in un nuovo disegno di legge dedicato al rafforzamento del sistema fieristico regionale, sia nel segmento business-to-business (B2B) sia in quello business-to-consumer (B2C).

Dopo mesi di audizioni, confronti con operatori del settore e attività di monitoraggio, il testo approda in III Commissione Attività Produttive all’Ars, presieduta da Gaspare Vitrano. E’ stato proprio il parlamentare azzurro a presentare la proposta, avviando ufficialmente l’iter la prossima settimana.

C’è un’attenzione particolare a livello mondiale sul sistema delle fiere e la Sicilia può giocare un ruolo importante. Ne è convinto Gaspare Vitrano, presidente della III Commissione Attività produttive dell’Ars, che sottolinea come la Regione sia particolarmente attrattiva per diversi mercati internazionali.

Secondo Vitrano, la Sicilia è già oggi un punto di riferimento per alcune aree strategiche: “Noi sicuramente, come Regione, siamo molto attrattivi per mercati del Nord Africa, Emirati Arabi e tutta quella zona lì“.

Proprio per questo dal mondo imprenditoriale arriva una richiesta precisa, ovvero rafforzare il settore fieristico. “Una richiesta che arriva forte dagli imprenditori e dagli esploratori è proprio quella di potenziare il settore fieristico per fare in modo che la Sicilia diventa un’hub importantissima in questo campo“, afferma.

Il tema è al centro di un disegno di legge su cui l’Assemblea regionale siciliana sta iniziando a lavorare. Vitrano spiega che il provvedimento punta proprio a rafforzare questo comparto e che sono già in corso i primi confronti tecnici.

Abbiamo parlato con il dottore Caracci, che è il capo di gabinetto dell’assessorato. Lui si farà carico di verificare eventuali criticità del disegno di legge”, dice Vitrano, aggiungendo che il lavoro proseguirà insieme alla Commissione.

Per Vitrano si tratta di una scelta strategica per il futuro dell’isola. “E’ una cosa su cui la Sicilia dovrebbe scommettere perché è un momento di grande opportunità“, sottolinea. Il presidente della Commission, infatti, evidenzia l’impatto economico che il comparto può generare sul territorio: “Attorno ad una fiera c’è un’economia che si muove“.

Un settore strategico per economia e turismo

L’iniziativa legislativa nasce con l’obiettivo di rafforzare il comparto fieristico siciliano, riconosciuto sempre più come uno strumento capace di generare ricadute economiche significative sul territorio. Le fiere, infatti, non rappresentano soltanto momenti di incontro commerciale tra imprese e buyer, ma costituiscono anche occasioni di promozione territoriale, attrazione di investimenti e sviluppo turistico.

Gli eventi fieristici possono diventare un vero e proprio motore di crescita del PIL regionale, favorendo la visibilità delle produzioni locali e stimolando flussi turistici anche al di fuori dei periodi di alta stagione. Proprio la destagionalizzazione rappresenta uno dei pilastri della strategia regionale, organizzare eventi tra l’autunno e la primavera significa infatti distribuire meglio i flussi turistici e sostenere l’economia locale durante i mesi tradizionalmente meno frequentati.

Non a caso il sistema fieristico è indicato tra gli strumenti strategici nel Programma triennale di sviluppo turistico 2026-2028, elaborato dall’assessorato al Turismo guidato da Elvira Amata. Il piano considera fiere, borse internazionali del turismo e iniziative di incoming e outgoing come leve fondamentali per rafforzare il posizionamento del brand Sicilia sui mercati globali.

Nel 2026, secondo il calendario predisposto dalla Regione, saranno 24 le manifestazioni fieristiche internazionali alle quali la Sicilia parteciperà con stand e attività promozionali, in città chiave come Milano, Parigi e Tokyo. L’obiettivo è duplice: da un lato promuovere le destinazioni turistiche dell’isola, dall’altro valorizzare i prodotti agroalimentari e le eccellenze manifatturiere locali.

I quattro pilastri del disegno di legge

Il provvedimento in discussione si articola attorno a quattro obiettivi principali.

Il primo riguarda la valorizzazione delle imprese siciliane, attraverso strumenti di sostegno pubblico che potranno includere anche il ricorso al regime europeo “de minimis”, cioè un sistema di aiuti alle imprese che non richiede autorizzazione preventiva da parte della Commissione europea.

Il secondo obiettivo consiste nella tutela della storicità delle manifestazioni fieristiche, riconoscendo il ruolo delle associazioni e delle società organizzatrici che negli anni hanno contribuito a costruire un patrimonio di competenze e relazioni commerciali.

Il terzo punto mira a rafforzare la competitività del settore, grazie a risorse pubbliche dedicate inserite in uno specifico capitolo del bilancio regionale.

Infine, il disegno di legge punta a regolamentare in modo chiaro e trasparente l’intero comparto fieristico, stabilendo criteri di accesso ai finanziamenti e standard organizzativi per garantire qualità e pluralismo.

Nasce l’Ufficio regionale per la strategia fieristica

Tra le novità più rilevanti previste dal ddl vi è l’istituzione di un Ufficio regionale per la strategia fieristica, una struttura che avrà il compito di coordinare e pianificare le politiche del settore.

Le sue funzioni comprenderanno l’elaborazione del calendario fieristico triennale regionale; la gestione dei bandi pubblici destinati agli organizzatori; la promozione delle manifestazioni sui mercati nazionali e internazionali; il supporto agli operatori del comparto; il monitoraggio dei risultati economici e dell’impatto sul territorio.

Si tratta di uno strumento pensato per dare continuità e visione strategica al settore, evitando sovrapposizioni tra eventi e garantendo una programmazione coerente con le politiche di sviluppo economico e turistico della Regione.

Chi potrà accedere ai finanziamenti?

Il disegno di legge stabilisce criteri piuttosto stringenti per l’accesso ai contributi pubblici. Potranno beneficiare dei finanziamenti associazioni e società con sede in Sicilia che organizzano fiere B2B o B2C da almeno quindici anni.

Le manifestazioni dovranno inoltre rispettare alcuni requisiti minimi, ovvero una superficie espositiva coperta di almeno 5.000 metri quadrati; la presenza di almeno 50 espositori, di cui almeno il 25% provenienti da fuori regione; la partecipazione documentata di buyer internazionali; lo svolgimento preferibilmente nel periodo compreso tra 1° ottobre e 30 aprile, in linea con l’obiettivo di destagionalizzazione.

Le fiere che hanno raggiunto almeno venti edizioni potranno ottenere il riconoscimento di “Manifestazioni di rilevanza storica regionale” (Mrsr), un marchio che ne certifica il valore e la continuità nel tempo.

Verso un hub fieristico nel Mediterraneo

Un ulteriore obiettivo della proposta normativa è quello di garantire pluralismo e trasparenza nella gestione degli eventi fieristici, evitando concentrazioni e favorendo la partecipazione di più soggetti organizzatori.

All’assessorato regionale alle Attività Produttive spetterà il compito di pubblicare bandi annuali con le risorse disponibili e definire una programmazione triennale delle fiere strategiche. Parallelamente verranno rafforzate le attività di promozione internazionale per valorizzare il sistema fieristico come asset dell’economia regionale.

L’ambizione di fondo è chiara, ovvero trasformare la Sicilia in un hub fieristico del Mediterraneo, capace di attrarre operatori economici, buyer e visitatori da tutta Europa e dai mercati extraeuropei, consolidando al tempo stesso la reputazione dell’isola come terra di eccellenze produttive e destinazione turistica di primo piano.

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