Secondo round in I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate. A distanza di due settimane, la riforma della dirigenza è tornata tra i punti all’ordine del giorno in Commissione. Toni più pacati e distesi rispetto all’ultimo incontro, ma la fretta per far andare in porto il disegno di legge è tanta. Tra i presenti anche il segretario generale della Regione Ignazio Tozzo e il capo di gabinetto della Presidenza Salvatore Sammartano.
Ai microfoni de ilSicilia.it il presidente Abbate ha raccontato com’è andata la seduta e i nuovi sviluppi.
A che punto sono le interlocuzioni
Dopo essere stato ritirato da Sala d’Ercole, il disegno di legge è tornato in Commissione. Le interlocuzioni sono riprese pochi giorni prima di Pasqua. Un dibattito acceso e infuocato, terminato con la promessa di un nuovo incontro.
Un punto era stato condiviso da tutti, quello di inserire la possibilità ai funzionari di poter partecipare al concorso per diventare dirigenti. L’altro invece, è risultato essere un po’ più problematico: è il dibattito sulla fascia unica o doppia fascia. Proprio su quest’ultimo, si è reso necessario un confronto con il governo romano e la Funzione Pubblica nazionale per comprendere come gestire il passaggio dei dirigenti dalla terza fascia alla seconda fascia, e quindi poter prevedere la doppia fascia all’interno della nuova norma (CLICCA QUI).
Oggi il secondo round. L’obiettivo è quello di poter partire subito con i concorsi, necessari e indispensabili già dal 2026, anno per il quale sono previsti 150 posti. Altri 70 per il 2027. Ora bisognerà attendere il via libera da parte del Ministero allo schema avanzato dalla Regione Siciliana. Roma dovrà dunque esprimersi sul passaggio in automatico dalla terza alla seconda fascia e il 70% dei dirigenti sulle disponibilità del Piao, che ha già tagliato 280 posizioni, e non sui dirigenti attuali, ad oggi comunque in numero inferiori rispetto alle posizioni previste, 220 in meno.
La riforma
La riforma, che interviene a 26 anni dall’ultima legge regionale del 2000, è finalizzata ad allineare l’ordinamento della dirigenza a quello di tutti gli enti del comparto funzioni locali e, al contempo, a eliminare le criticità determinate dal mantenimento della cosiddetta terza fascia dirigenziale, sconosciuta nel panorama nazionale e la cui durata era stata concepita come transitoria.
Al 31 dicembre 2024 risultavano in servizio solo 3 dirigenti di seconda fascia, 611 dirigenti di terza fascia e nessun dirigente di prima fascia. Dati leggermente mutati nelle scorse settimane: i dirigenti in seconda fascia sono adesso 2, con il “salto” di Alberto Pulizzi, al Dipartimento dello Sviluppo rurale, alla prima fascia. Nel triennio 2025-2027, inoltre, sono previste 193 cessazioni dal servizio, di cui un dirigente in seconda fascia. Numeri quindi al di sotto del fabbisogno reale, considerando che, secondo le stime servirebbero, circa 750 dirigenti. Il reclutamento di nuove risorse umane si rivela così elemento essenziale della proposta di legge.
Il riordino della dirigenza regionale è diventato anche uno dei pilastri Defr, il Documento di economia e finanza regionale per gli anni 2026-2028. L’area istituzionale è il primo punto analizzato nel contesto delle politiche della Regione. Rinfrescare e rivitalizzare la macchina amministrativa diventa così essenziale per la riuscita e il compimento del programma prefissato per il triennio e stilato punto per punto.




