Il ritorno della riforma della dirigenza regionale tra fuoco e fiamme. Chi pensava che questa volta la strada sarebbe stata in discesa si sbagliava. A dimostrarlo è stata la prima audizione dopo il passo indietro da Sala d’Ercole. La I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate, ha riunito questa mattina il governo regionale e le sigle sindacali per carcare di trovare la quadra sulla norma, riaccendendo il dibattito tra fascia unica e fascia doppia.
Presenti in Commissione Ignazio Tozzo, segretario generale della Regione, Salvatore Sammartano, capo di gabinetto della Presidenza e i rappresentati di Cgil-Fp, Cisl-Fp, Ugl Sicilia, Uil-Fpl Sicilia, Cobas-Codir Sicilia, Sadirs, Siad Csa, Dirsi e Codirp. L’obiettivo è quello di riportare il disegno di legge in aula nel più breve tempo possibile. Prima, però, la palla passerà a Roma.
“Il dibattito – ha spiegato il presidente Ignazio Abbate – si è focalizzato su due argomenti. Uno è stato condiviso da tutti, quello di inserire la possibilità ai funzionali di poter partecipare al concorso per diventare dirigenti. L’altro invece, che è un po’ più problematico, è il dibattito sulla fascia unica o doppia fascia che sicuramente deve passare anche da un’interlocuzione con il governo nazionale. Per questo il dottor Sammartano si è impegnato per realizzare la settimana prossima un’interlocuzione con la Funzione Pubblica nazionale per capire come poter gestire il passaggio dei dirigenti dalla terza fascia alla seconda fascia, e quindi poter prevedere la doppia fascia all’interno della nuova norma“. Le parti toneranno presto a sedere attorno allo stesso tavolo e il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato per martedì 7 alle ore 11:00.
La riforma, che interviene a 26 anni dall’ultima legge regionale del 2000, è finalizzata ad allineare l’ordinamento della dirigenza a quello di tutti gli enti del comparto funzioni locali e, al contempo, a eliminare le criticità determinate dal mantenimento della cosiddetta terza fascia dirigenziale, sconosciuta nel panorama nazionale e la cui durata era stata concepita come transitoria.
Al 31 dicembre 2024 risultavano in servizio solo 3 dirigenti di seconda fascia, 611 dirigenti di terza fascia e nessun dirigente di prima fascia. Dati leggermente mutati nelle scorse settimane: i dirigenti in seconda fascia sono adesso 2, con il “salto” di Alberto Pulizzi, al Dipartimento dello Sviluppo rurale, alla prima fascia. Nel triennio 2025-2027, inoltre, sono previste 193 cessazioni dal servizio, di cui un dirigente in seconda fascia. Numeri quindi al di sotto del fabbisogno reale, considerando che, secondo le stime servirebbero, circa 750 dirigenti. Il reclutamento di nuove risorse umane si rivela così elemento essenziale della proposta di legge.
Il riordino della dirigenza regionale è diventato anche uno dei pilastri Defr, il Documento di economia e finanza regionale per gli anni 2026-2028. L’area istituzionale è il primo punto analizzato nel contesto delle politiche della Regione. Rinfrescare e rivitalizzare la macchina amministrativa diventa così essenziale per la riuscita e il compimento del programma prefissato per il triennio e stilato punto per punto.



