“Quanto accaduto questa mattina durante la conferenza dei capigruppo è di una gravità inaudita e incompatibile con qualsiasi contesto civile, ancor più perché avvenuto all’interno di un’istituzione pubblica”. A dirlo è la consigliera comunale di Palermo Giulia Argiroffi.
“Nel corso della discussione, il consigliere comunale di Palermo Dario Chinnici, innervosito dal confronto politico in atto, si è permesso di rivolgermi parole offensive, sessiste e gravemente lesive della mia dignità personale e istituzionale, arrivando di fatto a darmi della puttana. Secondo il consigliere sarei stata “la donna di Ferrandelli”, poi “la donna di tutto il M5S”, oggi “la donna di La Vardera”, fino ad affermare che “si è fatta tutto l’arco costituzionale”.
“È bene dirlo con chiarezza: a nessun uomo sarebbe mai stata rivolta un’offesa simile. Nessun uomo impegnato politicamente viene delegittimato insinuando che i propri rapporti politici o istituzionali derivino da relazioni personali o sessuali. L’ambiguità volgare e sessista contenuta nell’espressione “essersi fatta tutto l’arco costituzionale” ha un solo significato: dare della puttana a una donna che fa politica”.
“Frasi indegne, vergognose e inaccettabili, che non colpiscono soltanto me come donna e rappresentante delle istituzioni, ma offendono tutte le donne e avvelenano il clima democratico e istituzionale. Lo chiarisco perché non rimanga alcun dubbio: non intendo accettare alcuna forma di minimizzazione né tantomeno scuse di circostanza. Ritengo che parole di tale violenza verbale e sessista rendano evidente l’inadeguatezza del consigliere Chinnici a ricoprire ruoli istituzionali”.
“Per questo motivo, non accetterò alcuna scusa che non sia accompagnata dalle sue dimissioni. Solo un passo indietro dal proprio incarico potrebbe rappresentare una reale presa di coscienza della gravità di quanto accaduto, non compatibile con un ruolo istituzionale”.
“Solo dopo le dimissioni potrò eventualmente prendere in considerazione delle scuse che non dovranno essere rivolte soltanto alla sottoscritta, ma a tutte le donne che ogni giorno combattono contro linguaggi e comportamenti sessisti, umilianti e discriminatori”.
Le dichiarazioni di solidarietà

“Le parole rivolte alla consigliera Giulia Argiroffi non sono una caduta di stile: sono la fotografia nitida di una cultura sessista, misogina e profondamente offensiva, che colpisce una donna soltanto perché donna. Far finta di nulla, oggi, significherebbe essere complici. E allora una domanda va posta, senza ipocrisie: perché il consigliere Chinnici – che ho sempre stimato, fino ad oggi – non ha mai mosso una sola critica nei miei confronti, pur avendo io compiuto le stesse identiche scelte politiche della collega Argiroffi? La risposta è sotto gli occhi di tutti, e pesa”. Lo afferma il consigliere comunale di Controcorrente, Ugo Forello.
“La solidarietà alla consigliera Argiroffi non si esprime con un tweet o una frase di rito. Si dimostra con atti concreti, con coraggio politico e con la volontà di rompere quel silenzio che da troppo tempo protegge chi pensa di poter umiliare una donna in nome della polemica politica. Palermo merita di meglio. La consigliera Argiroffi merita di meglio. Le donne meritano di meglio”, conclude.
Varchi (FdI): “Piena solidarietà. Stop slang da saloon”

“Solidarietà e vicinanza alla capogruppo del movimento Controcorrente a Palermo, Giulia Argiroffi, per quanto accaduto. Le istituzioni, e più in generale il confronto pubblico, esigono rispetto e garbo: dispiace che si sia invece scivolati in un linguaggio da vecchio saloon più che istituzionale”. Lo dichiara in una nota il parlamentare di Fratelli d’Italia, Carolina Varchi.
“Il consigliere Chinnici ha rivolto alla consigliera Argiroffi una frase di pessimo gusto e di infimo significato politico. Non abbiamo bisogno di autorizzazioni per fare politica, ed è patetico che ancora oggi, quando la Nazione è guidata dalla prima donna a Palazzo Chigi, si verifichino episodi di questo tipo. Alla consigliera Argiroffi va la mia piena solidarietà, con l’auspicio che in seno al Consiglio comunale della quinta città d’Italia, il dibattito raggiunga toni e livelli accettabili”, conclude Varchi.

“Esprimo la mia più totale solidarietà alla collega Giulia Argiroffi, vittima di un gravissimo insulto da parte di un altro consigliere. Il Consiglio comunale di Palermo, così come ogni istituzione democratica, non può e non deve essere un luogo in cui trovano spazio insulti e aggressioni verbali. Ancor meno quando si tratta di offese a una donna, che non solo feriscono profondamente la persona colpita, ma ledono anche la dignità e l’immagine dell’intero Consiglio comunale”. Lo dichiara Giulio Tantillo presidente del consiglio comunale di Palermo
La Vardera: “Lagalla prenda le distanze da questo ominicchio”
“‘Sei stata la donna di tutti’ questo gli ha detto Dario Chinnici a Giulia durante una conferenza dei capigruppo. Una frase inaccettabile che ha fatto scatenare l’ira di tutti quelli che erano al tavolo. Un consigliere comunale, in quota sindaco, non può e non deve affermare una cosa simile. Condanniamo fermamente questo gesto che non fa altro che dimostrare la caratura di questo ominicchio politico”. Lo afferma il deputato Ars e leader di Controcorrente Ismaele La Vardera, promotore della legge regionale sulle donne vittime di violenza.
“Una frase di una gravità inaudita che il sindaco Lagalla non può lasciare passare, considerato che è il riferimento politico in consiglio comunale. Lagalla prenda le distanze e chieda scusa a nome della città alla nostra consigliera comunale. Ringrazio le consigliere Piccione e Figuccia che hanno difeso in capigruppo Giulia Argiroffi, capogruppo del movimento Controcorrente a Palermo. L’unica cosa accettabile per noi da parte di Chinnici sono le dimissioni e la presa di distanza del sindaco di Palermo”, continua.
“Parliamo di legalità, parliamo di violenza sulle donne e poi queste cose accadono dentro le istituzioni. Chinnici si vergogni, non è degno neanche di essere chiamato uomo”, conclude.
Consiglieri comunali: “Solidarietà alla collega”
“Esprimiamo piena solidarietà alla consigliera comunale Giulia Argiroffi”. Lo dicono i consiglieri e le consigliere Rosario Arcoleo, Mariangela Di Gangi, Teresa Piccione e Fabio Teresi del Partito democratico, Antonino Randazzo, Concetta Amella e Giuseppe Miceli del Movimento 5 stelle, Fabio Giambrone e Alberto Mangano di Allenza Verdi Sinistra, Salvatore Forello di Controcorrente, Carmelo Miceli e Massimiliano Giaconia e Franco Miceli del Gruppo misto in merito a insulti sessisti che sarebbero stati rivolti dal consigliere comunale a Palermo, Dario Chinnici, alla consigliera Giulia Argiroffi.
“Il confronto politico, anche il più duro, non può mai degenerare in attacchi personali o espressioni offensive, tanto più quando assumono un chiaro carattere sessista e nessun confronto politico può degenerare in offese personali”, aggiungono.
Li Calzi (Pd): “Con Argiroffi, offese di chi non riconosce ruolo donne in politica”
“La frase rivolta dal consigliere comunale Dario Chinnici alla collega Giulia Argiroff è anche la cartina di tornasole di un modo, ancora troppo diffuso, di pensare e trattare le donne in politica. Parole come queste non sono semplici scivoloni, sono il riflesso di una cultura che fatica a riconoscere alle donne autonomia, autorevolezza, ruolo istituzionale e piena legittimità nello spazio pubblico”. Così la presidente del Pd Sicilia e componente dell’esecutivo nazionale Donne democratiche, Cleo Li Calzi.

“Piena solidarietà alla consigliera comunale Giulia Argiroffi, oggetto di espressioni sessiste da parte di Dario Chinnici, capogruppo di ‘Lavoriamo per Palermo’”. Lo dichiarano il capogruppo di FdI Giuseppe Milazzo e il presidente cittadino Antonio Rini.

“Quanto accaduto durante la conferenza dei capigruppo è inaccettabile e lesivo della dignità delle istituzioni – aggiungono Milazzo e Rini –. Non possiamo tollerare insulti sessisti, che non trovano alcuna giustificazione e che mortificano il confronto politico. La collega Argiroffi non ha bisogno di avvocati difensori, anche perché donna tenace e donna alla quale riconosciamo grande capacità e competenze”.
Infine Milazzo aggiunge: “Non accettiamo però lezioni morali da chi, come La Vardera, è abituato a buttarla in caciara e a offendere anziché argomentare con serietà e rispetto delle istituzioni”.

“Esprimo la più ferma e totale solidarietà al consigliere comunale Giulia Argiroffi, bersaglio nelle ultime ore di inaccettabili e gravi offese a sfondo sessista pronunciate dal collega Dario Chinnici”. Così dichiara Marianna Caronia, deputato regionale di Noi Moderati, in merito agli insulti che sarebbero stati rivolti dal consigliere comunale Dario Chinnici alla collega Giulia Argiroffi.
“Espressioni come ‘sei stata la donna di tutti’, pronunciate all’interno di una sede istituzionale come la conferenza dei capigruppo, rappresentano un attacco intollerabile che supera i limiti del confronto politico per sfociare nell’offesa personale e nella denigrazione di genere. Il tentativo di giustificare tali affermazioni derubricandole a semplici metafore politiche non attenua la gravità dell’episodio, ma ne accentua la matrice culturale patriarcale e discriminatoria”, conclude Caronia.




