Meloni torna a Niscemi. A quattro mesi dalla frana che ha causato lo scivolamento di oltre quattro chilometri di terreno e l’evacuazione di una centinaia di residenti, la premier accompagnata dal capo del dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano è arrivata a Niscemi. La prima tappa della premier è stata il Municipio della città nissena.
Si tratta della terza visita istituzionale del presidente del Consiglio dopo quelle del 28 gennaio e del 16 febbraio.
“Quello che siamo qui per dirvi oggi è che siamo, con tempi che sono abbastanza veloci, pronti a mettere a terra le risorse” stanziate con il decreto legge di febbraio: “Domani abbiamo un altro Consiglio dei ministri e vorremmo licenziare due programmi ciascuno di 75 milioni, il primo per la messa in sicurezza del territorio, il secondo per gli indennizzi ai proprietari di case. Stiamo facendo la differenza rispetto al 1997 quando gli interventi non vennero programmati e ancora oggi addirittura stiamo pagando gli indennizzi” dell’area colpita dalla frana di Niscemi. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo in consiglio comunale.
“Le cose possono cambiare, non siamo eternamente destinati a rivivere gli errori del passato, non c’è niente che dobbiamo dare per scontato. Io sono venuta qui la prima volta il 28 gennaio sono tornata il 26 febbraio avevo promesso che qui non si sarebbe ripetuta la vergogna insostenibile di risarcimenti arrivati dopo decenni” come dopo la frana del 1997. “Capisco – ha aggiunto la premier – un certo scetticismo nei confronti dello Stato centrale, mi piacerebbe raccontare una storia diversa. Mi pare che ci stiamo provando, stiamo cadenzando le risposte” e “il nostro lavoro non finisce qui“.
“Il secondo programma che il governo vuole licenziare domani serve a riconoscere i contributi ai proprietari di immobili che sono crollati o che sono stati sgomberati e dichiarati inagibili e non possono essere ristrutturati o ricostruiti“. I fondi “possono essere utilizzati per comprare una casa già esistente, acquistare un’area edificabile e realizzare una nuova abitazione in zona idonea a Niscemi o nei comuni limitrofi, ristrutturare e rendere abitabili ulteriori immobili che sono già nelle disponibilità di chi ha diritto al contributo“.
“Questo programma prevede uno stanziamento di 75 milioni di euro, al momento la stima che abbiamo dei contributi è di poco più di 50 milioni di euro mentre il resto sarà utilizzato per completare le demolizioni degli edifici crollati o inagibili. Parliamo di una stima perché il definitivo si farà a valle di tutte le istruttorie“. Anche se “non c’è stato un terremoto – ha aggiunto – vogliamo gestire le macerie come se ci fosse stato, con tecniche moderne e attenzione al territorio“.
E’ stato fatto, ha sottolineato, “un lavoro molto complesso per studiare la frana in tutti i suoi aspetti, individuando tre diversi corpi di frana che, incredibile a dirsi, si sono mossi insieme, cioè nello stesso momento, ma separatamente l’uno rispetto all’altro. Quindi una situazione che ha chiaramente una complessità tecnica e geologica enorme che non può essere affrontata con interventi localizzati, ma ha bisogno di misure che siano generali e strutturali. E questo è l’obiettivo di questo primo specifico programma con il quale noi vogliamo non solo di mettere in sicurezza la frana, cosa che non era stata fatta in passato, ma anche di portare avanti gli interventi che sono necessari a ripristinare le infrastrutture viarie fondamentali per arrivare, vivere e lavorare a Niscemi“.



