Giugno è il mese che dà il via all’estate, ma non solo. Una volta archiviati anche i ballottaggi delle amministrative la politica siciliana avrà un nuovo grillo per la testa: la variazione di bilancio. A breve partirà la prima fase interlocutoria che coinvolgerà i partiti della maggioranza. Un test fondamentale per comprendere l’unità di una coalizione che all’indomani dei risultati elettorali ha riscoperto la propria fragilità anche fuori dalle mura di Sala d’Ercole, dove le Caporetto andate in scena nell’ultimo anno non si contano neanche più. La manovra avrà così l’infimo compito di realizzare ciò che neanche il mini-rimpasto è riuscito a concretizzare: la pace nel centrodestra. Ma cosa sappiamo ad oggi della variazione di bilancio? Cerchiamo un po’ di ricostruire il puzzle.
Partiamo dalle certezze. Sul tavolo delle trattative ci sarà un cospicuo bacino di risorse da poter impiegare su svariati fronti. Un modo per tracciare e spianare la strada verso la ricca legge di Stabilità di fine anno. In gioco ci saranno circa 500 milioni di euro. Per avere il via libera definitivo all’impiego delle risorse bisognerà attendere alcune tappe fondamentali. Non si attingerà solo dai fondi globali. Le principali fonti di approvvigionamento saranno altre.
Circa 50 milioni di euro arriveranno con il recepimento della rottamazione quinquies, varata a livello nazionale e non ancora in Sicilia. L’intervento, che nasce da un emendamento del presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate, si trova all’interno dei debiti fuori bilancio già incardinati in aula e in attesa di attesa esaminati e approvati. Il provvedimento riguarda in particolare i tributi propri della Regione, a partire dal bollo auto e tutte le entrate patrimoniali. I contribuenti potranno regolarizzare i debiti maturati fino al 31 dicembre 2025, versando esclusivamente il capitale dovuto entro il 31 ottobre 2026. Non sono previsti oneri aggiuntivi per il bilancio regionale e al contrario la misura trasformerà i crediti di difficile esazione in liquidità immediata, con un incremento delle entrate correnti.
Da Palazzo dei Normanni a Palazzo d’Orleans. L’attesa cresce anche per un’altra approvazione, quella del consuntivo per sbloccare definitivamente i 264 milioni di euro derivanti dalla parifica parziale del rendiconto 2022 espressa dalla Corte dei Conti esattamente una settimana fa. Perché ciò avvenga bisognerà attendere l’approdo dell’atto in giunta per mano dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino. L’auspicio è che possa avvenire nel più breve tempo possibile. I ritmi sono serrati e la variazione di bilancio dovrà venire alla luce prima della pausa estiva e dunque incassare il disco verde dell’aula non oltre la prima settimana di agosto.
I primi fondi subito sul piatto saranno quelli delle maggiori entrate, riguardanti i primi sei mesi del 2026. Nei prossimi giorni, o comunque in una data riconducibile approssimativamente al 10 giugno, il Ministero dell’Economia darà il via libera a queste ulteriori risorse che dovrebbero attestarsi tra i 200 e i 250 milioni di euro. Una delle principali spinte alla variazione di bilancio verrà dunque da Roma. E proprio da questa base partiranno le contrattazione nel centrodestra. Non ci sarà dunque tempo da perdere e l’appello in aula lanciato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Assenza, durante la votazione del cosiddetto blocca assunzioni avanzato dal Partito Democratico, riecheggia quasi come un monito (CLICCA QUI). L’invito alla riflessione è rimbalzato da un partito all’altro della maggioranza. La coalizione avrà un aspro faccia a faccia a breve, ma non è detto che il primo punto all’ordine del giorno sarà il mal contento emerso dalla amministrative, visti i risultati di Enna, Messina e Marsala, in attesa di comprendere come si concluderà il ballottaggio ad Agrigento. Il tentativo di trovare una quadra sulla manovra estiva avrà la priorità.
L’incontro sarà così utile per iniziare a studiare la composizione della variazione di bilancio. Come sarà composto resta ancora un’incognita, ma c’è già una linea guida che alla vigilia avrebbe messo tutti d’accordo: pochi interventi condivisi, ma ben finanziati e soprattutto dalla rapida approvazione. L’obiettivo sarebbe dunque quello di circoscrivere il testo in pochi articoli, meno di una decina. O per lo meno questa è la speranza. Gli ultimi strumenti finanziari non lasciano ben presagire in tal senso, quando i testi base, originariamente snelli, sono lievitati tra i banchi della II Commissione Bilancio, trasformatasi in un vero e proprio ring di scontro, con l’abbandono dei lavori da parte delle opposizioni. I partiti di centrodestra stabiliranno così i temi su cui si fonderà il testo prima dell’ok in giunta. Una formula che sarebbe stata richiesta in particolar modo dal gruppo di Forza Italia, guidato dal neo commissario straordinario Nino Minardo.
Il toto-temi è già partito. In occasione della parifica del rendiconto 2022 il presidente Schifani ha già preannunciato come le risorse sbloccate saranno “a disposizione delle famiglie e delle imprese siciliane già nelle prossime settimane“. Una promessa era stata pronunciata anche durante l’ultimo vertice svolto in Torre Pisana, quando era stato presentato il pacchetto destinato al contrasto del caro carburante, con l’obiettivo di rifinanziare l’iniziativa alla prima occasione utile. Aiuti che avevano coinvolto autotrasporto, agricoltura e pesca escludendo i trasporti marittimi e i collegamenti con le Isole minori, che ad oggi potrebbero rappresentare la novità più importante, considerando anche il tavolo avvenuto pochi giorni fa a Palazzo d’Orleans (CLICCA QUI). Da tenere in considerazione è anche un’altra promessa legata ai Comuni e al riavvicinamento degli ultimi mesi tra il governo regionale e Anci Sicilia. Tra gli argomenti più attenzionati resta anche la sanità. Ma anche all’Ars qualcosa si muove. Nella giornata di ieri, per esempio, in II Commissione Bilancio, presieduta da Dario Daidone, si è svolta un’audizione in materia di esigenze e prospettive del comparto cooperativo. Un confronto utile per comprendere soprattutto come bisognerà agire nel corso dei prossimi strumenti finanziari.
Insomma, tutto è pronto per aprire le danze verso settimane incandescenti.




