Nuovi arredi e tecnologie all’avanguardia per la didattica in corsia.
Dalla scorsa Finanziaria sono arrivati 150 mila euro destinati alla scuola in ospedale, con l’obiettivo di acquistare tutto l’occorrente per rendere le strutture siciliane al passo con le esigenze didattiche e garantire ai bambini e ai ragazzi ricoverati la possibilità di proseguire il proprio percorso di studi. Dai tablet agli arredi, fino alle lavagne interattive: strumenti pensati per portare la didattica anche tra le corsie degli ospedali.
“La Regione ha stanziato 150 mila euro per la scuola in ospedale. Le somme sono state affidate alla scuola polo regionale “Lombardo Radice” e abbiamo approfittato di questi fondi per progettare interventi destinati a tutte le scuole in ospedale della Sicilia”, le parole di Caterina Altamore, referente della scuola polo “Lombardo Radice” a Palermo, per la scuola in ospedale regionale e per l’istruzione domiciliare.
Somme accolte con grande soddisfazione dall’istituto: “Nelle nostre stanze c’erano materiali donati dai reparti, oggi invece abbiamo potuto acquistare sedie, arredi e strumenti necessari per lavorare con gli alunni”.
A ilSicilia.it Altamore ha spiegato che l’istituto si è occupato della gestione delle gare d’appalto, suddivise in tre ambiti: arredi, tecnologie e materiale di facile consumo, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze espresse dai diversi reparti. Un percorso che, però, non è stato privo di difficoltà: “Inizialmente pensavamo di poter distribuire direttamente le somme stanziate, invece abbiamo dovuto gestire tutto noi. La parte più complessa è stata quella degli arredi perché non si trattava di una scuola tradizionale: bisognava rispettare tempi e spazi degli ambienti ospedalieri”, racconta la referente.
Nonostante ciò, in molti reparti, in un solo anno di lavoro, è stato possibile tagliare il nastro inaugurale: “Dal Di Cristina al Civico, all’Ismett, fino ad altri ospedali siciliani. È stata una grande collaborazione partita dalla scuola polo e coordinata dal preside Francesco Paolo Camillo”.
Un progetto che ha superato gli schieramenti politici, diventando un impegno condiviso da tutti i parlamentari dell’Ars, con un unico obiettivo: garantire continuità didattica anche in un contesto complesso come quello degli ospedali. Luoghi in cui bambini e ragazzi si trovano davanti a percorsi diversi e difficili, dove anche strumenti semplici possono assumere un valore importante: “Poter mettere a disposizione anche solo dei colori o del materiale didattico significa tanto, perché l’istruzione in questo contesto diventa parte integrante della cura”, conclude Caterina Altamore.



