La variazione di bilancio si farà, ma non come auspicato alla vigilia. Tra scadenze impellenti e la necessità di ulteriore tempo per non inciampare nelle crepe della maggioranza, una soluzione appare all’orizzonte: un assestamento di bilancio prima della pausa estiva e a settembre la manovrina.
La strada da percorrere appare ormai segnata. “C’è la volontà di spingerci in argomenti comuni“: aveva annunciato appena una settimana fa il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno al termine della conferenza dei capigruppo (CLICCA QUI). Così sarà. Secondo indiscrezioni, infatti, l’obiettivo sarebbe quello di comporre entro la fine del mese di luglio un testo con 5-6 temi su cui trovare un’intesa. Nello specifico si tratterà del rimpinguamento di alcuni capitoli, necessario prima di settembre. Un esempio? Gli Asacom, in attesa di risposte in vista del nuovo anno scolastico. Il tutto dovrebbe avvenire attraverso un emendamento che sarà legato al ddl stralcio della IV Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità, incardinato proprio oggi in aula (CLICCA QUI).
La variazione di bilancio, lo strumento finanziario per il quale è previsto l’impiego di un sostanziale bacino di risorse, si concretizzerà con la riapertura delle porte di Palazzo dei Normanni.
Per maggiori sviluppi, però, bisognerà attendere venerdì 17 luglio, giorno in cui torneranno a riunirsi i vertici regionali dei partiti di centrodestra. L’incontro seguirà quello di mercoledì scorso a Catania. Sempre nel capoluogo etneo Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Mpa, Democrazia Cristiana, Noi Moderati e Udc si confronteranno, per un secondo round, per definire le nomine di sottogoverno, ma anche materie e cifre della manovrina. In quell’occasione il commissario azzurro Nino Minardo avrebbe assunto l’impegno di un confronto con l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, reduce dal giudizio di parifica sul rendiconto 2023 da parte della Corte dei Conti (CLICCA QUI).




