Scivolone del centrodestra palermitano in Consiglio Comunale. La seduta avrebbe dovuto vedere protagonista il sindaco Roberto Lagalla, il quale avrebbe dovuto cimentarsi nella relazione sull’attuazione del programma di governo. L’utilizzo del condizionale si è reso però necessario in seguito a quanto successo oggi nell’aula consiliare.
Non c’è il numero, salta la relazione del sindaco Lagalla in Consiglio Comunale
Al momento dell’appello, peraltro chiamato in ritardo rispetto alla tabella di marcia, a Palazzo Comitini erano presenti diciannove consiglieri sui ventuno necessari ad andare avanti. Situazione rimasta invariata anche al secondo tentativo effettuato dal segretario generale Raimondo Liotta.
Sette gli assenti della maggioranza al momento della chiamata definitiva: la capogruppo della Lega Sabrina Figuccia; gli esponenti di Fratelli d’Italia Tiziana D’Alessandro, Antonio Rini e Francesco Scarpinato; la rappresentante della DC Giovanna Rappa e i consiglieri comunali di Lavoriamo Per Palermo Antonino Abbate ed Ottavio Zacco (quest’ultimo per giustificati motivi personali). Banchi vuoti che hanno lasciato Roberto Lagalla silente con i fogli in mano sulla relazione ed hanno soprattutto costretto il presidente dell’aula Giulio Tantillo a chiudere la seduta, aggiornando i lavori a domani mattina. Momento nel quale è prevista la relazione dell’assessore Brigida Alaimo sulla delibera relativa al rendiconto 2025. Un passaggio a vuoto, l’ennesimo del centrodestra in Consiglio Comunale, che arriva in un momento delicato per l’intera coalizione.
Da un lato c’è la necessità di rinnovare i Consigli d’Amministrazione delle società Partecipate. Dall’altro, di provvedere alla nomina delle cariche alla Città Metropolitana. Due fascicoli su cui il centrodestra dibatte ormai da mesi ma sui quali un accordo non c’è ancora. Le interlocuzioni sono in corso. Non più tardi di ieri infatti, a riunire i propri ranghi è stato il gruppo dirigente di Forza Italia. Ma alla prova dell’aula, la compagine di governo è andata a sbattere contro le sue stesse fragilità. Un problema, quello dei banchi vuoti, già visto in altre sedute. Anche se, va detto, al momento di analizzare delibere importanti la coalizione del sindaco ha saputo trovare la forza di compattarsi. Le elezioni però si avvicinano sempre di più. E, come dice un noto detto palermitano, “ogni fegatello di mosca, è sostanza“.
Opposizioni all’attacco
Arriva puntuale l’attacco dei gruppi d’opposizione. In una nota congiunta gli esponenti di PD, M5S, AVS, Progetto Civico Italia, Oso-Controcorrente e Gruppo Misto si scagliano contro la maggioranza e il sindaco Roberto Lagalla. “La risposta alla disponibilità di Lagalla a ricandidarsi è arrivata oggi dalla sua stessa maggioranza. Alla seduta convocata per la relazione sull’attuazione del programma si sono presentati soltanto 19 consiglieri di maggioranza e il Consiglio non ha potuto neppure aprirsi. Un appuntamento istituzionale e politico fondamentale, nel quale il sindaco avrebbe dovuto rendere conto alla città, è saltato perché i partiti che lo sostengono non hanno garantito i numeri necessari. Lagalla non ha più una maggioranza e non può continuare a governare Palermo come se nulla fosse. Sono stati quindi i suoi stessi consiglieri e le sue stesse consigliere a staccare la spina, lasciandolo solo davanti alla città. Ne prenda atto, si dimetta e restituisca la parola ai palermitani e alle palermitane”.



