L’estate sta finendo. E la politica torna in aula. Ferie terminate per il Consiglio Comunale di Palermo. Così come deciso dalla conferenza dei capigruppo ieri, Sala Martorana aprirá oggi i lavori per analizzare le delibere all’ordine del giorno. Dopo il voto decisivo sulla nuova convenzione dello stadio Renzo Barbera, sugli aumenti Tari e sul piano di riequilibrio, l’aula consiliare ripartirà dalle delibere più urgenti. A cominciare dai debiti fuori bilancio che, giornalmente, continuano a maturare interessi per le casse di Palazzo delle Aquile. Tutto avverrà però in un clima non facile per il centrodestra palermitano. Le polemiche nate in seguito ai rumors usciti fuori sulle prossime elezioni amministrative hanno riacceso il dibattito all’interno di una coalizione in cui la partita delle nomine è stata solo rinviata ai giorni nostri. A cominciare dal rinnovo dei CdA delle società Partecipate e proseguendo con l’organigramma da costituire all’interno della Città Metropolitana.
Il menù del Consiglio Comunale di fine agosto
Due grandi partite che si giocano sullo sfondo di un’aula che, negli ultimi mesi, è riuscita in poche occasioni a trovare la via della sintesi. Come sopra ricordato, nella seduta odierna si ripartirà dalla trattazione dei debiti fuori bilancio. Due, in particolare, quelli che andranno votati per evitare ulteriori aggravi per l’Amministrazione. Dopodichè, si entrerà nel merito di alcune delibere strategiche. La prima in agenda è quella relativa al cosiddetto emendamento Asacom. Una proposta che dovrebbe andare ad incidere positivamente sul lavoro degli assistenti alla comunicazione. Una modifica attesa ormai da mesi e che oggi vedrà la relazione dell’assessore alla Scuola Aristide Tamajo. Per il voto bisognerà attendere, con ogni probabilità, la prossima settimana.
Mercoledì mattina dovrebbe toccare alla relazione sul Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (abbreviato PUDM). Una delibera dalla quale dipende non solo il futuro della spiaggia di Mondello, ma in generale di tutti gli arenili del capoluogo siciliano. Ed è proprio sulla portata dell’atto che alcuni esponenti di Fratelli d’Italia vorrebbero prendere tempo per rifletterci sopra. Giovedì invece si passerà ad un altro atto di competenza dell’assessore Maurizio Carta, ovvero il progetto di rilancio dell’area degli ex molini Virga. Struttura di cui si è occupata in precedenza la redazione de ilSicilia.it. L’obiettivo è quello di realizzare un nuovo complesso da 50 alloggi di edilizia agevolata, con spazi di socialità aperti alla cittadinanza. Infine, la prossima settimana, l’aula si dovrebbe dedicare ad un’altra delibera delicata, ovvero quella relativa all’aggiornamento del piano farmacie.
La partita delle società Partecipate
Insomma, un programma fitto da votare. Peccato che quest’anno, a parte qualche periodo florido, l’aula consiliare non abbia avuto continuità di rendimento. Spesso, infatti, è mancato il numero legale. Altre volte, come avvenuto sulla delibera relativa al Benessere Animale, a ritardarne l’approvazione sono state le differenti sensibilità presenti in Consiglio Comunale. C’è poi una terza causa da considerare, ovvero il dibattito interno al centrodestra palermitano. Passate le vacanze estive, per Roberto Lagalla rimangono da risolvere le matasse rimaste in sospeso. A cominciare dalle nomine nelle società Partecipate.
Chiuso il cerchio su Palermo Energia, con la nomina di Giuseppe Oddo in qualità di amministratore unico, resta da definire tutto il panorama comunale dei futuri CdA, in scadenza con l’approvazione del terzo bilancio consecutivo. Un passaggio già avvenuto sia in Amg Energia che in Gesap. Società, quest’ultima, che gestisce l’aeroporto di Palermo e che ha chiuso l’esercizio 2025 con un utile di oltre 10 milioni di euro. Una delle falangi dell’Amministrazione Comunale e Metropolitana alla quale il centrodestra guarda con interesse. Soprattutto con riguardo all’avviato processo di partenariato pubblico-privato.
Una questione sulla quale Roberto Lagalla non ha mostrato particolare fretta di chiudere. L’attenzione principale è rivolta ai ranghi della Lega. Dopo l’approdo di Francesco Scoma a Forza Italia infatti, il Carroccio è rimasto senza presidenze fra le falangi dell’Amministrazione. Anche se l’area più vicina a Vincenzo e Sabrina Figuccia, la quale ha espresso più di una perplessità su un’ipotesi di Lagalla-bis, ha piazzato nei mesi scorsi un uomo di fiducia all’interno di Amg Energia, ovvero Stefano Muscarella. Quest’ultimo ha sostituito a febbraio 2026 il dimissionario Antonino Iacono, profilo vicino alla DC.
Proprio i democristiani, impegnati a difendere la presidenza di Giovanna Gaballo alla Sispi, vorrebbero ristabilire gli equilibri di inizio consiliatura come numero di consiglieri d’amministrazione. Fonti DC hanno affermato nelle scorse settimane che oltre alla casella persa in Amg Energia, non ci sarebbe particolare apprezzamento nemmeno sull’attuale composizione del CdA di Rap. Esecutivo di sottogoverno nel quale nel 2023 la dirigenza indicò il nome di Edoardo Sgarlata. Profilo però ritenuto dai ben informati troppo vicino alla corrente dell’ex presidente della Sas Mauro Pantò, la cui corrente è ormai approdata ufficialmente a Sud Chiama Nord.
Il tema delle nomine alla Città Metropolitana
L’altro grande tema politico riguarda l’infornata di nomine che interesserà la Città Metropolitana di Palermo. Un organo rinnovato ad aprile 2025 e sul quale mancano ancora tutti i pezzi del mosaico politico. Sindaco Metropolitano a parte. A giocare il ruolo da protagonista sarà principalmente Forza Italia. Gruppo che, con l’ingresso di Flavio Pillitteri, è salito a sei elementi. La metà dell’intera maggioranza di Roberto Lagalla a Sala Martorana. A farne parte, infatti, ci sono dodici elementi: 3 di Fratelli d’Italia (Paolo Martorana, Angelo Conti Vanessa Costantino), 1 DC (Luciano Marino), 1 Lega (Giovanni Di Giacinto) e 1 Lavoriamo per Palermo (Dario Chinnici).
Gli azzurri, ancora privi di un capogruppo, decideranno il profilo del vicesindaco metropolitano. Scranno per il quale sembrerebbe essere lotta a due fra il sindaco di Balestrate Vito Rizzo e il consigliere comunale di Palermo Pasquale Terrani. Anche se a decidere sarà il partito. Magari con un vertice interno da convocare nelle prossime settimane fra le principali correnti operanti nel territorio palermitano. Anche con un lookup diretto proprio al mondo dei CdA delle società Partecipate.
Lavoriamo Per Palermo cerca di creare un perimetro difensivo su Lagalla
Nomine sulle quali Roberto Lagalla dovrà aprire in maniera oculatola il celeberrimo “manuale Cencelli”. L’obiettivo, come al solito, è di evitare scossoni eccessivi mantenendo lo status quo. Almeno per quanto possibile. Ma qualche cambiamento sarà inevitabile. E non è detto che non incida sugli equilibri della coalizione in vista del 2027. Proprio per questo, in casa Lavoriamo Per Palermo Ottavio Zacco è stato impegnato nei giorni scorsi nella difesa della posizione del sindaco. “Prima di parlare del “dopo Lagalla”, sarebbe opportuno valutare chi ha lavorato davvero per Palermo e con quali risultati“.
Non è chiaro a chi si riferisse con precisione. Anche se i mal di pancia palesati da alcuni “alleati” nelle scorse settimane hanno fornito più di qualche indizio agli occhi attenti della politica. Una lista dalla quale va escluso il capogruppo di FdI Giuseppe Milazzo. Uno dei principali sponsor di un Lagalla bis fuori dai confini del partito del primo cittadino. Esponente della maggioranza al quale proprio Ottavio Zacco ha rivolto degli accorati auguri di buon compleanno. “Buon compleanno Giuseppe e complimenti per le numerose battaglie portate avanti con determinazione, a volte contro tutti. Ancora ne abbiamo da fare…“.
Le correnti di Fratelli d’Italia
Un post premunitorio. Forse non troppo. Soprattutto per Milazzo. In casa Fratelli d’Italia il clima è rimasto teso. Dopo la nomina di Brigida Alaimo in qualità di vicesindaco, l’eurodeputato ha dovuto mandare giù il boccone amaro della nomina di Tiziana D’Alessandro a presidente della commissione Urbanistica. Operazione avvenuta con la “complicità” di Antonio Rini, dimessosi dall’incarico per potersi dedicare a tempo pieno al suo ruolo di assessore alla Cultura. Ma Milazzo, riferiscono i microfoni di Radio Palazzo, potrebbe aver ritenuto tale manovra come un eccesso di compensazioni nei confronti della “corrente Varchi”. Soprattutto dopo la nomina di Antonio Tomaselli all’interno del CdA di Reset e delle voci che parlano di un avvicinamento alla stessa corrente da parte del presidente di Amat Giuseppe Mistretta. Entrambi, Tomaselli e Mistretta, recentemente avvistati qualche settimana fa ad un evento organizzato dalla parlamentare nazionale di FdI.
Proprio Carolina Varchi è data come possibile competitor dell’ex Rettore nella corsa alle prossime elezioni amministrative. Anche se le sirene romane potrebbero rappresentare per l’ex vicesindaco una voce alla quale potrebbe essere difficile resistere. Così come successo nella precedente campagna elettorale del 2022. Una ricandidatura, quella dell’ex Rettore, che nei mesi scorsi era data praticamente per scontata. Oggi però le certezze sembrano essersi incrinate. Ed a creare ulteriori spaccature sono le voci che parlano di possibili movimenti in casa Lavoriamo Per Palermo. Anche di qualche “fedelissimo” del primo cittadino. Tanto che quest’ultimo ha recentemente presenziato al compleanno di un congiunto del consigliere comunale in questione. Profilo che, secondo i microfoni di Radio Palazzo, sarebbe in contatto con ambienti centristi avversi all’ex Rettore.



