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Da fabbrica di vele a produttrice di mascherine donate a ospedali e forze dell’ordine | LE FOTO

mercoledì 8 Aprile 2020
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Iniziamo il nostro racconto su questo presente così difficile, ma allo stesso tempo carico di generosità, con la metafora della vela attraverso le parole di Khalil Gibran: “Ragione e passione sono timone e vela della nostra anima navigante” e questo perché protagonista di questa bella pagina è la Sailing Italia Service di Daniele Bertorotta che da “veleria” si è riconvertita, a titolo gratuito, a produttrice di mascherine, a dimostrazione che la “legge del mare“, in cui si dà soccorso non a un volto, a un nome, ma a tutti indiscriminatamente, può e deve diventare “legge di terra“. Mascherine che sono state donate a ospedali palermitani e forze dell’ordine.

A raccontarci questo bellissimo progetto, diventato realtà, è il proprietario, Daniele Bertorotta, a cui abbiamo posto alcune domande.

Sailing Italia Service

Come e quando nasce il vostro progetto di produrre mascherine?

Intorno all’11 marzo, vedendo quello che stava succedendo e la richiesta sempre maggiore di mascherine, essendo fermi, con mio figlio Alberto, che lavora con me in Veleria, e Vincenzo, mio amico e marito della mia socia, abbiamo pensato di cominciare a farne qualcuna per prova da distribuire agli amici e ai cantieri. In un giorno ne abbiamo confezionato 60. Da qui la decisione di studiare un progetto che diventa convinzione al 100% quando un altro amico mi chiede se potevamo farne 60, il numero che producevamo al giorno, per l’Ospedale Cervello di Palermo, in cui lavora come medico la sua compagna. Ecco che, reclutando altri amici, volontari come noi, siamo otto in tutto, e mettendoci di grande impegno, siamo riusciti a farne 200 in un solo giorno.

A questo punto cosa succede?

Dopo aver comprato 75 metri di stoffa a Palermo, decidiamo di ordinarne 1000 metri a Prato, la patria dei tessuti, per abbassare i costi. Apportando delle modifiche e utilizzando un tessuto impermeabile, che le hanno rese più performanti, siamo arrivati alle mascherine 2.0, mi piace chiamarle così, e a produrne prima 500 e, poi, 1000 al giorno. Sono molto contento, in questo momento di difficoltà, di essere stato d’aiuto alla mia città, Palermo; le spese le ho affrontate io in prima persona, con un aiuto da parte di mio padre e di amici che hanno a aderito pienamente a questo progetto.

A chi le avete fornite?

Con un passaparola, le mascherine richieste, sono arrivate al Cervello, a Villa Sofia, al Buccheri La Ferla, alle Forze dell’ordine, tra cui la Polizia penitenziaria e i Carabinieri. Cosa inaspettata, che mi ha fatto davvero piacere, abbiamo ricevuto, uso il plurale perché il nostro è un team e il merito lo divido con ognuno di loro che mi ha aiutato e continua a farlo, una lettera di ringraziamento dal Ministero della Giustizia, dall’Ufficio Sanitario Provinciale (Questura di Catania). Adesso che le finanze cominciano a scarseggiare, stiamo rallentando, ma continuiamo a farle, soddisfatti di averne prodotte tantissime nel momento di massimo bisogno. Cosa importante è che facciamo firmare un foglio di donazione agli enti a cui le doniamo e seguiamo, nel realizzarle, un protocollo distribuito dal Politecnico di Milano, con un tessuto più robusto.

Cosa ti resterà di questo periodo che, forse, ci ha fatto scoprire più umani?

Nella nostra nostra pagina Facebook “Sis Sailakers -Sicily Loft” ci sono tante foto in cui il personale sanitario del Cervello, la Polizia penitenziaria e tanti amici ci ringraziano per quanto abbiamo fatto, senza immaginare che loro sono stati per noi, come direbbe Giovanni Soldini, “la vela che ti avvolge, ti forma ti aiuta, ti accompagna e serve a capire te stesso e gli altri”. Quindi il nostro dare è stato un ricevere.

Ringraziando Daniele Bertorotta per averci raccontato questa bellissima storia di vita, ripetiamo come un mantra #AndràTuttoBene.

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