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Ancora bombardamenti sulle città ucraine, Zelensky rilancia il dialogo

martedì 22 Marzo 2022
Volodymyr Zelensky

Nuovi bombardamenti russi sulle città ucraine e un sostanziale stallo sul terreno, con Kiev che annuncia successi militari e avverte che le linee di approvvigionamento delle truppe russe sono molto fragili. Questa la situazione sul terreno oggi in Ucraina. Le sirene d’allarme hanno risuonato stamane in 17 delle 24 regioni del Paese, annunciando una nuova giornata di bombardamenti.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sostiene che “le forze armate ucraine stanno respingendo le forze russe, che hanno rallentato la loro avanzata“, mentre il suo esercito annuncia di aver riconquistato Makariv, 60 km a ovest della capitale, dove “è stata issata la bandiera Ucraina“. Inoltre secondo il comando militare di Kiev le truppe russe soffrono di pesanti problemi di approvvigionamento logistico e “hanno scorte di munizioni e cibo per non più di tre giorni“. Secondo il bollettino quotidiano del ministero di Difesa britannica nelle ultime 24 ore i russi hanno registrato “progressi limitati, con il grosso delle forze in gran parte in stallo“, mentre a Mariupol, “nonostante i pesanti combattimenti, le forze ucraine continuano a respingere i tentativi russi di occupare la città“.

L’Onu porta ad almeno 925 i civili uccisi in Ucraina dall’inizio della guerra, fra i quali Boris Romanchenko, il 96enne superstite dei lager nazisti morto in un bombardamento russo di Kharkiv, la seconda città del Paese. Zelensky gli ha reso oggi omaggio. “Pensate a cosa ha passato: è sopravvissuto a Buchenvald, Dora-Mittelbau, Pennemunde, Bergen-Belsen, creati dai nazisti, ed è stato ucciso da un proiettile russo“.

Drammatica testimonianza alla BBC di Victoria, una donna fuggita da Mariupol, sotto assedio da settimane: “Tre bambini che conosco sono morti per disidratazione. Siamo nel ventunesimo secolo e i bambini stanno morendo per disidratazione nella mia città. Stanno morendo di fame“. “La mia città è assolutamente distrutta”, ha raccontato. “La gente sta nei seminterrati, ma non sono sicuri. Stanno bombardando così tanto che gli scantinati vengono distrutti“.

Sul fronte diplomatico il presidente ucraino tenta di rilanciare la trattativa con Mosca proponendo un incontro diretto con il suo omologo russo, Vladimir Putin, per discutere dello status futuro della Crimea e delle autoproclamate repubbliche russofone, a condizione però che cessino le ostilità sul territorio ucraino. “Una volta che quell’ostacolo sarà rimosso, parliamo“, ha detto Zelensky, precisando che comunque Kiev “non può accettare nessun ultimatum da parte della Russia” e qualsiasi accordo di pace dovrà essere sottoposto a referendum.

Cresce intanto la tensione fra Russia e Stati Uniti dopo che il presidente americano Joe Biden ha detto che considera Putin un “dittatore assassino” e un “criminale di guerra“. Il governo russo ha consegnato una nota formale di protesta all’ambasciatore americano a Mosca, avvertendo che Washington deve “fermare la sua escalation, sia verbale sia in termini di forniture di armi alla regione di Kiev“, come ha spiegato il viceministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov, secondo il quale le relazioni con gli Usa sono “sull’orlo di una rottura” A pesare sui rapporti fra Mosca e Washington ci sono anche le denunce del presidente Biden, secondo il quale la Russia ha falsamente accusato l’Ucraina di avere armi chimiche e biologiche in un “chiaro segnale” che “starebbe valutando di usarli entrambi” in Ucraina. Putin, ha sottolineato Biden, sarebbe “con le spalle al muro” e per questo “sta preparando nuove operazioni sotto falsa bandiera“. Secondo Ryabkov queste sono solo “insinuazioni“, perché “noi non abbiamo simili armi“.

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