Di seguito la lettera aperta dello Snals a firma del coordinatore provinciale Giovanni Madonia Ferraro e del segretario provinciale Giovanni Provenzani.
Lo SNALS intende rivolgere direttamente all’attenzione del Magnifico Rettore la presente nota di ferma censura per quanto accaduto in data odierna, in occasione dell’incontro sindacale convocato per le ore 12:00, presso i locali del Rettorato, avente ad oggetto il “Regolamento sulla mobilità interna del personale”.
Mentre le OO.SS. e la RSU garantivano la propria puntuale presenza, solo alle ore 12:30 giungeva una tardiva comunicazione con cui la Direttrice Sanitaria, delegata dalla Direttrice Generale a presiedere il tavolo di confronto, annullava la seduta adducendo una propria indisponibilità per improvvisi motivi di salute.
Pur nel dovuto rispetto per le vicende personali di ciascuno, l’ennesimo annullamento fuori tempo massimo rappresenta un fatto gravissimo, una mancanza di rispetto per le regole democratiche e una profonda ferita alla dignità del confronto sindacale.
Tale episodio si inserisce in un quadro già ampiamente devastante per l’impalcatura delle relazioni sindacali in AOUP. Anziché affrontare e dare risposte concrete ai drammatici e reiterati problemi più volte rappresentati dallo SNALS, la governance aziendale sceglie di “distrarre” le parti sociali convocando tavoli su temi che, seppur importanti, non rivestono alcun carattere di urgenza rispetto alle reali emergenze economiche e gestionali.
Se la governance pensa di continuare a guadagnare tempo convocandoci su temi di confronto per mascherare il fallimento su temi che impattano pesantemente sulle tasche dei lavoratori che rappresentiamo, chiariamo subito che questo disegno non troverà sponda alcuna.
Non solo: la partecipazione alle riunioni indette dall’Azienda richiede l’utilizzo dei permessi sindacali attinti da un monte ore rigorosamente contingentato, la cui richiesta va formalizzata obbligatoriamente almeno 48 ore prima della convocazione. La disdetta giunta ad incontro già iniziato ha prodotto un doppio e inaccettabile danno:
1. L’inutile ed ennesima erosione del monte ore destinato alla tutela dei lavoratori;
2. L’inutile sottrazione delle RSU e delle OO.SS. dai propri posti di lavoro, creando un ingiustificato nocumento alle attività lavorative e ai servizi assistenziali.
Tutto ciò si consuma in un contesto di vero e proprio degrado assistenziale in cui versano le strutture dell’AOUP, schiacciate da innumerevoli cantieri edilizi gestiti senza una programmazione adeguata, ma soprattutto mortificate dalla cattiva gestione e dalla costante improvvisazione della governance aziendale.
Dinanzi a questa rotta fallimentare, non possiamo non evidenziare il ruolo di un Rettore del tutto “attendista”, che sceglie l’inazione mentre la gestione aziendale e le relazioni sindacali precipitano nel caos. Preme ricordare alla M.V. che, come espressamente previsto dal Protocollo d’Intesa, il Rettore non è un semplice spettatore né un mero co-presidente di facciata: egli possiede le prerogative formali ed il potere per azionare i meccanismi di sfiducia e revoca nei confronti della governance aziendale qualora ne sia compromessa l’azione strategica e gestionale. Restare a guardare di fronte a simili criticità significa rendersene corresponsabili.
I lavoratori e le lavoratrici operano quotidianamente in condizioni di estrema sofferenza, mentre l’Azienda accumula ritardi colpevoli e inaccettabili sui diritti economici e sulle carriere del personale:
• DEP 2024 e relative ricadute sulle annualità 2025 e 2026: un blocco intollerabile che danneggia direttamente le tasche dei lavoratori;
• Mancato rinnovo del Contratto Collettivo Integrativo (CCI): una stasi contrattuale non più procrastinabile;
• Mancata presentazione del Piano aziendale di Pronta Disponibilità: che lascia l’organizzazione dei turni nell’incertezza e nell’arbitrio;
• Rimodulazione e riassegnazione delle Funzioni Specialistiche per il personale perdente incarico;
• Valorizzazione del personale 2022-2023: una spettanza professionale ed economica ancora senza riscontro;
• Aumento della quota mensile di Indennità di Amministrazione (IMA): benché in sede di contrattazione dei fondi e di destinazione delle quote alle voci del trattamento accessorio sia stato formalmente aumentato lo stanziamento alla voce IMA per consentire l’incremento della quota mensile dagli attuali 95,00 € ad almeno 120,00 € con decorrenza dal 1° gennaio 2026, ad oggi non è stato effettuato alcun adeguamento economico né sono stati corrisposti i relativi arretrati spettanti ai lavoratori.
Non siamo più disposti ad assistere passivamente all’uso pretestuoso dei tavoli di confronto né al disinteresse verso il salario e la salute lavorativa del personale.
La scrivente Organizzazione sindacale chiede pertanto con urgenza il riaccredito immediato ed integrale del monte ore dei permessi sindacali inutilmente consumati nella giornata odierna e un intervento immediato del Magnifico Rettore affinché venga convocato ad horas un tavolo di confronto esclusivamente dedicato alle vertenze economiche e contrattuali sopra elencate.
Infine, si rende noto che è già in fase di valutazione ed esame l’avanzamento del ricorso per condotta antisindacale ai sensi dell’art. 28 della Legge 300/1970, oltre all’attivazione di tutte le procedure di mobilitazione del personale consentite dalla legge.



