Nel bene confiscato dell’Arenella non si è mossa foglia. Letteralmente. Situazione invariata in via AV1, strada posta nel cuore del quartiere marinaro della VII Circoscrizione di Palermo. Area della città nella quale sorge lo scheletro di un palazzo disabitato confinante con altre abitazioni e alle spalle del quale vi è un giardino attiguo.
Un terreno che, come già mostrato in precedenza dalla redazione de ilSicilia.it, risulta ormai inghiottito dal verde infestante, con erbacce alte più di un metro ed alberi selvatici cresciuti al suo interno. Fatto che, secondo il capogruppo di Sud Chiama Nord Natale Puma, costituirebbe “un rischio per l’incolumità delle persone“.
Calcinacci caduti dal palazzo
Pericolo al quale si affiancano i disagi che, giornalmente, vivono gli abitanti della zona. Dalla presenza di insetti e topi, alla caduta di calcinacci dalle varie facciate del prospetto rimaste allo stato grezzo in seguito all’interruzione dei lavori. “I residenti mi hanno segnalato che, in diverse occasioni, sono venuti giù pezzi di muro – ha evidenziato Natale Puma -. Ricordiamoci che una delle facciate dà sulla strada pubblica“. Il bene doveva servire come risposta alle richieste di case da destinare all’edilizia residenziale pubblica. Tuttavia, il progetto è rimasto tale e il bene è sprofondato nell’incuria odierna.
Bene confiscato all’Arenella, Puma: “Comune rispetti ordinanze che ha emanato”
Il problema principale resta però quello della mancata pulizia del terreno attiguo. Fra il 2022 e il 2023 il personale di Reset aveva eseguito, su ordine dell’allora assessore al Patrimonio Andrea Mineo, una serie di interventi di bonifica. Operazioni alle quali si è aggiunto lo smaltimento di alcuni pezzi di amianto ritrovati fra le frasche. Dopodichè, il nulla. “La situazione è peggiorata – sostiene il capogruppo di Sud Chiama Nord -. Non essendo intervenuto nessuno, la vegetazione è cresciuta. Le ordinanze devono essere rispettate in primis da chi le fa. C’è un documento dell’8 maggio 2026 sottoscritto dal Comune di Palermo in cui si impone di realizzare i parafuochi e tutti le operazioni preventive. Se il privato sbaglia, lo puniamo. E se sbaglia l’Amministrazione, chi ci pensa? Secondo me, c’è a rischio l’incolumità delle persone. Parliamo di un quartiere con strade molto strette. I mezzi di soccorso farebbero fatica ad arrivare se non attraverso supporto aereo. Speriamo che qualcuno intervenga“.




