Una buona notizia per gli Asu. Il parlamento siciliano ha approvato ieri la norma contenuta nel ddl Stralcio della Prima Commissione di Palazzo dei Normanni che dà un epilogo positivo per quei lavoratori impegnati nei Comuni siciliani che, a causa di situazioni di dissesto, pre-dissesto o piano di riequilibrio finanziario, non hanno potuto completare il percorso di stabilizzazione entro il 30 giugno 2026.
Ignazio Abbate, presidente della Commissione Affari istituzionali dell’Ars, fa il punto sulla questione siciliana che riguarda la mancata stabilizzazione e la possibilità della permanenza all’interno del bacino per il rimanente personale Asu composto da 1100 persone.
E’ stato necessario intervenire sulla norma con tre emendamenti presentati dal deputato della Dc che vanno in direzioni diverse, per mettere in sicurezza i lavoratori. Si tratta di previsioni normative che permettono di continuare sulla strada già intrapresa nel 2024, un percorso che ha portato alla stabilizzazione di migliaia di lavoratori che da anni prestano il loro servizio senza certezze sul proprio futuro.
Cosa cambia nel dettaglio dopo l’approvazione dei tre emendamenti? Le conferme sono diverse. Intanto è stata garantita la loro permanenza nel bacino, è stata approvata la proroga per la stabilizzazione fino al 31 dicembre 2027, e infine concessa la possibilità di transitare dai privati agli enti pubblici fino al 31 dicembre 2027.




