Si infiamma la protesta contro il caro carburante al porto di Palermo. Intorno alle 21:30, un folto gruppo di cittadini e commercianti hanno portato la propria solidarietà agli autotrasportatori presenti in presidio presso il porto di Palermo. Sul posto era stata convocata infatti un’assemblea pubblica. Nel frattempo però, in quel di Catania, i rappresentanti della sigla Aias hanno concordato la sospensione dei presidi gestiti in tutta l’Isola.
Centinaia di persone al porto di Palermo per l’assemblea pubblica
A Palermo erano presenti diverse centinaia di persone, fra cui anche alcuni volti noti del mondo social palermitano. Come ad esempio gli influencer Alessio Ciolino e Favas. Assenti esponenti del mondo politico. La riunione si sta svolgendo in maniera pacifica. Inevitabili le ripercussioni sulla viabilità. Il traffico in zona risulta fortemente rallentato in entrambe le direzioni. A sorvegliare l’evolversi della situazione c’è il personale della polizia municipale.
Presidi degli autotrasportatori in Sicilia: proteste a Palermo, Catania e Messina
Una protesta che è seguita alle mobilitazioni dei giorni scorsi. Non rispettato, almeno fino a qualche ora fa, l’invito del CTS (Comitato Autotrasportatori Siciliano) di cessare le ostilità in seguito all’accordo raggiunto presso la Prefettura di Milano con il ministro Matteo Salvini. Sul piatto, almeno per l’area intermodale, ci sarebbe circa 1 miliardo di euro. Cifra che dovrebbe essere messa nero su bianco nel Consiglio dei Ministri convocato per domani in quel di Roma.
Nello specifico, circa 430 milioni di euro fanno riferimento alle risorse concesse fino al 31 agosto per contrastare gli effetti del caro gasolio sul mondo dei mezzi pesanti. Risorse a cui si dovrebbe aggiungere altri 50 milioni di euro per coprire le spese di settembre ed ottobre. Inoltre, verrà concesso un fondo di circa 590 milioni per l’aggiornamento dei mezzi. Misure che, secondo il ministro Matteo Salvini, serviranno una platea di 32.000 imprese.
Eppure, non tutti hanno seguito la linea intrapresa dalla grande distribuzione. A cominciare dai padroncini, ovvero i piccoli imprenditori, e la sigla autonoma Aias, rappresentante da Giuseppe Richichi. Un gruppo che, questa mattina, aveva deciso di proseguire nella protesta nell’assemblea convocata presso l’interporto di Catania. Tre, in particolare, i fronti attivi dei presidi: la barriera di San Gregorio (CT), la barriera di Tremestieri e il porto di Palermo.
Aggiornamento – Aias trova l’accordo, decisa la sospensione della protesta
Il cambio di passo si è avuto ieri sera. Intorno alle 23, la sigla Aias (Associazione Imprese Autotrasportatori Siciliani) ha disposto di ritirare i presidi che erano in essere in Sicilia. La decisione è arrivata nella tarda serata di ieri inseguito ad un vertice tenuto presso la Prefettura di Catania alla presenza delle principali autorità istituzionali del capoluogo etneo e delle sigle di categoria. A spiegare la scelta è stato il rappresentante della sigla degli autotrasportatori, Giuseppe Richichi. “Abbiamo deciso di revocare il blocco dei Tir poiché abbiamo ricevuto delle rassicurazioni da parte del Prefetto che anche noi siederemo ai tavoli nazionali per i confronti sul tema dell’autotrasporto“.



