Si infiamma la protesta degli autotrasportatori siciliani a Palermo. Da questa mattina, in città si sono aggiunti altri due presidi, oltre a quello già in corso al varco Santa Lucia del porto. Entrambe le mobilitazioni interessano l’area di via Oreto. La prima si trova all’altezza dell’incrocio di via Buonriposo, mentre la seconda interessa l’area dello svincolo autostradale.
Protesta degli autotrasportatori a Palermo, le voci della protesta in via Oreto
A muovere la manifestazione dei camionisti sono i problemi causati dal caro vita, in particolare dal caro carburante. Una tematica che sta unendo diverse categorie di lavoratori in tutta Italia. Circa un centinaio i mezzi parcheggiati nelle aree di sosta. “In periodo di covid eravamo eroi. Oggi siamo discriminati – sottolinea amaramente Tony La Mattina, camionista presente alla manifestazione di via Oreto -. Tutti dobbiamo portare il pane a casa. Ma fra gasolio a 2,30, assicurazioni da pagare e spesa da fare, non ci è rimasto altro che manifestare“.
A causa della protesta, il traffico risulta rallentato nelle aree di ingresso alla città della III Circoscrizione. Un sacrificio necessario secondo i lavoratori, al fine di ottenere attenzione dal Governo Nazionale. “La gente deve capire che stiamo scioperando anche per loro – spiega un manifestante -. Non dobbiamo passare dalla burocrazia. Il gasolio e la benzina devono diminuire alle colonnine. Vogliamo aiuti dal Governo. Serve una riduzione dei costi del carburante e della spesa. Gli stipendi sono rimasti uguali e tutto è aumentato. Così non si va avanti“. Sulla questione carburante, domani è atteso un doppio vertice a Milano convocato dal ministro Matteo Salvini con le associazioni di categoria.
Barbagallo (PD): “Governo intervenga con misure concrete”
Una protesta sulla quale è arrivato il commento del segretario regionale del PD Anthony Barbagallo. “In Sicilia cominciano ad esserci scaffali vuoti nei supermercati e iniziano a vedersi anche file per il rifornimento di carburante. La protesta degli autotrasportatori siciliani, che più degli altri loro colleghi del resto del Paese stanno pagando il vertiginoso aumento del costo del carburante, deve trovare ascolto e accoglimento immediato da parte del governo. Il ministro Salvini, in vista dell’incontro di domani a Milano, deve sapere che è grazie alle politiche insufficienti messe in atto fino ad ora che si è arrivati adesso ad una condizione così difficile e aspra, non solo per le categorie produttive più colpite come gli autotrasportatori, l’agricoltura e la pesca. E che rischia anche di mutare in emergenza sociale, vista la mancanza di derrate alimentari, acqua e anche benzina. Ritengo che siano necessarie misure concrete da adottare con urgenza. Se il governo ancora c’è, batta un colpo”.



