La riforma della dirigenza supera un altro ostacolo. Dopo i timori e le preoccupazioni dei giorni scorsi, l’intesa è stata raggiunta. Il ddl adesso potrà proseguire il suo percorso, terminare l’iter in Commissione, con ok finale da parte della I Commissione, e approdare (l’auspicio è quanto prima) a Sala d’Ercole.
Il momento di stallo del disegno di legge, in balia degli umori della maggioranza, è stato l’argomento principale di un incontro avvenuto nella tarda mattinata di oggi a Palazzo d’Orleans tra il presidente della Regione Renato Schifani e il presidente della I Commissione Affari Istituzionale Ignazio Abbate. Proprio il deputato della Democrazia Cristiana aveva deciso di rallentare i lavori. La causa? La mancata coesione all’interno del centrodestra (CLICCA QUI). Non un problema di poco conto.
Come svelato da ilSicilia.it le criticità sarebbero più complesse del previsto. Sotto i riflettori ancora una volta il gruppo parlamentare di Forza Italia, che secondo indiscrezioni sarebbe stato pronto, o almeno una parte, a voltare le spalle al governatore. Al centro del dibattito il passaggio dalla seconda alla prima fascia. Punto che la norma attuale non chiarisce, poiché garantirebbe ai 36 direttori generali di poter passare dalla seconda alla prima fascia. Ad avanzare maggiori approfondimenti sarebbe stato l’azzurro Marco Intravaia, chiedendo di inserire una clausola che blocchi il passaggio del 50% tra la seconda e la prima fascia per interpello, e quindi soltanto per titoli, l’altro 50% per concorso. In tal senso, il 50% dei direttori generali attuali sarebbero chiamati a partecipare ad un concorso per poter diventare prima fascia. Un aspetto che non sarebbe condiviso dalla macchina dell’amministrazione regionale (CLICCA QUI).
Il faccia a faccia sarebbe stato positivo, tanto da spingere Abbate a calendarizzare il disegno di legge per martedì 21 luglio, giorno in cui saranno sotto esame anche le osservazioni al Defr 2027-2029, che ha iniziato oggi il suo cammino proprio in I Commissione (CLICCA QUI). Il testo potrebbe subire delle modifiche. Un modo per venire incontro alle richieste esposte dai deputati, soprattutto quelli tra le fila di FI, provando a spegnare la faida all’interno degli azzurri. Ma per scoprire realmente come finirà (pace o nuovi scontri) bisognerà attendere la prossima settimana.
Una cosa è certa: dalla seconda fascia non si torna più indietro. Uno scenario paradossale. Dopo mesi di audizioni tra sindacati e Regione, promosse dal presidente Abbate, e la condivisione del nuovo testo anche con le opposizioni, con tanto di appelli per accelerare l’iter, il disegno di legge rischia di incappare in una delle tante Caporetto andate in scena in questi mesi tra i banchi di Sala d’Ercole. Il dubbio sorge spontaneo: la deriva sarà scongiurata questa volta?



