Palazzo dei Normanni apre le porte al Documento di economia e finanza regionale. E’ ufficialmente iniziato oggi il percorso del Defr 2027-2029. Approvato in giunta a fine giugno, adesso dovrà prima superare l’iter nelle Commissioni di merito, per poi approdare a Sala d’Ercole. Ad aprire le danze è stata la I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate, unica a riunirsi oggi all’Ars. Nel corso della seduta, alla presenza dell’assessore alla Famiglia e al Lavoro Nuccia Albano, sono state presentate alcune osservazioni che saranno esaminate martedì prossimo, 21 luglio. Il passo successivo sarà la II Commissione Bilancio.
Abbate: “Tempi anticipati, lavoriamo per dare risposte agli Enti locali”
“Ho voluto anticipare i tempi convocando oggi la Commissione per oggi per incardinare il Defr, il documento di programmazione economica per i prossimi tre anni, indispensabile per le linee guida delle prossime Finanziarie. E’ importante lavorarci e dare tempo anche ai deputati della Commissione. Oggi ho consegnato le parti del Defr che riguardano le competenze della I Commissione, dagli Enti locali a tutto quello che riguarda la presidenza. Ci sarà tempo fino a martedì prossimo per presentare delle osservazioni, da mettere a disposizione della II Commissione per il voto finale, offrendo così anche il nostro contributo. Anche per dare la possibilità al neoassessore agli Enti locali, che sicuramente non ha partecipato alla stesura di questo Defr, perché insediata da poco, di poter anche avanzare le proprie osservazioni“. Così il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate.
“Non perdiamo tempo – ha concluso il deputato della Democrazia Cristiana – lavoriamo anche in giorni prefestivi per cercare di dare risposte ai siciliani e portare avanti quelle che sono le istanze degli Enti locali e dei territori, per poter dare risposte ai tanti sindaci che vogliono lavorare bene e potenziare i servizi nei vari Comuni e nelle varie Province“.
Il capitolo Enti locali
Tra le materie di competenza della I Commissione spicca quella afferente alle Autonomie territoriali e locali. All’intero del documento è riconosciuto il diffuso e crescente stato di sofferenza finanziaria organizzativa nel quale versano diverse amministrazioni siciliane, con inevitabili ricadute sulla funzionalità di servizi pubblici.
Le linee di intervento mirano così ad un più effettivo esercizio delle funzioni amministrative e di programmazione di Liberi consorzi e Città metropolitane, a cui si lega anche la possibilità di prevedere un incremento delle risorse assegnate ai Comuni da parte della Regione. Proprio quest’ultima, come si può leggere tra le righe “dovrà, in ogni caso, privilegiare un’allocazione delle risorse orientata un approccio selettivo che, nel garantire il sostegno agli enti gravati da condizioni di criticità finanziaria, valorizzi al contempo l’utilizzo di meccanismi premiali miranti a stimolare virtuosi percorsi di riqualificazione dell’azione amministrativa degli enti locali, indispensabile per prevenire le possibili cause strutturali della suddetta criticità“. Oltre l’aspetto finanziario, attenzioni dovranno essere mirate anche al sostegno regionale agli assetti organizzativi e funzionali degli Enti
Il capitolo funzione amministrativa
Le criticità non mancano neanche per quanto concerne la macchina regionale, che come evidenzia il Documento “opera da tempo in condizioni non pienamente adeguate rispetto alla crescente complessità delle competenze attribuite ai diversi rami dell’amministrazione, con particolare riferimento alla consistenza degli organici sia dirigenziali sia del comparto non dirigenziale“.
Tra i punti principali spiccano così la riforma della dirigenza e reclutamento mediante concorso pubblico di dirigenti a tempo indeterminato (CLICCA QUI) e l’attuazione del programma delle assunzioni è delineato nel Piao 2026-2028.
La strada è segnata dal percorso già avviato e che “prevede un processo organico di rafforzamento della capacità amministrativa regionale, attraverso interventi strutturali in materia di gestione е programmazione delle risorse umane, finalizzati al superamento delle criticità derivanti dalla significativa riduzione degli organici registrata negli ultimi anni. In tale prospettiva assume carattere strategico la programmazione triennale dei fabbisogni di personale, quale strumento volto ad assicurare la coerenza tra le esigenze funzionali dell’amministrazione, l’assetto organizzativo delle strutture e la disponibilità delle risorse umane necessarie allo svolgimento delle funzioni istituzionali attribuite alla Regione. La programmazione dovrà pertanto essere orientata non solo alla copertura delle posizioni vacanti previste dalla dotazione organica vigente, ma anche all’individuazione e all’acquisizione di profili professionali dotati di competenze specialistiche adeguate alle nuove esigenze operative dell’amministrazione“.
Particolare rilievo “assume il rafforzamento dei profili tecnici, giuridico-amministrativi ed economico-finanziari, anche in relazione alla crescente complessità delle attività connesse alla gestione, al monitoraggio e al controllo dei programmi di investimento finanziati con risorse europee, statali e regionali“. Altri punti centrali riguarda anche i processi di digitalizzazione e il rafforzamento del capitale umano.
In termini di dotazione dell’organico il Defr mette in luce dei piccoli segni di miglioramento rispetto al passato. La percentuale del personale regionale complessivo con più di sessanta anni si attesta al 29,26%, in leggera diminuzione rispetto agli anni precedenti. Resta al 57,8% la percentuale di personale che si colloca nella fascia di età compresa tra i 50 e i 60 anni. La percentuale di personale con meno di quaranta anni è in aumento attestandosi al 5,95%. In crescita anche la percentuale di personale che si colloca nella fascia di età compresa tra i 41 e i 50 anni, al 6,93%.
Altro dato evidenziato sono “le recenti immissioni in ruolo di funzionari, con specifici profili professionali per l’accesso ai quali sono stati richiesti titoli universitari differenziati, comincia a segnare una inversione di tendenza rispetto al quadro della non adeguatezza dei titoli posseduti, in termini di coerenza della formazione universitaria dei dipendenti, con le competenze degli Uffici di assegnazione, e l’esigua quota di laureati rispetto all’organico complessivo“.
Il Defr tra numeri e prospettiva
Un Pil cresciuto in Sicilia dello 0,6% nel 2025 e con prospettive stabili di incremento tendenziale nel 2026 e nel 2027, in cui è previsto l’aumento di mezzo punto percentuale annuo. È questo lo scenario delineato dal Defr, che certifica risultati incoraggianti per l’Isola, maturati pur in un contesto internazionale fortemente incerto a causa delle tensioni geopolitiche.
Il quadro della crescita risulta in miglioramento, considerando anche la spesa per investimenti già programmata dalla Regione. Con l’ulteriore apporto della manovra regionale 2026-2028, è ipotizzabile una crescita tendenziale del Pil fino all’1,7% sia nel 2026 sia nel 2027.
Come ogni anno, il Defr contiene le linee di programmazione delle politiche e rappresenta un documento di analisi approfondita dello stato dell’economia. Tra i dati segnalati, quello dell’occupazione vede la Sicilia crescere dell’1% nel 2025, oltre le performance nazionali che si fermano allo 0,8%. La Regione, inoltre, in conseguenza alle scelte di bilancio adottate nei mesi scorsi, diminuisce il suo debito pubblico da 4,025 miliardi nel 2025 a 2,193 miliardi nel 2026.
Un ulteriore dato positivo è quello che riguarda la numerosità delle imprese. Il sistema imprenditoriale siciliano alla fine del 2025 ha mostrato segnali di vivacità, con un saldo positivo di oltre 6mila imprese registrate, risultato che discende da una tenuta delle nuove iscrizioni, oltre 24mila, e da una contrazione delle cessazioni, oltre 18mila). Lo stock di imprese registrate si attesta su 463.772 unità, con un tasso di crescita dell’1,34%, superiore a quello dell’anno precedente e tra i più elevati in Italia.



