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L'intervista

Chinnici: “Palermo al centro del confronto con Schlein. Divisioni PD? Affrontiamo le dinamiche del conflitto a viso aperto”

mercoledì 12 Agosto 2026
Valentina Chinnici

Il futuro del Partito Democratico, i confini del campo largo e la corsa verso le amministrative di Palermo. La politica non va in vacanza e tanti nuovi scenari potrebbero concretizzarsi già a partire da settembre. Ne abbiamo parlato con Valentina Chinnici, vicesegretaria regionale del PD in Sicilia e deputata all’Ars. Il confronto con la segretaria nazionale Elly Schlein si è aperto nelle scorse settimane. Il primo punto in agenda è chiaro: ritrovare l’unita all’interno del partito, diviso tra il fronte pro e contro Barbagallo. I nodi saranno presto sciolti?

Valentina Chinnici, vicesegretaria del PD in Sicilia, il 2026 non è stato un anno semplice per il Partito Democratico. Nei giorni scorsi si è aperto il confronto a Roma con i vertici nazionali in vista delle prossime sfide. Che clima si respira e quali sono i temi centrali su cui si è discusso e si discuterà?

Il clima che si respira è quello di un partito con una importante e solida storia politica, che sente fortissimo il senso di responsabilità di essere la più grande forza di opposizione in Italia da cui dipenderà la liberazione della nostra Regione e del Paese tutto. Come ha scritto il nostro Gianni Cuperlo dopo l’ignobile show del capogruppo di Fratelli d’Italia, che si è permesso di usare Paolo Borsellino per difendere il suo compare Delmastro e di inventare che Scalfaro avrebbe liberato 300 mafiosi, “tra dieci mesi mandiamoli a casa o non saremo perdonati”. I temi introdotti da Elly Schlein sono centrati su come dare un’alternativa di governo e una speranza autentica al nostro Paese: il contributo della Sicilia è fondamentale in termini elettorali, ma soprattutto in termini di storia e visione politica. Per la Sicilia terra di Pace, per il Lavoro giusto e sicuro, per la lotta alla mafia e contro ogni disonestà, corruzione e distruzione dell’ambiente hanno speso la vita migliaia di siciliani onesti. Il prossimo primo Maggio ricorreranno gli 80 anni di Portella della Ginestra, la prima strage di Stato, che fu tesa a soffocare nel sangue le istanze di giustizia sociale e redistribuzione delle terre del nostro popolo. Noi veniamo da lì e per quei valori di equità e liberazione dal bisogno vogliamo continuare a lottare, trasformandoli in azioni di governo“.

Il Partito Democratico siciliano è spaccato al suo interno e l’area opposta al segretario Anthony Barbagallo ha più volte invocato le sue dimissioni. Come ritrovare l’unità soprattutto in vista delle elezioni regionali?

L’unità si trova confrontandosi a viso aperto e affrontando le dinamiche del conflitto, che è fisiologico anche nelle famiglie più unite (come sa bene chi ha una famiglia numerosissima come la mia!), ma senza parlarsi addosso di problemi interni che non interessano veramente a nessuno, se non a quei pochi che li conoscono. L’unità si trova soprattutto nell’azione politica e nella lotta comune contro il peggior governo nazionale di sempre e contro una maggioranza regionale falcidiata da un numero impressionante di indagini, arresti e condanne. I deputati siciliani del PD sono quelli più presenti e attivi in Parlamento e nelle Commissioni, siamo il gruppo che ha prodotto più iniziative politiche, migliaia di atti parlamentari, sempre firmati da tutti noi 11, una prassi di unità che non è mai venuta meno in quattro anni, neanche nei momenti difficili. Abbiamo scritto e depositato una tale mole di leggi ed emendamenti utili per riformare la Regione, dalla prevenzione degli incendi all’organizzazione dei distretti sociosanitari, solo per fare due esempi recenti, che basta sinterizzarli per scrivere subito il nostro programma di governo“.

Per mesi Cateno De Luca ha bussato alla porta del centrosinistra, ma gli ultimi ingressi nel suo progetto sembrano andare verso un’altra direzione. I confini del campo largo sono già disegnati o potrebbero subire ancora delle modifiche?

In questi quattro anni ho osservato da vicino Cateno De Luca, e gli ho sentito fare battute esilaranti contro Schifani alternate ad elogi sperticati, così come leggo con piacere i suoi complimenti sinceri ai miei colleghi di partito di cui anche lui riconosce l’innegabile valore e le profonde competenze, ma poi mi sconcerta il suo entusiasmo per una esponente di primo piano di Fratelli d’Italia come Carolina Varchi sindaca di Palermo, così come i pezzi di Cuffarismo e altro che entrano nel suo movimento. Non sono certo io che decido limiti e confini del campo largo, perché c’è una coalizione di centrosinistra che si confronta su questo, ma certamente, da insegnante prestata alla politica, non posso comprendere chi si entusiasma per questo governo nazionale che considera i poveri, i minorenni e gli immigrati come nemici da buttare in galera quanto prima e non ha affrontato nessuna vera emergenza del Paese, aumentando il lavoro precario e in nero, diminuendo il potere d’acquisto di noi cittadini e peggiorando tutti i servizi, compresa la scuola e la sanità pubblica“.

Non solo la Regione. Nel 2027 anche Palermo si recherà alle urne. Come procedono i tavoli delle trattive? Ci sono già dei nomi?

Il sindaco o la sindaca della quinta città d’Italia si sceglie insieme alla coalizione e al partito nazionale, senza buttare nomi a casaccio come fa il centrodestra che ne mette in campo tanti per farli accreditare su tavoli ritenuti più importanti, Regione o Parlamento. Nello scorso incontro le elezioni di Palermo sono state messe a fuoco anche dalla segretaria Schlein e con lei e con il responsabile organizzativo Taruffi, insieme a tutta la dirigenza provinciale e regionale del Partito sceglieremo il percorso adatto per far ripartire anche Palermo: dobbiamo ritrovare la gioia di abitare una città straordinaria che sta soffrendo troppo e che ha bisogno di rinnovata fiducia, senso di appartenenza, entusiasmo, come ci mostrano i tantissimi giovani che non smettono di sperare e rivendicano il loro diritto a restare qui, dove hanno studiato e dove vivono i loro affetti più cari. Con questi giovani potremo scrivere una nuova Primavera“.

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