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Le interviste de ilSicilia.it

Colianni: “A breve la riforma del settore idrico. Rincari con la chiusura dello stretto di Hormuz? Confronto costante con Roma” CLICCA PER IL VIDEO

venerdì 6 Marzo 2026

Transizione energetica, riforma del settore idrico e all’orizzonte il futuro incerto legato alla guerra in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz, che sta lasciando con il fiato sospeso l’economia mondiale. Non si tira indietro l’assessore regionale all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità Francesco Colianni, che ospite negli studi de ilSicilia.it ha fatto il punto sui problemi atavici e strutturali della Sicilia, ma anche sui temi di grande attualità, come le prossime elezioni amministrative e le incognite legate al quadro internazionale geopolitico.

Povertà energetica e transizione energetica

Tra i tanti provvedimenti dell’assessorato importanti passi in avanti sono stati compiuti in campo energetico. Proprio nei giorni scorsi, tra i banchi della giunta, la Regione ha gettato le basi per un avviso di prossima pubblicazione per concedere finanziamenti a tasso agevolato e a breve-medio termine, alle famiglie siciliane con redditi bassi per l’installazione di impianti fotovoltaici e di accumulo di energia elettrica. Si tratta delle base giuridica di un avviso che attua la misura di contrasto della povertà energetica già approvata nella Finanziaria regionale 2026-2028, con una dotazione pari a 12 milioni di euro gestita da Irfis FinSicilia che a breve pubblicherà il bando relativo (CLICCA QUI).

Questa dotazione economica importante – ha spiegato l’esponente della giunta Schifani – darà la possibilità alle famiglie di poter realizzare piccoli impianti fotovoltaici sul tetto, così come sistemi di accumulo, generando modelli di auto consumo energetico, sgravando sostanzialmente le utenze energetiche. E’ una misura con una scelta chiara. Sull’energia si gioca il destino di questa Regione. La Sicilia sta guidando la transizione energetica italiana. Quando uscirà l’avviso di Irfis le famiglie potranno partecipare a questa misura, che sono certo rimpingueremo anche quando termineranno le risorse economiche. Un primo punto importante che denota come la Regione guardi alla povertà energetica come un focus concreto“.

Chiusura stretto di Hormuz: rincari in arrivo?

Parlando di energia non si può non fare riferimento all’attualità. La guerra in Iran, almeno per il momento, non ha avuto effetti diretti sull’Italia e sulla Sicilia, ma la paura di ripercussioni economiche è sempre più concreta. Il perdurare dello scontro, il pugno dura degli Stati Uniti e di Israele e il coinvolgimento di altri paesi del Medio Oriente rende ancora più grave un momento storico già abbastanza complesso. Le attenzioni del mondo sono così proiettate sulla chiusura dello stretto di Hormuz, uno dei corridoi marittimi principali. Un blocco che rischia di allungare le rotte e causare così un’impennata dei prezzi, considerando quelli del petrolio e del gas già registrati fin dalle prime ore (CLICCA QUI).

L’Europa intera, non solo l’Italia o la Regione Siciliana – ha dichiarato Colianni – potrebbero avere delle ripercussioni importante. Su questo ci stiamo muovendo con il Governo nazionale e il Ministero dell’Ambiente, la cui interlocuzione è eccellente. Ci muoveremo con le istituzione nazionali e mi auguro che il conflitto non degeneri, bensì che la diplomazia internazionale sappia trovare condizioni di pace“.

Sebbene la Regione non abbia potere in ambito di politica estera, l’argomento potrebbe sbarcare ben presto a Sala d’Ercole. Un tema che non si esaurirà presto, considerando i dubbi legati all’ipotetico uso della base di Sigonella e alla stazione Muos di Niscemi, in uso allo Us Navy, ma anche all’attuale impiego operativo dell’aeroporto di Trapani-Birgi e sulle garanzie per la sua operatività civile (CLICCA QUI).

Ore contate per la riforma del settore idrico

Era stata annunciata nel corso della lunga maratona della Finanziaria (CLICCA QUI) e adesso diventerà realtà. La riforma del settore idrico si farà. L’assessore Colianni ha confermato quanto riferito a Sala d’Ercole, raccontando i pilastri sui quali si poggerà il testo. Ad oggi si tratta solo di una bozza, ma ben presto arriverà in giunta per poi passare tra le grinfie dell’Ars, che sarà chiamata ad affrontare una delle sfide più importanti di tutta la legislatura.

Il problema della norma regionale è la frammentarietà. Un modello di governance che ha creato uno squilibrio e una diversità tra un territorio e l’altro“. Alcuni esempi? Ad Enna è stato portato avanti un modello di governance totalmente privato e l’acqua è tra le più care d’Italia; ad Agrigento e a Trapani ci sono dei modelli di governance diversi, totalmente pubblici da un lato, dall’altro commissariamenti da parte dello Stato.

Ma non solo. Un peso consistente è dettato anche dagli investimenti che la Regione ha messo in atto. “Con il presidente della Regione Schifani – ha spiegato l’assessore in quota Mpa – abbiamo già consegnato due dissalatori. Non dimentichiamo i 70 milioni di euro di Fsc. Solamente 37 milioni alla città di Agrigento. Entro aprile metteremo in campo altri 200 milioni di euro sulle reti idriche , sui sistemi di depurazione e sui sistemi fognari. Sono risorse che abbiamo messo a bando. Grazie a queste risorse risolveremo tante perdite nelle reti idriche, tema certamente importante su cui il nostro assessorato sta puntando con risorse concrete che la Comunità europea ci ha dato“.

Occhio alle amministrative: centrodestra spaccato ad Enna?

Domenica 24 e lunedì 25 maggio si torna alle urne. Sono 70 i Comuni siciliani chiamati al voto e tra questi c’è anche Enna, territorio dal quale proviene proprio Colianni.

Enna, inoltre, è anche uno dei centri in cui la coalizione di centrodestra rischia di spaccarsi. Un duro tiro alla corda che si starebbe consumando tra Forza Italia (trainata dalla deputata regionale Luisa Lantieri) e l’Mpa (che trova la sua espressione nella giunta Schifani con l’assessore all’Energia). Nella contesa, un po’ a sorpresa si sarebbe inserita anche la Lega. Insomma, un puzzle complesso ancora irrisolto (CLICCA QUI).

Tra le righe, però, Colianni ha lasciato ben intendere che gli autonomisti non intendono mollare la presa, forte della propria esperienza per circa sei anni e mezzo da assessore prima e da vicesindaco poi e dei risultati raggiunti dall’amministrazione guidata dall’uscente primo cittadino Maurizio Dipietro, che chiuderà così il suo secondo mandato: i numeri della raccolta differenziata, giunta al 70%; una delle Tari più basse della Sicilia; la riqualificazione di beni culturali completamenti dismessi, come il Castello di Lombardia; la riapertura del Museo del Mito, il Museo della Settimana Santa, di gallerie d’arte e il Palazzo delle Benedettine.

Il Movimento per l’autonomia si candida ad essere la lista più suffragata. Serve un programma chiaro, di continuità, misure che vedano il centrodestra unito dal punto di vista programmatico. Se il centrodestra sta insieme vince. Il nostro è un appello all’unità. Sono certo che ci sarà la maturità per arrivare ad un discorso unitario“. Infine la stoccata alle opposizioni: “Ad Enna né la sinistra, né altri candidati hanno ufficializzato le loro candidature, certamente i attesa di capire cosa fa il centrodestra“.

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