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Si discute da destra a sinistra

Dalle commissioni alle Partecipate, i fascicoli scottanti sul tavolo al Comune di Palermo 

venerdì 25 Settembre 2026

E’ tempo di confronto al Comune di Palermo. Da destra a sinistra, i principali gruppi politici delle due principali coalizioni si dovranno sedere al tavolo per capire come affrontare le sfide di questo ultimo spezzone di consiliatura.

La maggioranza del sindaco Roberto Lagalla si trova ancora alle prese con il rinnovo delle governance delle società Partecipate. In alcuni casi, i CdA sono già decaduti per scadenza del mandato. Altri invece si trovano già nel loro periodo di prorogatio post bilancio. Sulla questione, l’ex Rettore sta evitando di adottare misure interventiste, lasciando spazio alla sua nota anima da amministratore. Tradotto: aspetta che gli alleati, in particolare i due grandi attori della coalizione (vale a dire Forza Italia e Fratelli d’Italia) pervengano ad una sintesi che getti le basi per un accordo collettivo. Sull’altro fronte invece, il M5S ha lanciato un appello agli alleati affinchè si proceda ad un riequilibrio delle forze presenti nelle commissioni consiliari. Un tema che ha fatto discutere molto in passato ma sul quale non sarebbero arrivate risposte particolarmente entusiaste dalle altre anime del fronte progressista

Lo scacchiere delle Partecipate, il sindaco attende risposte da Forza Italia

Sul fronte del rinnovo delle società Partecipate, le principali risposte sono attese dai grandi partiti della coalizione. Situazione complessa in casa Forza Italia. Al momento, gli azzurri possono contare su due presidenze di riferimento. Da un lato c’è Fabrizio Pandolfo, numero uno uscente di Reset vicino al presidente del Consiglio Giulio Tantillo. Dall’altro figura invece Francesco Scoma, ex presidente di Amg Energia transitato durante la consiliatura dalla Lega alla corrente presidenziale di Forza Italia. Per uno che è entrato, uno è uscito. Giuseppe Mistretta, indicato nel 2023 dall’ala del deputato regionale Edy Tamajo, è stato recentemente accostato ai lidi di Fratelli d’Italia più affini alla parlamentare nazionale Carolina Varchi.

Una casella che Tamajo rivuole indietro. Fatto che presuppone una rinuncia preventiva da parte di una delle correnti azzurre. Sempre in casa Forza Italia però, attende risposte l’ala più vicina al vicepresidente della Camera Giorgio Mulè. La corrente, a Palermo rappresentata dall’ex capogruppo Gianluca Inzerillo, non vanta al momento nè una presidenza di riferimento nè un assessore di proprio area. Non è da escludere che gli spiragli di manovra vengano aperti sull’altro fascicolo caro agli azzurri, ovvero la Città Metropolitana. Altro tema su cui Roberto Lagalla attende una risposta ormai da mesi.

Amg Gas apre un nuovo capitolo in Fratelli d’Italia

L’altro grande fronte riguarda Fratelli d’Italia. Al momento, i meloniani vantano quattro presidenze di riferimento. Troppe secondo gli alleati. Due (Giovanni Sciortino all’Amap e Salvatore Burrafato a Gesap) sono espressione dell’area più vicina all’europarlamentare nonchè capogruppo a Palermo Giuseppe Milazzo.

C’è poi il sopracitato Giuseppe Mistretta, avvicinatosi all’area di Carolina Varchi. Una di quelle presidenze che Forza Italia rivorrebbe indietro. E infine c’è lo scranno principale di Amg Gas, società in partenariato pubblico privato fra Amg Energia (20%) e il gruppo privato Edison (80%). Una posizione ricoperta ad oggi da Angelo Pizzuto, recentemente arrestato nell’ambito di un’operazione della polizia giudiziaria condotta sulla Motorizzazione di Palermo. Le opposizioni hanno chiesto le dimissioni o la rimozione dall’incarico da parte del sindaco. Operazione al momento bloccata dal fatto che il CdA di Amg Energia è venuto meno per scadenza del mandato. Un problema per il sindaco che, secondo i ben informati microfoni di Radio Palazzo, potrebbe diventare paradossalmente la chiave di volta per risolvere un’impasse che sta andando avanti ormai da mesi.

Lavoriamo Per Palermo, DC e Lega: cosa chiede il resto della coalizione

Una rotazione di presidenze in cui la Lega vorrebbe giocare il proprio ruolo. Il Carroccio palermitano vuole recuperare la postazione perse dopo il passaggio di Scoma a FI. L’ideale sarebbe esprimere il nome del prossimo presidente di Amg Energia. Ma non è da escludere che FI possa invece rinunciare a Reset. Restano in attesa di rinnovo invece Giuseppe Todaro, presidente di Rap espressione di Lavoriamo Per Palermo, e Giovanna Gaballo, presidente di Sispi vicina all’area della Democrazia Cristiana.

Proprio dai centristi sono mosse delle lamentele rispetto ad un altro tema legato al mondo Partecipate, ovvero le caselle dei consiglieri d’amministrazione. La DC infatti ha perso i propri uomini di riferimento nei vari CdA. Edoardo Sgarlata, attuale componente dell’esecutivo di Rap, è ritenuto troppo vicino all’ex Mauro Pantò. Oggi approdato a Sud Chiama Nord. Partito che, pur preparandosi in maniera autonoma al prossimo turno elettorale su Palermo, continua a vedere due dei suoi esponenti nel capoluogo siciliano ancora in maggioranza (ovvero Natale Puma e Salvatore Di Maggio).

Continuando la disamina in casa DC, c’è poi il profilo di Antonino Iacono, indicato nel 2023 all’interno della governance di Amg Energia ma sostituito ad inizio 2026 da Stefano Muscarella, nome di connotazione leghista vicino a Vincenzo e Sabrina Figuccia. Infine c’è Loredana Fierotti, attuale consigliere d’amministrazione di Reset indicata nel 2025 dall’ex capogruppo democristiano Domenico Bonanno in sostituzione di Paola D’Arpa. Moglie dell’ex parlamentare regionale Totò Lentini, anch’esso oggi organico a Sud Chiama Nord. I problemi del presente sono noti. Ma le soluzioni per il futuro ancora no. Per quelle, bisognerà aspettare ancora.

Il M5S prova ad aprire la partita delle commissioni consiliari

Con riguardo alla composizione delle commissioni consiliari invece, la questione è stata posta dall’area politica del M5S sulla falsa riga di quanto richiesto all’Ars dal parlamentare regionale e leader di Controcorrente Ismaele La Vardera. Un bilanciamento che, paradossalmente, potrebbe finire per sfavorire al Comune di Palermo proprio civica vicina dell’ex Iena.

Il M5S infatti non ha al momento esponenti nè in commissione Bilancio nè in commissione Urbanistica. Fatto a cui i pentastellati vorrebbero rimediare, anche se dagli alleati non sarebbero arrivati messaggi particolarmente entusiasti. Guardando agli attuali equilibri, a rappresentare il fronte progressista in I Commissione figurano Mariangela Di Gangi (PD), Carmelo Miceli (Progetto Civico Italia) e Ugo Forello (Oso-Controcorrente). Mentre in II invece ci sarebbero Rosario Arcoleo (PD), Giulia Argiroffi (Oso-Controcorrente) e Franco Miceli (Gruppo Misto). Per far entrare il M5S quindi, qualcuno dovrebbe cedere il proprio posto. Ma chi?

Gli squilibri nel centrodestra

Il tema delle commissioni consiliare è stato in passato particolarmente scottante non solo per le opposizioni, ma anche per la maggioranza. Durante la consiliatura infatti si sono registrate furenti polemiche per la possibile riorganizzazione degli organi di controllo del Consiglio Comunale. Molte commissioni, infatti, presentano squilibri fra i gruppi politici che compongono la maggioranza del sindaco Roberto Lagalla.

Fratelli d’Italia, ad esempio, vanta due rappresentanti in II Commissione (la presidente Tiziana D’Alessandro e l’ex presidente Antonio Rini). La Democrazia Cristiana invece ha due esponenti in IV Commissione (il presidente Salvo Imperiale e la collega Giovanna Rappa). Forza Italia, fra tesserati propri e federati, occupa due caselle in V (il presidente Salvo Alotta e l’esponente di Generazione Palermo Viviana Raja). Mentre Lavoriamo Per Palermo, gruppo del primo cittadino, monopolizza praticamente la VI Commissione con tre elementi (il presidente Ottavio Zacco, il capogruppo Dario Chinnici e il consigliere Leonardo Canto). Si procederà ad un riequilibrio anche nel centrodestra oppure si cercherà di lasciare il mondo per come si trova? Alla cronaca d’aula il racconto di quanto accadrà.

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