Capitribù. Una parola usata spesso dal leader di Sud Chiama Nord Cateno De Luca. Uno di quelli che a breve entrerà nel Consiglio Comunale di Palermo e in quello Metrop0litano. Accezione solitamente utilizzata per identificare i capicorrente dei vari partiti del centrodestra. Personalità di rilievo che spesso hanno causato spaccature a cui sia Roberto Lagalla che Renato Schifani hanno dovuto far fronte. Uno scenario che si potrebbe riproporre, a livello comunale, per il rinnovo delle governance delle società Partecipate. Il fascicolo più importante di questo 2026 per l’ex Rettore, chiamato a compattare una maggioranza che spesso si è dimostrata in aula un gigante dai piedi di balsa.
Lagalla parlerà con i coordinatori, niente capicorrente ai tavoli
La situazione a Sala Martorana, ancora sede pro-tempore del Consiglio Comunale almeno fino a settembre, è la seguente. Forza Italia e Fratelli d’Italia mantengono la leadership della coalizione con 6 consiglieri a testa. Segue Lavoriamo Per Palermo a quota 5. Un partito però che deve fare i conti con il “caso” Ottavio Zacco, ieri alla convention palermitana de “I Solidali” in quanto relatore invitato. A quota 3 troviamo la Lega, mentre hanno 2 esponenti a testa sia Generazione Palermo che la Democrazia Cristiana. Numeri che Roberto Lagalla dovrà considerare quando deciderà di sedersi con le varie componenti della sua coalizione.
Il metodo utilizzato dal primo cittadino sarà sempre lo stesso impiegato in questi quattro anni: ascoltare i desiderata dei partiti per poi decidere come procedere. Lo farà attraverso delle riunioni con i coordinatori regionali e provinciali dei vari partiti da tenersi nei prossimi giorni. Niente “sedute spiritiche” con i capitribù, come piace chiamarle al sopracitato Cateno De Luca. Una mossa dettata dall’esigenza di ridurre al minimo i momenti di frizione, lasciando che i contrasti vengano chiariti nell’agone politico interno alle anime del centrodestra.
Anime che vorrebbero chiudere la questione Partecipate entro fine luglio, per poi iniziare a gettare le basi della campagna elettorale per il 2027 al ritorno delle vacanze estive. I ben informati di Lavoriamo Per Palermo però non vedono un sindaco molto propenso ad una soluzione rapida. Anzi, il primo cittadino vorrebbe prendersi il suo tempo, evitando grandi cambiamenti. Una sorta di “rimpastino” per cercare di limitare gli avvicendamenti al minimo. Magari affiancando al fascicolo Partecipate altre due manovre politiche: la nomina di Brigida Alaimo in qualità di vicesindaco e la scelta dei consiglieri delegati e del vicesindaco alla Città Metropolitana.
Ex Provincia nella quale a dettare legge sarà Forza Italia, salita a quota sei consiglieri dopo l’ingresso di Flavio Pillitteri nella corrente del vicepresidente della Camera ed aspirante presidente della Regione Giorgio Mulè. Uno dei profili già lanciato verso la corsa allo scranno di Palazzo d’Orleans. Come Ismaele La Vardera. Leader di Controcorrente che, dopo aver accolto l’ex parlamentare Aldo Penna, ha pescato dal M5S anche i deputati regionali Josè Marano e Carlo Gilistro. Più un terzo parlamentare regionale il cui nome verrà svelato oggi.
L’intreccio Lega-DC su Amg e Rap
Tornando al rinnovo dei Cda delle società Partecipate, l’infornata del 2026 dovrebbe coinvolgere i vertici di Amat, Rap, Reset, Amat, Sispi ed Amg Energia. La sensazione diffusa nel centrodestra è che per fare dei nomi sia ancora troppo presto. Anche se alcuni profili politici di peso sarebbero pronti a fare emergere i propri auspici in vista delle prossime nomine. L’attenzione principale in questo momento è rivolta ai ranghi della Lega. Dopo l’approdo di Francesco Scoma a Forza Italia infatti, il Carroccio è rimasto senza presidenze nelle società Partecipate. Anche se l’area più vicina a Vincenzo e Sabrina Figuccia ha recentemente piazzato un uomo di fiducia proprio all’interno di Amg Energia, ovvero Stefano Muscarella. Quest’ultimo ha sostituito a febbraio 2026 il dimissionario Antonino Iacono, profilo vicino alla DC.
Proprio i democristiani, impegnati a difendere la presidenza di Giovanna Gaballo alla Sispi, vorrebbero ristabilire gli equilibri di inizio consiliatura come numero di consiglieri d’amministrazione. Fonti DC affermano infatti che oltre alla casella persa in Amg Energia, non ci sarebbe particolare apprezzamento nemmeno sull’attuale composizione del CdA di Rap. Esecutivo di sottogoverno nel quale nel 2023 la dirigenza indicò il nome di Edoardo Sgarlata. Profilo però ritenuto dai ben informati troppo vicino alla corrente dell’ex presidente della Sas Mauro Pantò, il cui passaggio a Sud Chiama Nord è da considerarsi ormai in dirittura d’arrivo.
Insomma, ci sarebbe qualcosa da cambiare dentro Rap. E non solo per i democristiani. Proprio la Lega negli ultimi mesi ha realizzato un endorsement contro la gestione del servizio di raccolta rifiuti in città. Operazioni gestite dalla società presieduta da Giuseppe Todaro, numero uno dell’Osp scelto per il ruolo da Lavoriamo Per Palermo, in coordinamento con l’assessore all’Ambiente Pietro Alongi.
Derby fra Forza Italia e FdI su Amat, ipotesi CdA all’Amap
Guardando in casa Forza Italia, le bocche al momento restano cucite. “Parleremo del da farsi in una prossima riunione interna del partito“, ha spiegato a microfoni spenti un consigliere comunale azzurro. Di cose di cui parlare ce ne sono molte. A cominciare dalla presidenza di Amat. Società Partecipata del Comune di Palermo che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale. Nel 2023 furono proprio gli azzurri ad appoggiare la nomina di Giuseppe Mistretta in qualità di presidente. Un rapporto di fiducia che si sarebbe interrotto nell’estate 2023, poco dopo le elezioni europee.
Da allora Mistretta si è mantenuto nella sua posizione di “civismo amministrativo”, continuando il suo lavoro grazie all’attestato di stima del sindaco Roberto Lagalla. Oggi però la situazione sarebbe cambiata. I microfoni di Radio Palazzo parlano da mesi infatti di un possibile appoggio alla riconferma da parte della corrente di Fratelli d’Italia facente capo al prossimo vicesindaco Brigida Alaimo e alla parlamentare Carolina Varchi.
C’è poi lo scenario dipinto a proposito della carica di amministratore unico ricoperta da Giovanni Sciortino all’Amap. Ci sarebbe una corrente maggioritaria di FdI a spingere per un passaggio alla formula del Consiglio d’Amministrazione. Fatto che garantirebbe da un lato rappresentanza ai sindaci della Provincia e dall’altro importanti caselle di sottogoverno da spendere per il primo cittadino di palermo. Ma ad oggi sono solo scenari da fantapolitica. Se si concretizzeranno o meno, lo dirà solo il tempo.
Reset, le frecciate di FI e il nodo Generazione Palermo
A chiudere il cerchio sul rinnovo dei CdA ci sarebbe Reset, società presieduta da Fabrizio Pandolfo. Volto apprezzato da Forza Italia, in particolare dalla corrente del presidente del Consiglio Comunale Giulio Tantillo. Una società che ha sostenuto diversi cambiamenti nell’ultimo periodo. A cominciare dall’ingresso di Antonio Tomaselli, ex presidente di Palermo Energia subentrato a Michele Pivetti Gagliardi. Quest’ultimo nel frattempo approdato alla società regionale Interporti.
Il terzo componente del CdA di Reset è Loredana Fierotti, vicepresidente dell’azienda subentrata nel ruolo a Paola D’Arpa nel gennaio 2025. Momento nel quale il marito di quest’ultima, ovvero l’ex candidato sindaco Totò Lentini, fu nominato presidente di Palermo Energia. Un profilo sostenuto dagli ex consiglieri comunali della Democrazia Cristiana Domenico Bonanno e Viviana Raja, oggi a Generazione Palermo. Per loro c’è l’obiettivo di difendere la casella di sottogoverno in questione, nonostante l’assenza di una copertura politica garantita da un “grande partito”. Anche se su questo aspetto i due, dicono i ben informati, starebbero lavorando. Sponda Forza Italia.
Tornando a Reset, proprio dalle sponde azzurre non sono arrivati dei complimenti nell’audizione di giovedì condotta dalla governance in Consiglio Comunale. Ad avere una posizione critica sull’operato aziendale è stato Pasquale Terrani. Il presidente della VII Commissione ha stigmatizzato in particolare il comportamento di “certi consiglieri d’amministrazione che fanno i consiglieri di circoscrizione“. Non è chiaro a chi si stesse riferendo Terrani con queste parole. Anche se il maggiore indiziato sarebbe proprio Antonio Tomaselli visto che quest’ultimo è stato presidente della II Circoscrizione.
Area territoriale che vede protagonista lo stesso Pasquale Terrani, impegnato nella cura e nella riqualificazione della Costa Sud di Palermo. Una di quelle partite economiche fondamentali per la città. Una di quelle battaglie che divide la politica palermitana. Un po’ come le nomine delle società Partecipate. A Roberto Lagalla l’arduo compito di trovare una sintesi fra i capitribù. Anzi, fra i capicorrente dei vari partiti. Se questo avverrà entro fine luglio o meno, a dirlo potrà essere soltanto lui.




