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Coronavirus a Palermo e la festa di Pasqua allo Sperone: “Del quartiere vi siete ricordati solo adesso?”

martedì 14 Aprile 2020
Pasqua sui tetti allo Sperone

Le prime multe sono scattate e altre verranno notificate nelle prossime ore, una volta completate le procedure di identificazione. Costerà cara la Pasqua alle famiglie di piazzale Calona, allo Sperone, che domenica per Pasqua hanno organizzato il pranzo – completo di grigliata e fuochi d’artificio finali – sul tetto del palazzo.

Una “festa” in barba al divieto di assembramento disposto per il contenimento del Coronavirus e interrotta bruscamente dalla polizia, arrivata prima con un elicottero e poi con le pattuglie. Sul posto anche carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale.

Ma nel quartiere c’è chi non ci sta ad essere ghettizzato e definito come chi non rispetta la quarantena o le disposizioni emanate da Roma.

Allo Sperone c’è tanta gente incosciente, come d’altronde dappertutto. Quello che è successo oggi fa borbottare perché siamo in crisi batteriologica ma la crisi allo Sperone c’è sempre stata e nessuno prende provvedimenti per queste persone che non hanno scolarizzazione e che sono dimenticate dal mondo intero. Riguardo lo Sperone e altri quartieri “bassi” è popolato altrettanto da gente coscienziosa e rispettabile. Abito allo Sperone e mio nonno e mio padre si sono spaccati la schiena coltivando in queste terre. Dove sta la legge e la buona organizzazione del quartiere? Mi auguro che qualcosa possa cambiare“. Afferma Maria (nome di fantasia per tutelare la privacy).

Io abito proprio lì e fino ad oggi le istituzioni sono state sorde alle richieste della gente perbene che si spacca la schiena e paga tutte le tasse“. Afferma Tiziana sui social.

Qui le famiglie sono sempre più povere, i bambini disertano la scuola e mancano i servizi essenziali, mentre la nuova linea del tram e i progetti di riqualificazione urbanistica non sono riusciti a fermare il degrado materiale e il disagio sociale.

La mafia e i nuovi business

Pure i boss palermitani sarebbero alle prese con la recessione. Le estorsioni rendono meno, gli appalti pubblici sono pochissimi, il traffico di droga ha concorrenti competitivi. Si può però riuscire a fare bingo anche in altro modo: a Palermo la torta è piccola ma unisce ai soldi un’altra opportunità decisiva: permette di potenziare il controllo del territorio.

Domanda e offerta si sono incontrate subito. La criminalità ha capito in fretta che la gente voleva qualcosa di più dei videopoker, delle sale bingo e dei pronostici online: l’esperienza del gioco nella comunità; tra i parenti, gli amici, i vicini e i conoscenti.

Un’operazione sui generis, che segna un pesante ritorno alle origini attraverso il bingo illegale. Un business che si svilupperebbe proprio nel quartiere divenuto improvvisamente famoso, perchè alcuni residenti celebravano la Pasqua eludendo i provvedimenti anti Covid-19.

Il giro di Vincenzo Figuccia nella città di chi rispetta le regole

Anche il deputato regionale dell’Udc Vincenzo Figuccia cerca di dare un messaggio attraverso i social e afferma: “A Pasquetta sono stato in giro per la città perché volevo beccare qualche imbecille come quelli che ieri ci hanno ridicolizzati con la complicità di qualche giornalista. Quelli sui tetti di ieri erano 4 deficienti, dei quali tutti i palermitani hanno preso le distanze. Sono stato in molti quartieri e non ho trovato nessuno che abbia immolato quella stupidaggine. I palermitani stanno facendo grandi sacrifici rimanendo a casa seppur in molte borgate la gente si sente abbandonata dallo Stato“.

 

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