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Ultima delibera a firma Giuliano Forzinetti?

Destino incerto per la DC a Palermo, in Consiglio comunale si riparte dal mercato di Ballarò 

venerdì 9 Gennaio 2026
Palazzo Comitini

E’ sempre più incerto il destino della Democrazia Cristiana al Comune di Palermo. Dopo le dimissioni degli ultimi giorni e le voci sempre più ricorrenti di cambi di casacca a livello comunale, ieri è stata la giornata della spaccatura fra il vicepresidente pro-tempore Giampiero Samorì e l’attuale segretario regionale Stefano Cirillo. Il primo ha sospeso il secondo. Il secondo sostiene, come buona parte del gruppo centrista, che il primo non aveva i poteri per farlo. La resa dei conti arriverà a breve. Anzi, potrebbe arrivare già domani. Il 10 gennaio è infatti calendarizzata una riunione del gruppo nazionale nella quale si deciderà il da farsi.

Intanto, secondo i rumors di Radio Palazzo, le chance che la compagine centrista riesca ad andare avanti compatta a Palermo in questo 2026 diminuiscono giorno dopo giorno. Guardando all’opera, si potrebbe parlare di “canto del cigno”. Se pensiamo alle carte, si potrebbe menzionare il famoso “giro d’onore”. Insomma, secondo i “bookies” di Palazzo delle Aquile, il gruppo democristiano potrebbe essere giunto agli ultimi giorni di scuola. Un destino che sarebbe condiviso in Giunta anche dall’assessore alle Attività Produttive Giuliano Forzinetti, espressione nell’esecutivo comunale proprio del partito rifondato da Totò Cuffaro. In caso di disgregazione del gruppo, per l’esponente della DC sarebbe molto difficile rimanere in Giunta.

Ma nel mondo dei corsi e ricorsi storici della politica, mai dare nulla per scontato. Da questo punto di vista, Sala Martorana è chiamata a pensare al presente. La conferenza dei capigruppo, tenuta ieri a Palazzo Comitini, ha deciso di far ripartire i lavori d’aula il 14 gennaio proprio da una delibera firmata dall’esponente della DC, ovvero l’annosa questione relativa al mercato coperto di Ballarò. Il tempo per approvare l’atto  è agli sgoccioli. L’iter per l’assegnazione degli spazi si deve chiudere entro fine febbraio. Pena, come già ribadito in aula da diversi esponenti dell’opposizione, la perdita dei fondi. Ma l’atto torna a Sala Martorana in un clima non facile per il centrodestra palermitano.

Dc nella bufera, diverse dimissioni in pochi giorni

Gli sviluppi dell’inchiesta che vede coinvolto l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro hanno avuto ripercussioni sulla tenuta di un partito che, fino ad un paio di mesi fa, si stava proponendo in un ruolo da protagonista nello scenario politico regionale. Qualcuno parlava adddirittura di un gruppo centrista vicino, secondo alcuni sondaggi, oltre il 10% dei consensi nell’Isola. Oggi la realtà è ben diversa. Il partito è spaccato. Solo negli ultimi giorni sono arrivate diverse dimissioni di peso. Come quella del coordinatore giovanile regionale Giuliano Settimo e come quella del coordinatore cittadino palermitano Giorgio Cipolla. Uomo, quest’ultimo, molto vicino proprio allo stesso Giuliano Forzinetti.

Scontro al vertice: il 10 gennaio la riunione a Roma

Come se non bastasse, i rumors di Radio Palazzo parlano di una compagine prossima alla disgregazione, con diversi esponenti ormai pronti al grande salto già dopo il vertice nazionale che si terrà giorno 10 gennaio a Roma. Una riunione nata per ratificare le dimissioni da presidente proprio dello stesso Totò Cuffaro e per parlare del futuro. Alla stessa, in realtà, si potrebbe giungere ad una resa dei conti fra il vicepresidente pro-tempore della DC Giampiero Samorì e il coordinatore regionale siciliano Stefano Cirillo. Motivo del contendere la decisione presa ieri da Samorì di sospendere dall’incarico proprio lo stesso Stefano Cirillo, attualmente impegnato in interlocuzioni politiche per consentire al gruppo parlamentare un quiete periodo di transizione.

La reazione del resto del partito non si è fatta attendere. Ieri, buona parte del gruppo democristiano palermitano si è riunita nella sede di via Ricasoli. Contesto a margine del quale è arrivata la condanna urbi et orbi al gesto di Samorì. Hanno parlato in una nota congiunta di decisione “illegittima e priva di qualunque efficacia ai sensi dell’ancora vigente Statuto del partito” i componenti del gruppo parlamentare all’Ars, la presidente regionale Laura Abadessa e i segretari provinciali della DC. Una lotta che potrebbe vedere in mezzo anche la gestione futura del simbolo. Dopo il 10 gennaio il quadro sarà più chiaro. Anche al Comune di Palermo.

Lagalla attende gli sviluppi nella sua maggioranza

Ad attendere sull’altra riva del fiume è il sindaco Roberto Lagalla, ansioso di conoscere l’evoluzione degli equilibri della sua maggioranza. Il primo cittadino è uomo navigato. Già immaginava un simile scenario dinamico, così come dichiarato in un’intervista concessa qualche giorno fa alla redazione de ilSicilia.it. Una politica liquida. Fatta di una grammatica molto succinta, quasi anglosassone per la sua rapidità. Tutto corre veloce. Anzi, persino in maniera fulminea. Tanto che gli attori protagonisti della DC al Comune di Palermo si sarebbero già mossi per trovare una nuova casa. Scenario raccontato ieri proprio dalla nostra redazione.

Consiglieri comunali della DC in partenza

Domenico Bonanno e Viviana Raja sarebbero vicino all’approdo in Fratelli d’Italia in quota dell’assessore regionale Francesco Scarpinato. Uomo quest’ultimo vicino, come è noto, al ministro Francesco Lollobrigida. Cielo azzurro ci sarebbe invece sopra la testa di Salvatore Di Maggio e Natale Puma, organici alla corrente del presidente della Sas Mauro Pantò e dell’ex assessore Andrea Mineo, in procinto di tornare entrambi dalle parti di Forza Italia. Cercherebbe casa in Grande Sicilia, sponda MpA, la consigliera comunale Giovanna Rappa. Per lei sarebbe un ritorno a casa sotto l’ala del sindaco dopo le elezioni del 2022. Più incerto il destino di Salvo Imperiale. Fonti palermitane parlano di un dialogo fra il presidente della IV Commissione e un esponente siracusano di spicco di Forza Italia. Ma sulla questione ci sarebbero resistenze interne da superare.

Fra “color che sono sospesi” c’è proprio Forzinetti

Ad essere fra “color che son sospesi” c’è anche Giuliano Forzinetti. Nel marasma novembrino, in cui persero la poltrona gli assessori regionali Nuccia Albano ed Andrea Messina, l’assessore comunale alle Attività Produttive è rimasto al suo posto, supportato dal lavoro difensivo di Roberto Lagalla. Oggi però il quadro potrebbe cambiare. Senza un partito dietro le spalle, diventerebbe difficile una sua permanenza nell’esecutivo di Palazzo delle aquile. Proprio per questo, qualcuno vede nella trattazione del regolamento sul mercato coperto di Ballarò, fissata il 14 gennaio in Consiglio Comunale dalla conferenza dei capigruppo, un modo per chiudere in bellezza un’esperienza positiva, fatta di tanti atti concreti e di uno snellimento di una macchina amministrativa, ovvero del Suap, apparsa fin troppo intruppata in passato. Se sarà così, potrà dirlo solo il tempo. E la politica.

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