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La sfida

De Luca: “Alle Europee corsa su Pd e M5s, in Sicilia dobbiamo batterli”

giovedì 30 Maggio 2024

L’esito del voto per le Europee diventa uno spartiacque anche per le future elezioni Regionali. Ne è convinto il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, che lancia la sfida, in particolare, ai suoi “potenziali alleati” del Pd e dei Cinque Stelle. Il sindaco di Taormina esce allo scoperto e sottolinea che, al netto del tentativo prioritario di conquistare il 4% sul piano nazionale per arrivare a Bruxelles, l’obiettivo dichiarato della lista “Libertà” è anche e soprattutto quello di superare i partiti del centrosinistra alle Europee dell’8 e 9 giugno nel risultato siciliano.

Una condizione indispensabile per poter rivendicare poi la candidatura alla presidenza della Regione in quota Sud chiama Nord, e nella persona di De Luca, con un unico schieramento da contrapporre al centrodestra. Diversamente, in sostanza, sarebbero il Pd o i Cinque Stelle a spingere per esprimere il nome del futuro candidato per Palazzo d’Orleans e ai deluchiani rimarrebbero due opzioni: fare nuovamente corsa solitaria o aggregarsi senza avere la leadership.

De Luca fa sapere che se dovesse maturare un risultato inferiore, per la sua lista, a quello del Pd e del M5S, farà un passo indietro e lascerà le “chiavi” del partito al coordinatore regionale Danilo Lo Giudice. “C’è una partita aperta – ha detto De Luca -. Noi abbiamo un esercito che ha dimostrato di saper fare squadra e qui bisogna ormai agire in questi giorni che ci separano dal voto, non possiamo permetterci di farci superare dai nostri compagni o potenziali compagni di cordata. All’orizzonte noi andiamo in solitaria e loro che continuano a perdere oppure loro che esprimeranno il loro candidato alla presidenza della Regione, e Danilo Lo Giudice e gli altri si dovranno aggregare. Io starò a Fiumedinisi e a quel punto non non voglio sapere più. Si tenterà di battere le destre e sapete cosa usciranno dal cilindro per rappresentare quest’area alternativa alle destre? Sceglieranno gente che vive a Roma e che è nel cerchio magico acquisirà il diritto ad arrivare sei mesi prima in Sicilia per fare il candidato alla presidenza della Regione e a perdere. Qualcuno che non conosce le dinamiche dell’amministrazione dei palazzo municipali e quindi della Regione Siciliana. Ora sono gli elettori che dovranno stabilire cosa dovrà succedere. Bisogna riottenere la fiducia che ci è stata data nel 2022, con quel potenziale di 510 mila siciliani che ci hanno dato fiducia e ci hanno votato”.

De Luca non ha risparmiato anche una frecciata al leader siciliano dei grillini, Nuccio Di Paola: “Siamo detestati da tutta la maggioranza ma non è che tutta l’opposizione ci adora. Sono tutte persone perbene ma ad esempio con Nuccio Di Paola, se da Roma gli dicono che l’accordo con De Luca non si deve fare, è finita. Con gli amici del Pd e del M5S a Palermo, all’Ars abbiamo collaborato per la legge di stabilità ma poi quando chiama Roma è un’altra storia e non hanno autonomia di pensiero. E allora se noi non vogliamo mettere in imbarazzo i nostri amici del Pd e del M5S – ha aggiunto De Luca -, l’unico modo è quello di batterli anche ora in Sicilia e loro saranno contenti, perché così non entreremo in altri tipi di meccanismi. Ci tocca perché il popolo ci ha conferito un ruolo e non ce lo potrà togliere nessuno, nessuna segreteria e nessuna visione romanocentrica. Il parametro sarà quello dei voti conseguiti comune per comune e qui si stabilirà se lo sforzo fatto nel 2022 avrà ancora validità e se ci darà modo di superare il 4% sul dato nazionale e se potremo quindi rappresentare quei liberatori che la Sicilia e i siciliani aspettano da tempo”.

De Luca alza, così, il forcing per tentare di ottenere un risultato che possa avvicinarsi al dato del 25% ottenuto alle Regionali del 25 settembre 2022: “In quella tornata di voto gli abbiamo dato 10 punti di distacco e non possiamo consentire che ora escano loro davanti a noi. Tutto ciò che abbiamo costruito due anni fa, l’impegno e il sacrificio che ci abbiamo messo allora, rischia di essere vanificato e non possiamo permettere che si verifichi questo scenario. Bisogna dare il massimo in questi pochi giorni che mancano al voto”.

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