“Avevamo predetto ciò che poi si è verificato. Nel 2021, con gli esposti presentati alle Procure, abbiamo denunciato un sistema marcio e anticipato quello che sarebbe accaduto: la saturazione degli impianti pubblici, l’esportazione dei rifiuti fuori dalla Sicilia e l’aumento spropositato dei costi a carico dei cittadini. E così è stato”.
Lo dichiara il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, commentando gli sviluppi giudiziari legati alla discarica di Gela. “In queste ore – continua De Luca – l’inchiesta sulla discarica di Gela sta facendo emergere elementi che confermano quanto denuncio da anni, da solo e carte alla mano, sul sistema dei rifiuti in Sicilia. Mentre la politica regionale faceva finta di non vedere, nel maggio del 2021 presentavo un esposto dettagliato in tutte le Procure siciliane contro la gestione Musumeci, denunciando un modello fallimentare fondato sulle emergenze, sul peso crescente dei privati e su un sistema che scaricava i costi sui cittadini. Quel sistema ha prodotto la saturazione delle discariche catanesi, anche con i rifiuti provenienti da Palermo; lo avevamo previsto chiaramente negli esposti”.
Secondo il deputato regionale, gli ultimi avvenimenti non fanno che dare ragione alle battaglie portate avanti in questi anni: “Oggi l’inchiesta di Gela, con arresti e sequestri per traffico illecito di rifiuti, riporta al centro quelle denunce. Anche su Gela avevamo previsto tutto, perché è il sistema che è marcio. Si preferisce saturare gli impianti pubblici per permettere ai privati di fare profitti, mentre i soldi per realizzare le piattaforme pubbliche, utili al recupero e al riciclo, restano fermi. Lo dicevamo e lo ribadiamo. Siamo stati, purtroppo, profeti di sciagure. Per anni la Sicilia è stata lasciata dentro un’emergenza continua, mentre i cittadini pagavano una Tari tra le più alte d’Italia. E adesso a Palermo fanno finta di cadere dal pero?”.
De Luca assicura che l’azione politica e di vigilanza non si fermerà: “Noi continueremo ad andare avanti senza fare sconti a nessuno. Chi ha gestito questo settore mettendo davanti interessi personali e logiche di potere dovrà assumersi le proprie responsabilità. A Messina abbiamo dimostrato che un sistema diverso è possibile. Ora questa battaglia deve riguardare tutta la Sicilia. La nostra regione merita trasparenza, competenza e rispetto. Non i soliti pupi e pupari”.




