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L'affondo del deputato regionale

Fondi ex Gescal, Varrica (M5S): “Arroganza dell’Amministrazione Lagalla rischia di far perdere 47 milioni”

mercoledì 27 Maggio 2026
Piazza Zen 1
Rendering Comune di Palermo

I fondi ex Gescal destinati alla città di Palermo sono a rischio? Una domanda che è sorta in seguito alla nota inviata lo scorso 18 maggio dal Capo Area del Comune Giuseppe Sacco. Missiva nella quale il dirigente di Palazzo delle Aquile esprimeva “particolare preoccupazione avuto riguardo, soprattutto, agli interventi di edilizia scolastica. Progettualità che sarebbero indietro rispetto alla tabella di marcia. Una circostanza sottolineata dal deputato regionale del M5S Adriano Varrica.

Varrica: “Arroganza dell’Amministrazione Lagalla rischia di far perdere 47 milioni”

L’esponente pentastellato all’Ars rivolge un attacco diretto all’esecutivo di Palazzo delle Aquile. “L’arroganza della Giunta Lagalla sta portando la città a perdere 47 milioni di euro per il rilancio dei quartieri Zen, Sperone e Borgo Nuovo. Già nel 2023 avevo ottenuto con una risoluzione approvata all’unanimità in Ars che la Regione supportasse il Comune di Palermo facendosi carico dei 7 progetti di edilizia scolastica per un totale di 22 milioni di euro“.

Un anno fa, vista l’inerzia del Comune, avevo convocato l’assessore Aristide Tamajo per giungere alla firma dell’Accordo – ha aggiunto Varrica -. Ma la risposta lasciò tutti attoniti: i progetti erano al palo ma il Comune non avrebbe accettato l’aiuto che ero riuscito ad ottenere. Il risultato è che oggi proprio quei progetti rischiano di travolgere i 47 milioni di fondi ex Gescal. Se i lavori non vengono avviati per tutti i progetti, si perderanno. Inclusa la piazza allo Zen che Lagalla e Schifani si sono venduti con annessa passerella senza neanche che siano iniziati i lavori. Siamo stanchi di queste sceneggiate alle quali poi non corrisponde alcuna concreta azione“.

Il tempo stringe

Il tempo stringe. Come ricordato dallo stesso Capo Area del Comune di Palermo nella sopracitata nota, nel caso in cui “anche solo gli interventi di edilizia scolastica dovessero scontare il grave ritardo procedurale che si registra al momento e non avviare e completare i lavori rispettivamente entro il 12 gennaio 2027 e il 12 gennaio 2029, termini perentori indicati nell’accordo, ciò comporterà la decadenza dell’accordo anche per gli altri lavori di edilizia pubblica nel frattempo avviati“. Insomma il rischio, sollevato ieri dall’esponente del PD Mariangela Di Gangi, sarebbe quello di perdere il carro con tutti i buoi.

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