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La ricerca di Sé Synergic Evolution e Almar Quality Research

Gioco online, studio italiano individua il target ideale per la prevenzione: il nostro rapporto quotidiano con le scommesse e le fragilità personali

giovedì 15 Ottobre 2026
gioco d'azzardo

Quando parliamo di gioco d’azzardo online, rischiamo spesso di fermarci alla superficie fredda dei numeri, delle statistiche o delle percentuali. Dietro a ogni accesso, a ogni puntata su una slot machine, a ogni giro di roulette o a ogni mano di blackjack, ci sono persone fatte di carne, emozioni, giornate storte e momenti di leggerezza. È proprio questo lo spirito con cui la ricerca di Almar Quality Research e Sé Synergic Evolution, commissionata da Betnero Academy, ha voluto guardare ai giocatori: non come a un blocco anonimo di utenti, ma come a individui che vivono il proprio rapporto con il rischio in modo unico e personale.

Per capire chi sono davvero le persone che si siedono virtualmente a un tavolo da gioco, i ricercatori hanno scelto di ascoltarle con attenzione, escludendo in partenza chi stava già vivendo una situazione di forte disagio e concentrandosi su chi vive il passatempo nella normalità della propria vita. Da questo ascolto è emerso un racconto corale che ci somiglia molto, diviso in tre modi differenti di vivere l’autocontrollo.

C’è chi vive il gioco con la tranquillità di chi ha tracciato confini chiari e riesce a rispettarli senza fatica: sono le persone che potremmo definire serene e ben radicate nelle proprie abitudini. Spesso hanno alle spalle un’esperienza di vita più matura, sanno esattamente quanto possono spendere e non si lasciano travolgere dall’istinto del momento. Una curiosità affiorata dallo studio ci porta dritti nelle nostre isole, e in particolare in Sicilia, dove questo profilo di serenità e stabilità tocca picchi altissimi, arrivando a coinvolgere ben il 64% dei giocatori locali.

È come se l’esperienza e un radicato senso del limite creassero una sorta di scudo naturale contro gli eccessi, regalandoci l’immagine di un giocatore consapevole e padrone del proprio tempo.

Poi c’è il cuore pulsante dell’intera indagine: il mondo di chi vive un controllo che possiamo definire “vulnerabile”. Non stiamo parlando di persone che hanno perso la bussola, tutt’altro. Sono persone che hanno i loro sani principi, conoscono le regole e a mente fredda sanno benissimo cosa fare. Ma la vita di tutti i giorni — fatta di stanchezza accumulata, ritmi frenetici e mille pensieri — ci mette alla prova. Pensiamo, ad esempio, a chi si trova nella fascia d’età tra i 35 e i 44 anni, soprattutto donne, che in gran parte si ritrovano in questo profilo. È l’età in cui le responsabilità della famiglia, del lavoro e della casa si accavallano, lasciando minuscoli spazi di respiro personale. In momenti di così forte pressione emotiva, il gioco può trasformarsi in una valvola di sfogo, in un modo per staccare la spina.

Ed è proprio lì, in quel preciso istante, che i buoni propositi presi a mente fredda rischiano di vacillare, non per mancanza di volontà, ma perché la stanchezza e il coinvolgimento del gioco rendono tutto più fragile.

Infine, l’indagine ha osservato, seppur in via preliminare, un piccolo gruppo di persone che vive un controllo più debole e fragile, dove la pianificazione salta più facilmente e il rischio viene percepito come qualcosa di distante, quasi a voler allontanare un pensiero che fa paura o che risulta scomodo da affrontare.

 IL NODO PSICOLOGICO DELL’AUTOCONTROLLO NEL GIOCO D’AZZARDO ONLINE

Sapere qual è il proprio limite di spesa non significa, in modo automatico e matematico, riuscire a rispettarlo quando una sessione di gioco entra nel vivo. È questo il principio chiave, di natura squisitamente psicologica e comportamentale, da cui prende le mosse la ricerca pilota quantitativa promossa da Betnero Academy e realizzata congiuntamente da Almar Quality Research e Sé Synergic Evolution.

Negli ultimi anni, il mercato del gioco d’azzardo digitale e dei casinò online ha conosciuto un’evoluzione tecnologica e una diffusione capillare senza precedenti. A fronte di un’offerta sempre più accessibile, immediata e immersiva — che spazia dalle slot machine ai tavoli live di roulette e blackjack — il tema della prevenzione e del gioco responsabile è diventato una priorità sociale e regolatoria fondamentale. Tuttavia, la maggior parte delle strategie preventive tradizionali si è storicamente basata sulla semplice erogazione di informazioni astratte, avvertenze generali o messaggi di sensibilizzazione passivi.

La domanda principale che gli studiosi e gli operatori del settore oggi si pongono è quindi la seguente: è possibile trasformare la consapevolezza teorica del rischio in un’azione pratica di autocontrollo visibile, misurabile e sostenibile nel tempo?

Per rispondere a questo interrogativo, lo studio ha analizzato l’impatto del Casino Risk Calculator, uno strumento di simulazione statistica basato sul metodo Monte Carlo, concepito per offrire al giocatore una stima concreta e personalizzata del rischio economico associato a una specifica sessione di gioco prima ancora di iniziare a puntare.

I risultati dell’indagine mettono in luce dinamiche decisionali complesse e tracciano una profilazione dettagliata del pubblico dei giocatori in Italia.

Tra le evidenze di maggior rilievo emerge l’individuazione di una vera e propria “finestra di opportunità preventiva”, incarnata dal profilo definito “controllo vulnerabile”: un segmento di giocatori che possiede ancora regole interne di condotta, ma le cui barriere rischiano di cedere sotto il peso delle emozioni, della stanchezza o del desiderio di recuperare le perdite durante il gioco.

Parallelamente, la scomposizione demografica e territoriale del campione offre uno spaccato estremamente nitido delle abitudini di gioco nelle diverse macro-aree del Paese, riservando all’area delle Isole (e in particolare alla Sicilia) un ruolo di primo piano nel tratteggiare il profilo del giocatore a “controllo consolidato”.

IL QUADRO METODOLOGICO: LA SELEZIONE DEL CAMPIONE

Per comprendere appieno la portata scientifica dei dati emersi, è indispensabile analizzare l’architettura metodologica su cui si fonda l’indagine quantitativa pilota. Il reclutamento e la profilazione del campione hanno richiesto uno sforzo di screening imponente, a dimostrazione della selettività e del rigore adottati dalle équipe di ricerca di Almar Quality Research e Sé Synergic Evolution.

Il percorso a tappe del reclutamento: da 3.921 contatti a 104 interviste valide

L’iter di selezione è partito da un bacino iniziale di 3.921 potenziali rispondenti che sono entrati nel processo di screening. Il tasso di conversione complessivo si è attestato al 2,7%, il che significa che è stato necessario contattare mediamente circa 38 persone per ottenere un’unica intervista valida e completa.

I criteri di screen-out (esclusione) sono stati definiti con precisione per isolare la popolazione bersaglio dello studio:

  • 1.229 persone (31,3%) sono state escluse poiché non praticavano il gioco d’azzardo online.

  • 1.177 rispondenti (30,0%) sono stati esclusi in quanto le quote relative alla specifica tipologia di gioco d’azzardo praticata erano già state saturate.

  • 1.109 soggetti (28,3%) sono stati scartati per altri motivi tecnici o procedurali (tra cui interruzione spontanea della compilazione del questionario, mancanza di requisiti minimi di eleggibilità, ecc.).

  • 212 individui (5,4%) sono stati riallocati o esclusi per il raggiungimento delle quote saturate del profilo di rischio corrispondente.

  • 90 soggetti (2,3%) sono stati deliberatamente esclusi poiché presentavano indicatori di comportamento di gioco potenzialmente problematico o patologico.

Alla fine di questa rigida selezione, sono state ottenute 104 interviste valide e complete. Come specificato chiaramente all’interno del report di ricerca, trattandosi di uno studio pilota gestito tramite quote controllate, i 104 casi finali non hanno la pretesa di costituire un campione statisticamente rappresentativo dell’intera popolazione nazionale dei giocatori online.

Essi rappresentano tuttavia una struttura altamente funzionale, bilanciata e selettiva, costruita ad hoc per verificare l’efficacia, la comprensione e il potenziale preventivo del Calcolatore nei diversi segmenti di giocatori.

Perché escludere i giocatori problematici dal test dello strumento?

Un elemento fondamentale del disegno metodologico risiede nell’esclusione preventiva dei 90 soggetti con indicatori di gioco patologico o compromesso (pari al 2,3% dei contatti totali).

La decisione di escludere questa categoria dal test diretto del Casino Risk Calculator si fonda su una motivazione clinica e psicologica ben precisa: le persone che presentano già una gravità clinica o un’addiction conclamata necessitano di interventi terapeutici e di supporto specialistico di natura completamente diversa.

Lo strumento del Calcolatore nasce infatti come dispositivo di prevenzione primaria e secondaria, mirato ad agire su giocatori che conservano intatte le proprie facoltà di autoregolazione cognitiva ed emotiva prima che esse vengano danneggiate da una spirale patologica.

I TRE PROFILI DI AUTOCONTROLLO E LA CATEGORIA CLINICA

Sulla base delle risposte fornite in merito alle abitudini di gioco, alla capacità di pianificazione del budget, alla sensibilità al chasing (la spinta a rincorrere le perdite) e alla percezione del rischio, i ricercatori hanno individuato tre differenti profili all’interno del campione dei 104 intervistati, mettendoli a confronto con le caratteristiche del gruppo escluso dei 90 problematici.

Profilo A – Controllo Consolidato (45,2% del campione)

Identifica i giocatori che riferiscono di possedere regole personali ben definite, una rigorosa pianificazione delle risorse e limiti di spesa stabili che riescono generalmente a rispettare senza particolari affanni.

  • Motto rappresentativo: “So gestire perfettamente il mio gioco e le mie finanze”.

  • Indicatori di partenza: Presenta punteggi elevati nella riflessione prima di giocare (3,51 su 5), nella definizione del budget (4,55 su 5) e nella conoscenza percepita del rischio economico (4,53 su 5), a fronte di un tasso di superamento del budget estremamente basso (1,49 su 5).

 

Profilo B – Controllo Vulnerabile (49,0% del campione)

Rappresenta il vero cuore concettuale e operativo dell’intera indagine. Raggruppa i giocatori che dichiarano di avere regole di autocontrollo e intenzioni virtuose, ma che sperimentano una maggiore difficoltà nel mantenerle durante lo svolgimento della sessione.

  • Motto rappresentativo: “Ho delle regole di comportamento, ma durante il gioco possono cambiare”.

  • Indicatori di partenza: Posizionato a un livello intermedio, mostra una riflessione pre-gioco ridotta (2,49 su 5), una discreta definizione del budget (3,55 su 5) e un livello di superamento del budget più elevato rispetto al Profilo A (2,12 su 5).

 

Profilo C – Controllo Fragile (5,8% del campione)

Osservato all’interno della ricerca esclusivamente a fini esplorativi vista la scarsa numerosità campionaria, questo profilo raccoglie individui caratterizzati da una debolezza strutturale nei meccanismi di autoregolazione.

  • Motto rappresentativo: “Faccio molta fatica ad anticipare il rischio e a gestire i miei limiti”.

  • Indicatori di partenza: Evidenzia livelli estremamente bassi di riflessione pre-gioco (1,50 su 5), di pianificazione finanziaria (1,50 su 5) e di consapevolezza del rischio (1,67 su 5).

 

I soggetti esclusi

Questo gruppo escluso dallo studio evidenzia un passaggio qualitativo da una vulnerabilità occasionale a una perdita di controllo pervasiva. Dalle domande di screening è emerso che:

  • Il 74,4% dichiara di giocare spesso o molto spesso spinto dal desiderio compulsivo di rifarsi dopo una perdita.

  • Il 70,0% continua a giocare convinto di poter recuperare immediatamente il denaro perso.

  • Il 60,0% trova estrema difficoltà a fermarsi una volta avviata la sessione.

  • Il 55,6% percepisce ormai il proprio comportamento di gioco come qualcosa di difficilmente controllabile.

L’ANALISI DEMOGRAFICA E TERRITORIALE E FOCUS SULLA SICILIA

L’articolazione demografica dello studio pilota offre spunti di grande interesse per comprendere come variabili quali l’età, il genere e la collocazione geografica influenzino l’atteggiamento dei giocatori nei confronti del rischio e dell’autocontrollo.


Il genere e l’età: dinamiche di vulnerabilità generazionale

A livello complessivo, il campione dei 104 intervistati è composto per il 62,5% da uomini ($n=65$) e per il 37,5% da donne ($n=39$). Il core della popolazione esaminata appartiene alle fasce centrali d’età, con l’82,7% dei partecipanti compreso tra i 25 e i 54 anni.

Incrociando le variabili demografiche con i profili psicologici emersi, si notano differenze marcate:

  • Il Profilo A (Controllo Consolidato) vede una preponderanza maschile (52% degli uomini intervistati rientra in questo gruppo, contro il 33% delle donne) e una forte concentrazione tra i giocatori con più di 55 anni, dove costituisce il 57% della relativa fascia d’età. L’anzianità anagrafica e una maggiore maturità di vita sembrano dunque correlarsi a una stabilizzazione delle strategie di autoregolazione.

  • Il Profilo B (Controllo Vulnerabile) ribalta completamente il quadro demografico: esso riguarda il 59% del totale delle donne intervistate (a fronte del 43% degli uomini) e si concentra in modo massiccio nella fascia d’età 35-44 anni, dove rappresenta ben il 57% dei rispondenti. La spiegazione psicologica fornita dai ricercatori evidenzia come la fascia 35-44 anni rappresenti un momento della vita caratterizzato da un’intensa sovrapposizione di responsabilità lavorative, pressioni familiari, carichi economici e una conseguente riduzione del tempo libero personale. In questa fase, il gioco online può assumere, per alcune giocatrici e giocatori, una funzione di decompressione emotiva, evasione o scarico dello stress, rendendo temporaneamente più permeabili i limiti stabiliti prima di iniziare.

 

Focus geografico: la Sicilia e l’area delle isole nel report

Uno degli elementi analitici più affascinanti emergenti dal report riguarda la distribuzione dei profili di rischio lungo le diverse regioni italiane, con una menzione speciale per la macro-area geografica delle Isole, dominata dall’ambito territoriale siciliano.

L’Italia è stata suddivisa nelle cinque macro-aree classiche: Nord Ovest (25,0%), Nord Est (24,0%), Sud (21,2%), Centro (19,2%) e Isole (10,6%, pari a 11 partecipanti).







Analizzando il posizionamento dei giocatori residenti in Sicilia e nelle Isole, emergono tre evidenze fondamentali:

  1. Il Primato Nazionale del Controllo Consolidato (64%): La macro-area delle Isole registra la percentuale più elevata in assoluto di giocatori appartenenti al Profilo A (Controllo Consolidato), raggiungendo la quota record del 64%. Questo dato stacca in modo netto le altre regioni d’Italia: il Nord Ovest si attesta al 54%, il Nord Est al 48%, mentre il Centro e il Sud registrano valori decisamente inferiori. Dalle rilevazioni emerge dunque che il campione siciliano e insulare manifesta una spiccata tendenza alla pianificazione preventiva del budget e una maggiore rigidità nel rispetto delle proprie regole operative di spesa.

  2. Un Profilo Vulnerabile Contenuto (36%): Di contro, la presenza del Profilo B (Controllo Vulnerabile) nell’area insulare riguarda il restante 36% dei rispondenti locali. Si tratta di una quota significativa ma decisamente più contenuta rispetto all’exploit osservato nel Centro Italia, dove il Profilo B tocca il suo picco nazionale con il 65% dei giocatori territoriali.

  3. Assenza Totale del Profilo C (Controllo Fragile – 0%): Un ulteriore elemento distintivo del contesto siciliano e insulare è la totale assenza di partecipanti riconducibili al Profilo C (Controllo Fragile). Nel campione analizzato, nessun giocatore residente nelle Isole ha mostrato le caratteristiche di marcata disorganizzazione ed elevata fragilità cognitiva tipiche del Profilo C. Quest’ultimo profilo si è invece concentrato quasi esclusivamente nel Sud Italia peninsulare, che ha assorbito ben 4 dei 6 casi totali identificati nell’intera penisola.

MACRO-AREA GEOGRAFICA PROFILO A (Consolidato) PROFILO B (Vulnerabile) PROFILO C (Fragile) CARATTERISTICA TERRITORIALE PREVALENTE
ISOLE (Sicilia / Sardegna)

64,0%

36,0%

0,0%

Massima stabilità e autocontrollo dichiarato

Nord Ovest

54,0%

46,0%

0,0%

Elevato controllo, assenza di fragilità estreme

Nord Est

48,0%

52,0%

0,0%

Equilibrio tra stabilità e vulnerabilità

Centro Italia

35,0%

65,0%

0,0%

Epicentro del Profilo Vulnerabile (Donne 35-44)

Sud Italia

22,0%

60,0%

18,0% (4 casi su 6)

Maggior presenza di fragilità e rischio problematico

Questa fotografia territoriale suggerisce che in territori come la Sicilia, dove la cultura del gioco ha radici profonde e storiche, i giocatori non patologici sviluppano spesso forme di “autodifesa procedurale” o regole empiriche di condotta particolarmente radicate, dimostrandosi estremamente ricettivi a strumenti di verifica o conferma oggettiva del rischio.

LE VOCI DEGLI ESPERTI: IL VALORE DELLA PREVENZIONE E DELL’AUTOCONTROLLO

Quando si parla di protezione e di gioco responsabile, a fare la differenza non sono mai le regole astratte, ma la capacità di comprendere cosa accade nella mente di chi gioca. A confermarlo e ad arricchire i risultati di questa indagine sono gli stessi esperti, accademici e ideatori dello studio, che ci aiutano a guardare alla prevenzione con gli occhi di chi lavora ogni giorno sul campo.

Pensiamo a ciò che ci spiega la professoressa Paola Iannello, docente di Psicologia generale all’Università Cattolica di Milano. La studiosa ci ricorda una verità profondamente umana attraverso queste parole: “Questo studio mette in luce un aspetto psicologicamente decisivo: sapere qual è il proprio limite non significa necessariamente riuscire a rispettarlo. Nel momento in cui si gioca, una perdita, il desiderio di recuperare o il coinvolgimento emotivo possono modificare il peso di una decisione presa a mente fredda. È proprio in questo passaggio che la prevenzione può diventare più efficace: intervenire quando il controllo è ancora presente, ma può diventare vulnerabile.”

Spiegando come lo strumento agisca concretamente sulla mente del giocatore, la professoressa Iannello aggiunge: “Fermarsi prima della sessione di gioco e riflettere sulle possibili conseguenze delle proprie scelte può favorire maggiore consapevolezza e aiutare a mantenere più presente il limite stabilito. Il Calcolatore introduce proprio una pausa decisionale che aiuta la persona a confrontarsi con il budget e i limiti stabiliti.”

Proseguendo nella sua analisi, la studiosa evidenzia inoltre il valore psicologico del dispositivo: “Il valore del Calcolatore, dal punto di vista psicologico, sta soprattutto nella possibilità di introdurre una pausa tra l’intenzione di giocare e la decisione effettiva. È in quella pausa che un’informazione sul rischio può smettere di essere astratta e diventare una domanda personale: quanto voglio spendere, che cosa potrebbe accadere durante la sessione e quale limite sono realmente disposto a rispettare. Rendere queste conseguenze più concrete può aiutare la persona a confrontare ciò che sta per fare con ciò che aveva deciso prima di iniziare. Non si tratta semplicemente di dire al giocatore di essere responsabile, ma di offrirgli uno strumento che lo aiuti a esercitare concretamente questa responsabilità. In questa prospettiva, il Calcolatore può rappresentare un elemento di un percorso di prevenzione più ampio, capace di trasformare la conoscenza del rischio in riflessione, la riflessione in una scelta e la scelta in un limite da verificare nel tempo.”

Una visione condivisa anche da Giulia Fabrizi, psicologa e fondatrice di Almar Quality Research, la quale ribadisce che la prevenzione non può e non deve essere uguale per tutti: “La distinzione tra i profili ci aiuta a capire che la prevenzione non può essere uguale per tutti. Il Profilo ‘controllo vulnerabile’ è particolarmente interessante perché riguarda giocatori che hanno ancora regole di autocontrollo, ma possono modificarle durante il gioco. È qui che si apre una possibile finestra di opportunità preventiva. Il Casino Risk Calculator può favorire una pausa prima della sessione e aiutare a riportare l’attenzione su rischio, budget e limiti personali.”

A chiudere il cerchio è l’intervento di Francesco Esposito, responsabile di Betnero Academy, che racchiude lo spirito dell’intero progetto in una riflessione sul rispetto verso l’utente: “Nelle guide dedicate al gioco d’azzardo online si parla spesso di responsabilità, ma raramente questo tema viene affrontato attraverso strumenti pensati per aiutare concretamente i giocatori. La realizzazione del Calculator e questa prima ricerca pilota nascono dalla volontà di approfondire un argomento così complesso e delicato e capire come favorire scelte più consapevoli, senza giudicare chi gioca. Come Betnero vogliamo contribuire a rendere il dibattito più concreto e orientato a soluzioni utili per gli utenti.”

La pausa che fa la differenza: fermarsi un attimo prima di cominciare

Il vero superpotere di questo strumento non è dirti cosa devi fare, ma regalarti una cosa preziosissima che oggi rischiamo di perdere: una pausa.

I dati parlano chiaro: dopo aver fatto la prova con il calcolatore, l’intenzione di fermarsi a riflettere prima di iniziare a giocare è balzata alle stelle, soprattutto tra chi sente il proprio controllo più vacillante. Significa che quello schermo, quel piccolo momento di stop in cui guardi in faccia i numeri, ti costringe a portarti a casa una domanda fondamentale: “Quanto voglio spendere davvero oggi? A che punto mi fermerò?”.

La bellezza di questo approccio sta nel fatto che nessuno vuole togliere il brivido o il piacere del passatempo. L’obiettivo non è costringere le persone a smettere di giocare in assoluto, ma aiutarle a governare la singola sessione. I punteggi più alti registrati dalla ricerca riguardano proprio la voglia di controllare meglio il proprio budget e l’intenzione ferma di spegnere tutto prima che la situazione scivoli di mano.

gioco d'azzardo

Come ci ricorda la professoressa Paola Iannello dell’Università Cattolica, non si tratta di pretendere che siamo perfetti, ma di darci una mano concreta per esercitare la nostra responsabilità quando le emozioni provano a prendere il sopravvento. E le parole di Francesco Esposito di Betnero Academy riassumono perfettamente questa filosofia: creare soluzioni utili, senza giudicare mai nessuno, ma accompagnando le persone verso un’esperienza che rimanga sempre e solo un momento di svago sano e consapevole.

In fondo, la vera sfida della prevenzione moderna è tutta qui: non trasformarsi in un divieto freddo e distante, ma diventare una conversazione sincera, un dialogo amichevole che ci ricorda che, prima di ogni puntata, la scelta più importante siamo sempre noi.

FONTE DEI DATI: ricerca di Almar Quality Research e Sé Synergic Evolution, commissionata da Betnero Academy, 

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