Una settimana fa i pescatori, oggi gli agricoltori. Mentre la manovrina rantola nel buio, con l’incognita stralcio ancora da risolvere (CLICCA QUI), il tessuto produttivo siciliano continua ad affrontare le criticità che ormai da mesi mettono in ginocchio il settore, dal caro carburante alla crisi di mercato. Tra le righe del testo della variazione di bilancio molti di questi temi sono posti sotto la lente d’ingrandimento. I continui rinvii dello strumento finanziario, che secondo la tabella di marcia iniziale avrebbe dovuto vedere la luce giovedì 8 ottobre, e la crisi di governo, oggi congelata, hanno fatto riemergere la preoccupazione degli operatori del comparto.
Il presidio e l’incontro tra le mura dell’Ars
“Non ci possiamo permettere di perdere altro tempo. Pensiamo a salvare il salvabile, non c’è un settore che è andato bene quest’anno“. Sono queste le motivazioni che hanno spinto 1.700 soci Coldiretti al presidio svolto questa mattina ai piedi di Palazzo dei Normanni. L’impennata del prezzo del gasolio è giunta ad un punto di non ritorno. Gli agricoltori avevano alzato la voce già nei giorni scorsi, con il sit-in prima sulla statale Agrigento-Palermo, poi lungo la strada statale 117 bis Gela-Catania, in direzione di Ponte Olivo e infine la protesta con trattori e mezzi agricoli davanti ai cancelli della raffineria Sonatrach ad Augusta. Accolto e condiviso anche il grido d’allarme dei pescatori, che condividono le medesimo criticità.
Nel corso della mattinata una delegazione è stata accolta all’Assemblea per incontrare i capigruppo all’Ars per un nuovo faccia a faccia a distanza di mesi. Presenti tutte le forze politiche che hanno rassicurato i manifestanti sulla votazione in breve tempo della variazione di bilancio. Convergenza è stata riscontrata su caro carburante e cerealicoltura. In tal senso sarebbe stato chiesto l’incremento dei fondi destinato al primo, per ulteriori 10 milioni, mentre per il secondo la possibilità di alzare l’asticella a 50 milioni. Un accordo sarebbe stato raggiunto con il passaggio dei 19 milioni destinati alla cantine sociali al grano. All’appello mancherebbero così altri 10 milioni, per i quali dovrà impegnarsi il governo regionale. E le criticità legate alla viticoltura? Saranno concentrate totalmente nella Finanziaria. I tempi ristretti della variazione di bilancio non permetterebbero l’adeguato impiego delle risorse. Focus anche su olivicoltura, zootecnia e pesca, per la quale è stata espressa la necessità di un progetto importante all’interno della Legge di Stabilità. Nelle prossime ore un nuovo incontro è invece previsto con il presidente Gaetano Galvagno, rientrato questa mattina in Sicilia.
Occhi puntati sulla manovrina
I provvedimenti all’interno della manovrina certamente non mancano, ma serve un’accelerazione. Si va dai 20 milioni per il gasolio agricolo, bacino di risorse incrementato di 10 milioni durante l’esame in II Commissione Bilancio, fino ai 19 milioni per le imprese viticole socie conferitrici delle cantine sociali cooperative per la campagna 2026.
Ma ci sono anche alcune delusioni, come i mancati fondi per la crisi di distillazione o una minore previsione per la crisi del grano. La filiera, infatti, era stata al centro dell’attenzione già lo scorso luglio, con un intervento complessivo di 50 milioni di euro condiviso da Coldiretti con tutti i capigruppo all’Ars. Sul piatto, alla fine, attualmente ci sono solo 20 milioni. Oggi si aggiunge un’altra emergenza, quella dei campi nel territorio Trapanese, soprattutto tra Petrosino e Marsala, dove le trombe marine hanno distrutto anche vigneti, capannoni e serre.
La manovrina, però, contiene anche altre misure strategiche ed essenziali. E’ il caso dei 2 milioni di euro al fondo Irca per gli interventi in favore di agricoltura e pesca o i 500mila euro in favore dei produttori per contrastare ed eradicare il virus ToBRFV (Tomato brown rugose fruit virus) e le altre virosi che hanno colpito gli ortaggi.



