Il bilancio di previsione del Comune di Palermo è da oggi operativo. Il Consiglio Comunale ha approvato la prima variazione di bilancio del 2026. Un atto che permetterà di sbloccare la spesa corrente di Palazzo delle Aquile. Via libera reso possibile soltanto dalla presenza delle opposizioni in aula. Soltanto 14 i consiglieri di maggioranza presenti al momento del voto a fronte di un quorum fissato a 16. Circa una decina gli assenti fra i ranghi della coalizione del sindaco Roberto Lagalla. Un andazzo che conferma la presenza di spaccature all’interno del centrodestra palermitano.
Diserbi in stallo fino alla prossima variazione
Perplessità confermate anche in aula su uno dei punti più combattuti degli ultimi giorni, ovvero il finanziamento dei diserbi in I, VIII e in parte della VII Circoscrizione. Operazioni che resteranno bloccate qualche altro giorno, in attesa di un ulteriore manovra da inserire all’interno del passaggio sugli equilibri di bilancio. “Essendo consapevoli delle necessità che la città ha sotto il profilo dei diserbi, abbiamo individuato una modalità di risoluzione della questione – ha dichiarato in aula l’assessore al Bilancio Brigida Alaimo -. Chiediamo al Consiglio Comunale di procedere all’approvazione della prima variazione, posticipando la questione ad un riequilibrio di bilancio da effettuare entro il 31 luglio“.
Polemiche in aula
Una scadenza posta a stretto giro di posta, ma in un calendario d’aula ormai affollatissimo. In aula si sono registrate critiche veementi nei confronti dell’Amministrazione Comunale, in particolare verso l’assessore all’Ambiente Pietro Alongi. Ha parlato di “necessità di autocritica” l’esponente di Lavoriamo Per Palermo Ottavio Zacco, il quale ha chiesto al presidente del Consiglio Giulio Tantillo “una relazione che accerti le responsabilità di questo impasse“. Più duro l’intervento dell’esponente del Gruppo Misto Massimo Giaconia: “L’assessore deve venire in aula e deve chiarire cosa è successo“. Mentre Fabio Teresi, rappresentante del PD, ha chiesto addirittura un passo indietro dall’assessore Alongi: “Dobbiamo smetterla sul fatto che nessuno si assume la responsabilità politica degli atti che vengono proposti. Pretendo le dimissioni dell’assessore Alongi“.
La maggioranza non c’è, opposizioni mantengono il numero legale
Il nocciolo della questione, a livello politico, sono state le assenze fra i ranghi delle maggioranza. Fatto bollato come “una vergogna” dal capogruppo di Fratelli d’Italia Giuseppe Milazzo. “Ci sono colleghi della maggioranza che non sono presenti. Sono degli irresponsabili. La bollo come una vergogna. Colleghi che girano per la città oppure sono già in vacanza. E’ scandaloso“. Generali senza esercito. Tanti i capigruppo presenti ma senza le proprie squadre di partito. Alla riapertura dei lavori, gli esponenti della maggioranza presenti erano addirittura 10. Un numero poi salito a 14 al momento del voto. Fatto che ha reso necessaria la presenza delle opposizioni per mantenere un numero legale. Fatto che riaccende i riflettori sulle fratture all’interno della maggioranza del sindaco Roberto Lagalla. Soprattutto all’alba di una settimana chiave per il capoluogo siciliano. A cominciare dal voto sulla nuova convenzione dello stadio Renzo Barbera.




