“Un parco che è patrimonio di tutti: dei bambini, delle famiglie, degli anziani, degli sportivi. Di chi ha tempo e di chi va di fretta, di chi abita il quartiere e di chi lo raggiunge per poter respirare nel verde. Il Parco Uditore è prima di tutto della città: non è un affaire politico, non appartiene a nessuna fazione, solo a se stesso e a chi lo frequenta. Basta fare due conti: è un parco urbano e già il termine parla da sé; in linea d’aria gli spazi verdi più vicini sono le ville storiche, qualche giardino poco curato, il Foro Italico, o addirittura la Favorita, il resto è cemento. Perché allora non difendere e sostenere Parco Uditore?”. Se lo sono chiesto le centinaia di cittadini, adulti e bambini, le scuole (e non solo quelle del quartiere), le associazioni di categoria, i gruppi sportivi, gli scout, l’Agesci che oggi si sono riversati nel parco urbano per dire NO alla possibilità di una chiusura.
“Dopo mesi di silenzio chiediamo un tavolo tecnico per portare avanti il parco urbano. Non riusciamo a portare avanti il progetto, chiediamo tempi certi per la riqualifica e un sostegno per la gestione, per i dipendenti” dice Piero D’Angelo, presidente della Cooperativa sociale Parco Uditore. Intanto è partita una petizione su change.org contro la chiusura del Parco: in sole tre ore sono arrivate oltre 1400 firme.
Legacoop Sicilia è scesa in campo a sostegno della cooperativa di giovani che nel 2012 ha creato il Parco di piazzale Einstein: per chiedere risposte alla regione Siciliana e soprattutto il reintegro del contributo ricevuto negli scorsi due anni, nell’attesa della riqualificazione delle strutture nel Parco che dovrebbero ospitare una fattura didattica e un caffè letterario. “Siamo qui per difendere il Parco, e i tanti ragazzi e ragazze del quartiere che si sono uniti in cooperativa per rendere vivo questo spazio che era stato dimenticato – dice Filippo Parrino, presidente di LegaCoop Sicilia che annuncia un presidio stabile, notte e giorno, a difesa del Parco – Vi chiediamo di riconoscere la bellezza nata senza fondi pubblici”.
Appena apparso il primo messaggio in cui si ventilava la chiusura, i social di Parco Uditore sono stati inondati di messaggi di cittadini: la comunità riconosce non solo il luogo fisico, ma anche il modello di gestione alternativo partito dal basso. Parco Uditore è sempre stato un contenitore di esperienze, un luogo che accoglie soprattutto i più fragili come i bambini delle case famiglia; e un centro che promuove lo sport: da Parco Uditore è partito undici anni fa ParkRun Italia e ogni sabato alle 9 si rinnova il percorso di 4 km a cui chiunque può partecipare, contemporaneamente alle altre sedi.
“Arrivano da tutto il mondo per partecipare a ParkRun Uditore – dice Giorgio Cambiano, country manager di ParkRun -, e adesso chiedono come aiutare e sostenere. Parco Uditore è talmente noto che esiste anche un modello brandizzato di calzettoni da running e Monopoly lo ha inserito nel gioco dedicato a ParkRun“.





