Un’istanza che parte direttamente dal gruppo parlamentare all’Ars e dal dipartimento Giustizia di Controcorrente e che ha visto la firma anche di numerosi sindaci siciliani. Al centro dell’esposto l’articolo 122 della legge di variazione di bilancio, che ha istituito il “Fondo per gli interventi territoriali (Fit)” dotato di 190 milioni di euro per l’esercizio 2026.
Questo perché “l’assegnazione – denunciano i firmatari – delle risorse non ha seguito alcuna valutazione tecnica o di interesse generale, ma la mera contiguità politica”. E poi, all’interno della richiesta una serie di pagine che spiegano l’esclusione dai finanziamenti di centri nevralgici dell’Isola come Trapani, Agrigento e Caltagirone, amministrati da compagini esterne alla maggioranza di governo regionale”.
E non è tutto perché “nel caso di Agrigento – proseguono – viene segnalata una nota diffusa a mezzo stampa da un esponente politico, letta da noi come vera e propria ammissione di ritorsione post-elettorale, che spiegherebbe il perché dell’esclusione della città dei templi. Risorse stanziate che però sono andate a coprire interventi a pioggia, dai campi da padel a ristrutturazioni di chiese”.
Nel ricorso inviato a Roma si richiama un precedente giurisprudenziale vincolante: la sentenza 137 del 2009 della Consulta, con cui venne dichiarata incostituzionale un’analoga misura del Lazio che elargiva contributi a soggetti individuati nominalmente senza bandi pubblici.

E proprio su quel precedente che Controcorrente – il movimento fondato dal deputato regionale Ismaele La Vardera – e alcuni amministratori hanno chiesto a Palazzo Chigi di attivare i poteri previsti dall’articolo 127 della Costituzione, facendo ricorso entro i termini di 60 giorni dalla pubblicazione della legge per ristabilire trasparenza ed equità nell’impiego dei fondi pubblici regionali.
Il leader, Ismaele La Vardera in merito dichiara: “Riteniamo che i contributi siano stati distribuiti per vicinanza politica. Esclusi capoluoghi strategici come Trapani e Agrigento, la premier fermi le mancette”.
A firmare il documento, i quattro deputati regionali siciliani di Controcorrente Ismaele La Vardera, José Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro ma anche tutta la segreteria regionale del movimento siciliano, l’ex deputato e oggi coordinatore regionale siciliano di Progetto Civico Italia l’avvocato Carmelo Miceli e i sindaci di Agrigento e Itala (Me), Michele Sodano e Daniele Laudini.




