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Il mosaico

FantaCommissione, Controcorrente spera e la Lega osserva: chi entra e chi esce

domenica 20 Settembre 2026

La variazione di bilancio e il mini rimpasto all’orizzonte. La II Commissione Bilancio torna al centro del dibattito, pronta a rivestire un ruolo da assoluta protagonista nei prossimi giorni. Una volta completato l’iter nelle Commissioni di merito, all’appello manca ancora la III Commissione Attività Produttive (CLICCA QUI), la manovrina farà ufficialmente il suo debutto in un mare di emendamenti, circa 700. Le tensioni e le polemiche già non mancano, giunte con qualche settimana di anticipo.

Il rientro dalla pausa estiva è stato segnato della denuncia di Controcorrente: “Non siamo rappresentati in Commissione Bilancio. E’ indispensabile che venga garantito il principio di rappresentatività“. Una storia nata in estate, con la lettera della capogruppo Jose Marano , sottoscritta dal Ismaele La Vardera, Carlo Gilistro e Alessandro De Leo, indirizzata al presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. La promessa, ad oggi, non è stata ancora mantenuta e nell’ultima conferenza dei capigruppo di due settimane fa, alla quale l’esponente di Fratelli d’Italia, va specificato, non ha preso parte, il tema non è stato affrontato (CLICCA QUI). Quello che è successo dopo lo conosciamo: gli appelli, l’occupazione della Commissione Bilancio e l’apertura decisiva per placare le proteste. E adesso?

L’esame della variazione di bilancio è stato avviato, ma ora tutto passa nelle mani del presidente dell’Assemblea. Se la matassa non dovesse sbrogliarsi in queste ore la decisione sarebbe rimandata solo di qualche settimana. Chiuso il capitolo manovrina, già in ritardo nella tabella di marcia, Palazzo dei Normanni si catapulterà nella Finanziaria. Appuntamento a cui, certamente, Controcorrente non vorrà prendere parte, ancora una volta, da semplice uditore.

Si passa così al “FantaCommissione”, spazzato via e non considerato, come di consueto, a metà legislatura. Come potrebbe mutare volto la Commissione Bilancio? Per cambiare le tessere del mosaico, regolamento alla mano, ci sono almeno due elementi da tenere in considerazione. Il primo è il principio della rappresentanza, per cui ogni partito deve avere un proprio esponente. Il secondo è dettato dall’equilibrio tra maggioranza e opposizione.

La II Commissione è composta da 13 deputati, 8 di maggioranza e 5 di opposizione. Proprio su quest’ultimi sarà posta la lente d’ingrandimento. Il Partito Democratico esprime due parlamentari, Antonello Cracolici e Fabio Venezia, che ricopre anche il ruolo di vicepresidente. Per il Movimento 5 Stelle l’unico rappresentante è Nuccio Di Paola. Due parlamentari all’attivo anche per Sud chiama Nord, Cateno De Luca e Matteo Sciotto, presente ad inizio legislatura in quota Sicilia Vera, lista sempre in sostegno del sindaco di Taormina, gruppo sciolo a fine 2023 e confluito in ScN, oggi il più piccolo con 3 parlamentari.

C’è chi è andato già all’attacco, come il capogruppo del M5S Antonio De Luca. “Non è a tutti i capigruppo di opposizione che il presidente dell’Ars può chiedere un sacrificio. In questo senso il Movimento 5 Stelle ha già dato ad inizio di legislatura, quando rinunciò al secondo componente“. Ha sottolineato De Luca, che ha invitato il presidente Galvagno a “rivolgere un cortese appello istituzionale a Sud chiama Nord chiedendo di cedere un posto a Controcorrente“.

C’è anche un altro scenario. Qualora dovesse trovare spazio Controcorrente anche un altro partito sarebbe pronto ad avanzare espressa richiesta: la Lega. Inizialmente rappresentato da Marianna Caronia, dal novembre 2024 il Carroccio ha vissuto le ultime due Leggi di Stabilità da semplice uditore, l’unico nel centrodestra. Ad esprimere più deputati è Forza Italia, Margherita La Rocca Ruvolo, vicepresidente della Commissione, Rosa Cirrone Cipolla, subentrata ad aprile all’azzurro decaduto Michele Mancuso, coinvolto in un’indagine, e Marco Intravaia, inizialmente in quota FdI e dal settembre 2024 tra le fila di FI. Segue Fratelli d’Italia, che oggi esprime il presidente Dario Daidone e il capogruppo Giorgio Assenza. Presenti con un deputato la Democrazia Cristiana, il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate, e l’Mpa, il deputato questore Giuseppe Geremia Lombardo. A questi si aggiunge l’esponente di Noi Moderati e iscritta al gruppo misto, la già citata Caronia.

In questo grande mosaico a dover fare un sacrificio potrebbe essere proprio Forza Italia. Escludendo i due assessori Luca Sammartino e Mimmo Turano, il gruppo conta il presidente della VI Commissione Salute Pippo Laccoto, il capogruppo Salvo Geraci e il deputato questore Vincenzo Figuccia. Chi sarà il possibile prescelto?

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