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Movida: l’ira dei gestori dei pub di Palermo contro Orlando: “Colpo di grazia al settore”

giovedì 11 Giugno 2020
ANSA/FRANCESCO NUCCIO

Chiusura per i coperti entro le 01:30 della notte e divieto per la vendita di alcolici da asporto dopo le 20:00.

Questo è, in sintesi, il contenuto previsto dalla nuova ordinaza del sindaco Leoluca Orlando per limitare gli assembramenti della movida a Palermo. Una decisione che ha spiazzato non solo i palermitani, ma anche e soprattutto la categoria dei gestori, già messa in difficoltà dagli oltre 2 mesi di chiusura e dalle misure dei DPCM nazionali.

I PARERI DEI GESTORI

Un concetto espresso e rimarcato da Francesco Capizzi, proprietario del Fusorario Risto Pub. “Questa è l’ennesima ordinanza che va a paralizzare il nostro settore. I numeri ci dicono che l’emergenza coronavirus in Sicilia è tendente allo zero. Se è un problema di riposo del cittadino, dei residenti, posso anche capirlo anche se non lo condivido. Ma se diamo la colpa al covid-19, tutto ciò appare anacronistico“.

Sulla stessa linea Pietro Sutera, gestore della Taverna Azzurra, che si dice preoccupato per tutto il tessuto economico cittadino. “C’è un settore che non potrà completamente lavorare. Pur essendo vero che qualcuno ha i dehoors e ha le aree interne, e quindi potrà fatturare 1/4 di quello che portava a casa prima, ci sono tanti locali che lavorano da asporto che ne usciranno devastati. Questa ordinanza è penalizzante non solo per i gestori ma per libertà del cittadino, che magari, dopo una settimana di lavoro, vuole godersi una birretta con gli amici all’aria aperta. Posso concepire un provvedimento simile per la Lombardia, ma qui in Sicilia con zero contagi non ha senso“.

Gli stessi timori provati anche da Anna Ferretti, titolare dell’Alex Pub. “Noi così siamo impossibilitati a svolgere il nostro lavoro. Oltre alle misure di sicurezza previste dai DPCM, che io condivido in quanto sono importanti per la nostra salute e per quella dei clienti, affrontare quest’ordinanza è davvero complicato. Se invece di fare 20 coperti ne faccio adesso 10 e se, al contempo, non posso vendere alcool da asporto dopo le 8, la cosa è penalizzante e mi mette in difficoltà sotto il profilo delle spese di gestione“.

LA MOVIDA: UN SETTORE A RISCHIO CHIUSURA

Sulla stessa linea si pone anche Diego Bonsignore, proprietario del VinoVerso. “E allora ditelo chiaramente: avete scelto di dare il colpo di grazia alle imprese. L’intenzione è chiara,il comune di Palermo ha deciso di continuare il lavoro che il Covid e la conseguente crisi finanziaria aveva lasciato a metà. Questa ordinanza e prima di logica non da sicurezza ma maschera con la scusa dei vari decreti la vera volontà, ovvero far chiudere tutte le attività notturne. Nella terra del sole vedo solo ombre fame e miseria,nessuna possibilità di ricrescita. Una terra allo sbando senza turisti e clienti con un tessuto economico distrutto alla mercé di uomini di ghiaccio dediti alla distruzione piuttosto che alla ricostruzione. Come si può pensare che il Covid abbia un suo orologio biologico a fasce orarie attivo solo dall’una e trenta in poi. Abbiamo capito che questo virus preferisce bar e ristoranti lasciando sicuri tutti gli altri luoghi. Siamo stanchi di combattere una guerra destinata al fallimento,se credete che il Covid sia un unica nostra responsabilità,chiudeteci e ponete fine a questa lunga e sofferta agonia!“.

Infine, Tony Abbate, gestore del City Lounge Bar ribadisce le perdite che i locali sono stati costretti a subire durante l’emergenza covid-19. “Dopo 3 mesi di chiusura forzata, con relativi debiti e perdite irrecuperabili, ci fanno chiudere per quale motivo? Perchè i residente devono riposare? Questo è un danno enorme per l’intera economia, non solo per i gestori. Penso ad esempio ai fornitori. C’è un gruppo sui social, vediamo cosa si deciderà di fare“.

Una decisione, quella del sindaco di Palermo, che non smetterà di fare discutere.

 

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