Prosegue lo stato di agitazione dei dipendenti Ast che si occupano dei servizi di pulizia dell’Azienda siciliana trasporti. A Palermo, questa mattina si sono dati appuntamento per chiedere risposte sul loro futuro. Sono una ventina i lavoratori coinvolti nel capoluogo, circa 250 in tutta l’Isola.
Il 31 marzo scade definitivamente l’appalto di pulizia e sanificazione di uffici, rimessa e rifornimento, che l’azienda non può più prorogare. Nel 2022 la gara, aggiudicata, per vizi di forma e legittimità era stata annullata in autotutela dalla stessa Ast. Che aveva garantito il servizio con continue proroghe.
“Siamo fortemente preoccupati – dichiarano
Giuseppe Aiello, segretario generale della Filcams Cgil Palermo e
Manlio Mandalari, responsabile del settore per la categoria -.
A tre settimane dalla scadenza della commessa non si conoscono le prospettive future“.
Il 9 marzo era stato proclamato lo stato di agitazione, sollecitando un incontro con i dirigenti. I sindacati, ricevuti questa mattina, fanno sapere che l’ufficio legale di Ast è già al lavoro ed entro 10 giorni proverà a dar loro una risposta. Ast aveva provato ad aderire alla convenzione Consip. Che, però, si è tirata indietro.
La prospettiva è di una nuova proroga tecnica, con Ast che dovrebbe provare ad aderire alle gare della Centrale unica di committenza (Cuc). La nuova gara di appalto, però, al momento prevede soltanto il servizio di pulizia degli uffici e non quello della rimessa né del rifornimento: “Un servizio di pubblica utilità, che non può essere interrotto”, sottolinea Mandalari.
“Si tratta di un paio di dipendenti nella sede di Palermo. Numeri irrisori in tutta la Sicilia”, aggiunge Aiello.
“La clausola di salvaguardia occupazionale, però – ci tiene ad evidenziare Mandalari – dovrebbe riguardare tutti i lavoratori. Vigileremo affinché questo avvenga. nel frattempo – conclude – lo stato di agitazione non può che proseguire”.