Amministrative in Sicilia, è questo il tema “caldo” da cui è partito il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo.
Le date cerchiate in rosso sono quelle del 24 e 25 maggio: mancano meno di venti giorni all’apertura delle urne e, per il deputato alla Camera dem, sarà “un banco di prova per il centrosinistra”.
“Credo che sia un punto di ripartenza significativo il fatto che nei dieci Comuni più importanti al voto il centrosinistra si presenti compatto”, commenta Barbagallo. “Il Partito Democratico ha lavorato molto al tavolo regionale per trovare una sintesi nei Comuni più significativi e speriamo che gli elettori apprezzino questa costruzione di un’alternativa chiara e netta rispetto al governo della destra”.
Per il dem, la politica regionale sembra ormai una “sagra della poltrona”.
Le nuove nomine sarebbero infatti “un modo per occupare posti e gestire potere senza alcuna visione per la Sicilia”. Rifiuti, crisi del lavoro, sanità e acqua pubblica sono i temi su cui Barbagallo e il Pd attacca il governo Schifani, ribadendo la richiesta di dimissioni.
Spazio poi ai temi sociali e alle commemorazioni, come quella di Pio La Torre “Sono momenti importanti per il Partito Democratico” commenta Barbagallo. Poi lo sguardo del dem si è spostato sulla politica nazionale e internazionale. Dal Nazareno “siamo preoccupati – ammette il deputato – per il quadro geopolitico e per l’utilizzo delle basi militari in Sicilia” chiedendo maggiore chiarezza al governo. Nel mirino di Barbagallo anche Matteo Salvini sulla questione della carenza di carburante negli aeroporti.



