Assolvendo un 47enne di Pantelleria dall’accusa di detenzione di materiale pedo-pornografico, il giudice monocratico del tribunale di Marsala Giuseppina Montericcio ha disposto la trasmissione degli atti del processo in procura affinché questa possa avviare un’indagine per scoprire chi quel materiale l’ha diffuso e possibilmente anche chi l’ha prodotto.
Per l’imputato assolto il pm aveva chiesto la condanna a due anni e mezzo di carcere. A difendere il 47enne è stato l’avvocato Francesco Vinci, del foro di Marsala, che nella sua arringa ha evidenziato che foto e video relativi ad atti sessuali con minorenni erano stati inviati da altri sui telefonini dell’imputato.
Erano su una chat WhatsApp di cui faceva parte anche lui, ma non era stato lui a produrle e postarle. E se anche avesse cancellato i file, sarebbero comunque andati in salvataggio automatico nella cartella whatsapp di default.
Come ha riferito, infatti, in aula, un perito nominato dal giudice, cancellare i file dalla cartella di default è un’operazione molto complessa, che non tutti sono in grado di fare.




